martedì 18 marzo 2014

Aggettivi e stereotipi

La primavera è vicina, vorrei comprare un giubbotto più leggero per il Cucciolo ma con il poco tempo che ho cerco di ottimizzare lo shopping. Così prima di girare a vuoto cerco online se ci sono i cataloghi dei negozi dai quali compro più di frequente l'abbigliamento per i miei bambini, per farmi un'idea e capire dove posso più probabilmente trovare ciò che mi serve. Uno di questi siti ha uno spot da guardare e io ci clicco sopra. E' un video di bambini, per la maggiorparte del tempo divisi in "maschi" e "femmine", alcuni aggettivi scorrono in sovraimpressione e sono a coppie, l'uno il contrario dell'altro, mentre le immagini dei bambini richiamano il significato della parola scritta. L'abbigliamento per carità, si presta molto alle divisioni di genere, c'è una collezione "Bambina" e una "Bambino" da mostrare e posso capire che le due cose si vogliano mischiare poco. Inizio a guardare il video. Primi aggettivi a confronto: "timidi" - una bambina, "estroversi" - un bambino;  "diligenti" - una bambina, "vivaci" - un bambino; "calmi" - 2 bambine e 1 bambino (unico caso in cui sono mischiati), "scatenati" - un bambino. Mi dico che sono esagerata, che ho il dente avvelenato, che leggo troppi blog di comunicazione di genere e mi avranno fatto il lavaggio del cervello, che sarà sicuramente un caso che tutti gli aggettivi che indicano un comportamento tranquillo, sottomesso e noioso siano per le femmine, quelli che indicano un comportamento ribelle e allegro siano maschi. 
Andiamo avanti: "scrupolosi" - mentre due bambine preparano i biscotti, "impazienti" - mentre la mano di un bambino fa cadere i biscotti già fatti per poi leccarsi il dito; "amici" - tre ragazzini si abbracciano come nelle migliori tradizioni del rugby, "rivali" - tante gambe corrono insieme, ma poi l'inquadratura va a un gruppetto di ragazzine; "spettatori" - un gruppo di bambine salta, "protagonisti" - un bambino tira un calcio a un pallone e poi abbraccia il suoi compagno; "esuberanti" - un ragazzino ascolta la musica, "riservati" - una ragazzina parla all'orecchio dell'amica e ride, come se le avesse detto un pettegolezzo. 
Ora, guardatelo anche voi e ditemi cosa vi sembra. A me sembra che secondo questo video le femmine sono quelle che cucinano mentre i maschi mangiano (mancando anche di rispetto a chi ha cucinato in quanto fanno cadere tutti i biscotti), i maschi sono amici fra loro mentre le femmine sono rivali, le bambine stanno a guardare mentre i bambini hanno successo, i maschi ascoltano musica mentre le femmine spettegolano. Non può essere un caso, non è possibile. Cavolo, pure tirando a sorte gli aggettivi non si sarebbero potuti distribuire in questo modo. E con un po' di attenzione si sarebbero potuti invertire i ruoli, di volta in volta. Non sono un'esperta di comunicazione ma se non sono stereotipi questi...!




3 commenti:

  1. Accidenti, hai proprio ragione!! Davvero fastidioso!! Grrrr....

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  2. «Ai bambini bisogna far vedere bene la distinzione tra i generi, non vorrai che i maschietti diventino gay e le femminucce lesbiche! I ruoli di genere non vanno confusi, altrimenti i bambini crescono deviati e credono sia giusto amare qualcuno del proprio stesso sesso, che cosa disgustosa e innaturale!» <--- tipico ragionamento con cui si giustificano pubblicità/cartoni/film per bambini farciti all'inverosimile di stereotipi di genere.
    Altra giustificazione tipica è: «I maschietti vogliono distinguersi molto bene dalle femminucce, e vice versa: sono i bambini che ci chiedono di renderli distinguibili e riconoscibili!»
    Mah, continuare a proporre "ruoli di genere" non farà che rendere peggiore il rapporto uomo-donna (o donna-uomo, la sostanza è la stessa). Forse sarebbe il caso di smettere di proporre certe "iconografie", a partire dai prodotti destinati all'infanzia. I bimbi sono il nostro futuro, no?
    Buon martedì!

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  3. continuo a chiedermi il perchè di un video pensato in questo modo. un caso non può essere, gli aggettivi sono tanti e non è possibile che scegliendo a caso siano capitati tutti quelli di un certo tipo alle ragazze. quindi è voluto. e perchè? perchè gli autori davvero pensano che certe prerogative di "sottomissione" siano tipicamente femminili, mentre la parte "dominante" la fanno i maschi? o perchè pensano così di compiacere la mamma standard che va all'upim a comprare i vestiti per i propri figli? una cosa è certa, con me hanno ottenuto l'effetto opposto: ero una grande fan di quel negozio e ci lascio diverse decine di euro in abbigliamento per bambini ogni volta che ci vado, sono abiti economici e dello stile giusto per i bimbi secondo me... ma non ci andrò più. mi dispiace per loro, io me ne farò una ragione.

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