venerdì 27 settembre 2013

Facciamoci sentire!


Sono sempre più arrabbiata. In questo paese la conciliazione lavoro-famiglia è un'utopia. La mia vita come quella di altri genitori lavoratori è una serie di incastri e si ha la continua sensazione che i figli crescano a vista d'occhio e che la vita ci sfugga di mano. E' un continuo compensare le carenze della scuola, far quadrare gli orari lavorativi nostri con i turni della baby sitter, è un continuo pensare e ripensare se si può continuare così o forse è il caso di prendere il part-time. Ma poi perchè dovrei prendere il part-time, per farmi pagare meno per fare le stesse cose che faccio ora ma in meno tempo? Già non faccio la pausa pranzo, probabilmente smetterei anche di fare la pausa pipì. Ma poi me lo darebbero? Certo se si potessero prendere i congedi parentali ad ore potrei gestire meglio il mio tempo, in maniera più flessibile e meno definitiva... il decreto è stato approvato 9 mesi fa ma nessuno si occupa di renderlo esecutivo, certo i sindacati hanno già abbastanza da pensare ai pensionati, sarebbe troppo chiedere che si occupassero dei lavoratori!


E non si tratta nemmeno di essere femministe, perchè questo è un problema che coinvolge TUTTI i genitori, non solo le mamme, come il blog di BABBOnline ci racconta spesso. Anzi, per ogni mamma che vorrebbe lavorare ma ha mille bastoni fra le ruote c'è un papà che vorrebbe fare il papà ma ha mille bastoni fra le ruote. Oltre al fatto che lavorare è necessario per tutti, ancora di più se si hanno dei figli da mantenere. Ma questo la nostra società fa finta di non capirlo, visto che gli orari delle scuole e gli orari lavorativi non vanno d'accordo e si dà per scontato che se la mamma non sta a casa ci sarà sicuramente la nonna a disposizione. Non ci si rende conto che questa mentalità ha ricadute sull'economia di tutto il paese. E non ci si rende conto che è di bambini che stiamo parlando. Non so voi, ma io ho sempre più la percezione che i bambini siano considerati alla stregua di animali da compagnia. Non cittadini, non esseri umani, non persone. Il tempo che un lavoratore toglie ai propri figli a causa di un orario di lavoro poco elastico è tempo tolto a un bambino. Lo stipendio a cui una donna rinuncia perchè non riesce a conciliare sono soldi - e quindi opportunità, qualità della vita, benessere - che si tolgono ad un bambino. I fondi che si tolgono alla scuola, che sta tagliando ormai tutto dalle gite a tante altre attività, gli insegnanti che vengono ridotti, sono tutte opportunità di crescita ed educazione che togliamo a dei bambini. In più si fanno pochi figli, e le donne che lavorano sono una minoranza: davvero un paese in recessione può permetterselo? 





Mi guardo intorno e vedo attivisti di vario tipo che fanno lobby, raccolgono firme, indicono manifestazioni e cortei, preghiere e girotondi, atti dimostrativi (che a casa mia si chiamano vandalistici), animalisti, pro-life, anti-OGM, pro-stamina, no-TAV, ecologisti di vario tipo, ecc. Ma perchè anche noi genitori non ci diamo da fare e non ci facciamo sentire seriamente? Eppure potremmo spostare tanti, ma tanti voti...


14 commenti:

  1. Mamme e papà devono essere uniti su questo.
    Secondo me non si può prescindere da un contesto Europeo che si sta muovendo da tempo, ma in questi anni c'è un'accelerazione, sul tema del Life-Work Balance. Trovo tantissimo all'estero (siti, articoli, studi) e niente in Italia.

    Intanto ti segnalo questo:
    http://www.change.org/it/petizioni/conciliazione-non-solo-parole-rendete-effettivo-il-congedo-parentale-ad-ore?share_id=zFhYqpoVyl&utm_campaign=signature_receipt&utm_medium=email&utm_source=share_petition

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    1. Già firmato... Ma purtroppo credo anche poco a queste petizioni online. Secondo me si dovrebbe fare qualcosa di più incisivo. Accetto proposte e sono a disposizione per qualunque idea...

