martedì 11 marzo 2014

E' tutto molto coerente

Le quote di genere non servono, perchè se le donne valgono possono arrivare dove vogliono. Le quote introdurrebbero un gran numero di donne che invece non hanno le capacità, ma chissà come sono arrivate a quella posizione. Per gli uomini il problema non esiste, perchè si sa che gli uomini sono più portati per occuparsi di politica e prendersi responsabilità ad alti livelli, e se loro sono in netta maggioranza è perchè è giusto che sia così. E del resto l'elevato numero di casalinghe dimostra proprio che alle donne piace stare a casa, occuparsi del focolare domestico, è per questo che sono portate ed è giusto favorirle in questa scelta. Perchè mai costruire asili nido, fare politiche per la conciliazione quando la famiglia ideale è quella in cui l'uomo lavora la sera fino a tardi mentre la mogliettina cucina e fa il bagnetto ai figli, e glieli fa trovare già a letto quando torna. Meglio pagare uno stipendio alle casalinghe, infatti loro "sono decisive per la realizzazione dei progetti dei loro compagni, liberi di investire tutte le loro energie nel lavoro proprio perché qualcun altro si è assunto in toto la cura della casa e dei figli".
Che poi si sa, le case delle donne che lavorano sono piene di ragnatele, i loro figli sono denutriti e indossano abiti sporchi. Nessuno va a parlare con le loro maestre, a vedere le loro recite, li porta a scuola. Che poi, chi glielo fa fare di andare a lavorare, sono proprio delle fesse, come quegli scemi dei loro compagni che si smazzano tutto il giorno per dividersi con loro non solo il mantenimento economico della famiglia ma anche tutti i vari impegni che riguardano i figli e le incombenze della casa.

7 commenti:

  1. Quando vedo un articolo del genere, pur non credendo in nessuna divinità, non posso che dire: God bless this post.

    Articolo che trasuda amara ironia. Ironia della sorte, da qualche settimana va in onda uno spot che invita i datori di lavoro ad assumere più donne. Ma non ai vertici, non sia mai! Meglio i delinquenti, loro sì che sanno come far funzionare le cose...(sigh)

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    1. ma certo, sai quante donne si sono scandalizzate perchè abbiamo un ministro all'8° mese di gravidanza? i commenti si dividono fra "non è opportuno che accetti l'incarico visto che sta per partorire e quindi si assenterà per chissà quanto" e "povero bambino senza la mamma nessuno lo allatterà". poi però si indignano per le dimissioni in bianco.

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    2. Abbiamo bisogno dei servizi che ci permettano di essere alla pari, altroché relegate a essere macchine-scodella-marmocchi.
      (se ti va di passare da me sotto il mio ultimo articolo ho alcuni commenti molto interessanti, direi più interessanti di quello che ho scritto...c'è davvero bisogno di una nuova cultura, senza questa non serviranno a nulla le quote rosa...)

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  2. Le quote rosa però sono terribili, le donne diventano come le assunzioni obbligatorie, tot donne e tot handicappati. Non è dare parità, ma è sancire per legge un'inferiorità che gli uomini pensano e le donne così accettano. Quanto alle casalinghe sai come la penso, se il loro lavoro è così inutile perché pagare baby sitter e colf o chiedere aiuto a nonni e parenti vari? Non si può essere in due posti contemporaneamente, quando sei al lavoro non sei con i bambini e scegli di farli seguire per buona parte della giornata da altri. Io preferisco seguirli più tempo possibile e per questo rinuncio a uno stipendio e mi smazzo un sacco di lavoro gratis in casa. Non credo che sia meglio un modo o l'altro, sono scelte, non si può giudicare.