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  2. Ma quanto hai ragione?
    Ho parlato di come funziona in Olanda, dove vivevo prima di trasferirmi in Francia, quii:
    http://tinyurl.com/nvold2m

    Devo ringraziare Daniele di aver segnalato il tuo blog. .. un fisico l'ho sposato e non solo per questo sento che starò bene qui. Sei nei miei feed :)

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    1. Ciao! Ho letto il tuo post e l'ho trovato molto interessante. Grazie!

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  3. Dici bene, che al centro ci deve essere il bambino, che è un essere umano e non un cagnolino da parcheggiare qua e là. Concordo pienamente che il tempo al lavoro è spesso sottratto ai bambini e che quindi il part time sarebbe la scelta ottimale (vacanze scolastiche a parte). Non sono invece sicura, che uno stipendio in meno sia solo cose in meno per i bambini, garantendo naturalmente l'essenziale una mamma a casa è più tempo dedicato a loro, è seguirli di più e più crescono più ne hanno bisogno.

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    1. non credo che ci sia una scelta ottimale in assoluto, ma tante scelte ottimali per quelle persone e quelle famglie. certo più possibilità vengono date per la conciliazione di entrambi i genitori e meglio è per tutti. per me infatti sarebbe ottimo poter usufruire di questi congedi ad ore mentre il part time lo trovo penalizzante (anche se ci penso spesso e volentieri, ma sinceramente non credo nemmeno che me lo darebbero). credo che l'opportunità di avere due stipendi in famiglia debba essere data a tutti, poi ognuno valuti di conseguenza se ne ha bisogno oppure no. ti assicuro che di famiglie che con uno stipendio solo mangiano a malapena ne vedo tante, e diciamo anche che se i bambini vanno a scuola o all'asilo 6-8 ore al giorno la loro mamma in quelle ore può benissimo lavorare. è tutto un meccanismo di ingranaggi che quei manca, dovrebbe esserci il giusto equilibrio fra quello che offre la scuola (stimoli, attività, tempo a disposizione) e quello che ti permette il lavoro, ovvero in certi orari bambini a scuola e adulti al lavoro, in altri orari tutti insieme a casa. certo che è molto difficile accontentare le esigenze di tutti, ma qui non si accontentano nemmeno quelle base! poi ripeto, ognuno faccia le sue scelte, è di possibilità ed opportunità che si parla, ma lo stato non può dare per scontato che in una famiglia lavori un solo genitore, è anacronistico e antieconomico. ripeto non è delle scelte singole che si parla, ma di un andamento statistico che non va.

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    2. voglio precisare: non è anacronistico ed antieconomico che una singola mamma (o un papà) stia a casa, lo è dare per scontato che le famiglie siano - e vogliano essere - tutte così... spero che mi hai capita!

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    3. Capisco e sarebbe giusto, se ogni famiglia potesse scegliere liberamente. Personalmente mi sta a cuore sottolineare, che i bambini hanno bisogno di stare molto con i genitori e questo andrebbe favorito. Io ho potuto scegliere di seguire i miei bambini e sono fortunata, certo ho rinunciato a uno stipendio, alle soddisfazioni del lavoro e mi sono sobbarcata interamente i lavori di casa e la cura dei bambini. Sono scelte, ma purtroppo poche possono farle.

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    4. sono d'accordo e dici bene che i bambini hanno bisogno di stare con i genitori, infatti io penso che dovrebbero stare di più con entrambi. l'ideale sarebbe un mondo dove fino a una certa ora del pomeriggio tutti a scuola o al lavoro, poi tutti a casa. utopia?