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    1. Non é sancire per legge un'inferioritá, ma una discriminazione. Le argomentazioni contro le quote invece sembrano suggerire che sia scontato che le donne non siano, statisticamente, all'altezza. Se le donne sono il 50% della popolazione e quella parte della popolazione che studia di più e con risultati migliori, allora perché le stesse statistiche non si vedono nella politica o nel lavoro? Le cose sono due: o le donne hanno maggiori difficoltà, oppure non sono capaci come gli uomini.
      Riguardo alle casalinghe, ovviamente non voleva essere un giudizio su di loro. Deve essere una scelta, nessuno lo mette in dubbio (dovrebbe esserlo anche al contrario, però, eppure pochi uomini la fanno). Non dico nemmeno che il loro lavoro sia inutile però onestamente, non mi risulta che tutte le donne che lavorano abbiano la colf e la baby sitter. Per quanto mi riguarda, e mi considero una privilegiata, ho un aiuto per poche ore alla settimana e una baby sitter che mi prende mio figlio a scuola 3 volte alla settimana, certamente non per mia scelta. I nonni sono a 7 ore di treno da qua. Se avessero approvato i congedi parentali ad ore andrei a prenderlo io (o mio marito) ogni giorno e sinceramente non poterlo fare tutti i giorni é una cosa che mi dispiace molto. I giorni in cui vado a prenderlo io consumo ore di permesso e quando ho bisogno di andare dal medico, per dire, li ho già consumati tutti e non so come fare. Fra l'altro se i bambini vanno a scuola, assumo che una mamma utilizzi la mattina per svolgere le varie incombenze, e il pomeriggio lo dedichi a loro: si tratta di 5 ore per 5 giorni alla settimana. Io NON ho una colf per 25 ore alla settimana. Ora, non voglio fare i conti in tasca a nessuno, ma non vedo perché si dovrebbe pagare con soldi pubblici la scelta - legittima e sacrosanta - di stare a casa. Allora io voglio il rimborso della retta del nido e della baby sitter! E poi, se devo dirla tutta, ma questa é solo la mia esperienza personale, a scuola di mio figlio noi cascasse il mondo ma non manchiamo mai alle riunioni con le maestre. Alle quali però partecipa mediamente un 30% delle famiglie, grandi assenti le casalinghe che hanno i mariti troppo impegnati e sempre mille scuse per non venire. Ora, non sto dicendo che le casalinghe siano tutte disinteressate, ci mancherebbe, dico solo che i pregiudizi sono tanti da entrambe le parti, e che ogni famiglia é diversa dalle altre. Lo stipendio alle casalinghe lo trovo offensivo non solo nei confronti delle donne che lavorano, ma anche dei loro compagni che si trovano a dover dividere con loro tutti gli impegni. Libera scelta é mettere tutte e tutti in condizione di poter lavorare, per poi poter dire semmai "non mi interessa perché uno stipendio solo é sufficiente", non certo dare un premio di consolazione che sa di elemosina. Ognuno poi faccia le sue scelte educative e pratiche, che hanno tutte un costo, dei pro e dei contro che ognuno valuterà come crede. Trovo ridicolo poi che si debba venir pagati dallo stato per una cosa che fa semplicemente parte della nostra vita, come farsi la doccia la mattina o lavarsi i denti la sera.

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  3. Beh certo lo stipendio alle casalinghe è ridicolo, ci mancherebbe altro. Non parlavo di quello, ma solo di dignità e del fatto, che spesso le casalinghe sono considerate quasi delle parassite e non si riconosce il loro lavoro. Non trovo poi che ci sia qualcosa di male se uno dei due coniugi si dedica alla carriera, che magari è molto impegnativa e l'altro alla casa e ai figli, è pur sempre una divisione dei compiti. Per noi funziona bene così, ognuno fa quello in cui riesce meglio. Certo non è stato facile lasciare il lavoro per me, anche da un punto di vista economico, ma ho scelto di seguire i bambini personalmente e sempre. Infatti a scuola hanno sempre fatto il tempo breve, cioè escono all'ora di pranzo tre giorni alla settimana, questo vuol dire avere meno tempo per me, cucinare e fargli fare i compiti, ma per me è la scelta giusta.

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    1. certo, infatti penso anch'io che ognuno trova il suo modo e il suo equilibrio... che non deve essere imposto dall'esterno (almeno finchè i soldi a fine mese bastano!). le casalinghe non sono affatto delle parassite, lo diventerebbero se gli dessero uno stipendio indistintamente, solo per il fatto di aver fatto quella scelta. credo che la cosa più importante sia aiutare chi ha figli, con servizi e strutture, con agevolazioni fiscali, con scuole che funzionano e che hanno carta igienica, pennarelli e materiali senza che si debba comprarli noi. e se vogliamo aiutare le donne vittima di mariti violenti... magari evitiamo di chiudere i centri antiviolenza, aiutiamole a diventare autosufficienti grazie al loro lavoro, non facendogli l'elemosina. ma se proprio vogliamo dirla tutta, è un'altra di quelle cose di cui si parla e che non si farà mai. fortunate noi che possiamo scegliere, è proprio il caso di dirlo! ;-)

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