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  4. ciao! vengo dal blog di Bussola. ho letto questo post: le prime 30 righe potrebbe averle scritte mia moglie. molti coetanei sulla trentina spesso mi chiedono, tramite il blog e nella vita privata: con che coraggio mettere al mondo due-tre figli, se poi non abbiamo tempo per poter stare con loro? lavoro, lavoro, lavoro... credo che lo stato dovrebbe incentivare le aziende ad assumere giovani donne con orario part-time. ma in questa situazione politica-economico-finanziaria è già tanto se le piccole imprese che caratterizzano il nostro paese riescono a stare in piedi. figuriamoci se possono permettersi assunzioni a 20-24 ore settimanali. purtroppo è un circolo vizioso dal quale, al momento, non sembra esserci via d'uscita. è un piacere leggerti. ciao!

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  5. ciao Emmanuele, grazie per il tuo commento. Io direi anche a tante coppie: "come fate a mettere al mondo 2-3 o più figli con 1 solo stipendio, di questi tempi. e come fate a dormire la notte sapendo che potete contare sul lavoro di uno solo di voi, e se qualcosa dovesse andare storto (orna facendo, ovviamente)? voglio dire, è una medaglia che ha 2 rovesci. da una parte chi lavora e non può conciliare come vorrebbe, dall'altra chi non riesce a conciliare e quindi non lavora. penso poi che la soluzione non è solo il part time ma tante soluzioni per tante situazioni diverse. per me infatti il part-time non lo sarebbe: mi troverei a fare lo stesso lavoro in meno tempo, è già successo quando avevo l'allattamento ma in più avrei anche una forte riduzione di stipendio e non lo ritengo giusto non solo per motivi strettamente economici. così come non lo sarebbe il telelavoro, in quanto non posso fisicamente portarmi a casa i miei "strumenti di lavoro". inoltre: perchè si dovrebbe puntare sempre e solo sul part time delle donne? non potrebbe succedere che si fa un po' per uno? insomma si dovrebbe cercare di venire incontro ai genitori, tutti, per favorire entrambi e con loro i loro figli. ma come dici tu non possono essere i datori di lavoro quelli penalizzati, piuttosto promuovere misure che facilitino certi meccanismi. se vogliamo cambiare la mentalità dobbiamo partire dalla legge e dalle istituzioni, di questo sono sempre stata convinta. e sono sicura che la situazione politica-economico-finanziaria non avrebbe che giovamento. a risentirci
    ;-)

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  6. Se si da uno sguardo al resto d'Europa veramente noi cadiamo in depressione... le altre nazioni tutelano molto di più le nascite assicurando il giusto supporto alle famiglie, mediante incentivi economici, pacchi di vario materiale medico e paramedico per l'infanzia e una maggiore elasticità sul mondo del lavoro.... per non parlare che in italia le aziende con apertura mentale da avere asilo aziendale, scuole aziendale, campi estivi aziendali, sono guarda caso tutte multinazionali con casa madre straniera

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  7. certo, il part-time sarebbe una risorsa anche per alcuni padri. è ovvio che è difficile generalizzare e trovare una soluzione buona per tutti. diciamo che in linea di massima per una neo-mamma poter lavorare mezza giornata nei primi due-tre anni di vita del figlio sarebbe un lusso non da poco. certo, se lavorare part-time significa fare in 4 ore quello che facevi prima in 8...

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    1. anche in 6 ore, quello che facevi prima in 8... e con stipendio ridotto! e comunque significa penalizzarti. per questo ti dico, proprio perchè parli dei primi anni di vita, i congedi a ore sarebbero l'ideale: ore di "permesso" al 30% fino a 3 anni, che possono essere richieste di volta in volta da entrambi i genitori alternativamente, sembra troppo bello per essere vero? infatti i cari sindacati non si sa che aspettano per applicarli ai contratti nazionali. ma si sa, i pensionati sono più importanti, dei lavoratori (che pagano le suddette pensioni e generano i contribuenti di domani) chissenefrega!

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