giovedì 26 settembre 2013

Accendere il cervello

Ho un paio di post nelle bozze da settimane ma non trovo mai il tempo di concluderli e pubblicarli. L'argomento di oggi però proprio non ce la facevo a tenermelo per me, ovvero la frase della presidente Boldrini sugli spot televisivi e i successivi commenti. Quei due post aspetteranno. 

Dunque, la presidente della Camera ha partecipato al convegno su "Donne e media" al Senato ed ha criticato gli stereotipi nelle pubblicità italiane, in particolare dicendo che in altri paesi "non sarebbe concepito normale uno spot in cui i bambini sono tutti seduti a tavola e la mamma serve". Ed ecco che le critiche sono arrivate, come sempre, da più parti. Ne parlano in maniera approfondita qui.

Come sempre trovo tutte queste critiche stupide e fuori luogo e non solo perchè condivido quanto detto dalla Boldrini, ma perchè trovo che una buona parte degli italiani, come al solito, aprono bocca e le danno fiato, giudicano frasi fuori dal loro contesto e nemmeno ne capiscono il significato.

La prima critica che le è stata mossa è: "ci sono problemi più importanti". Certo, ci sono sempre problemi più importanti, anche quando si parla di unioni omosessuali non è quella la priorità del paese, così come non lo sono il riconoscimento della cittadinanza agli immigrati (e sicuramente non era una priorità approvare il diritto di voto alle donne in Gran Bretagna alla fine dell'800, o equiparare i diritti dei neri a quelli dei bianchi negli Stati Uniti degli anni '50, ma sto divagando). Figurarsi, allora, quanto sono importanti i messaggi delle pubblicità. Ma il punto non è nemmeno questo. Il punto è che la frase è stata pronunciata durante un convegno su "Donne e media", di cosa avrebbe dovuto parlare scusate, dell'IMU o degli F35? O forse di lotta all'evasione fiscale? Forse le persone che hanno avuto da ridire non sanno cosa sia un congresso, e non ne hanno mai visto uno. No, perchè se mi invitano a parlare ad un congresso di medicina non è che mi metto a parlare di astrofisica. Quindi chi parla o è ignorante, o è stupido, o ci fa solo per il gusto di tirare fango addosso a una persona che gli sta antipatica.

La seconda critica è che ci sono addirittura donne che si sono sentite offese. Un articolo che ho trovato surreale è la lettera di una mamma "che serve la famiglia a tavola e ne va fiera". No, perchè anche in questo caso forse l'autrice della lettera non capisce bene di cosa stiamo parlando. Qui si parla di pubblicità, messaggi che la pubblicità veicola. Non si esprime alcun giudizio sulle famiglie o le persone. Non ha detto che le donne che preparano la cena per tutta la famiglia siano da disprezzare. Non ha detto che è deprecabile fare le pulizie o occuparsi della propria casa. Ha detto solo che una pubblicità che mostra solo certi stereotipi, in cui gli uomini non muovono un dito e le donne sono solo ed esclusivamente le "regine della casa" non ha più senso di esistere, oggigiorno. 

La signora scrive: "Ha presente il piacere che può provare una madre – mi perdoni se mi permetto di utilizzare un termine così obsoleto – dopo una giornata di duro lavoro a preparare una cena per suo marito e i loro figli, servirli a tavola e trascorrere con loro probabilmente l’unico momento della giornata davvero in famiglia?". Cara madre obsoleta, non è che sia stato detto che preparare la cena a marito e figli sia brutto e che non possa essere un piacere. Anche io preparo con molto piacere la cena a mio marito e ai miei figli - adoro cucinare - e anche per noi la cena è un momento importantissimo e l'unico della giornata che passiamo tutti insieme... ma sai, qualche volta quel piacere lo prova anche mio marito mentre io provo il piacere di mangiare dei manicaretti niente male senza aver mosso un dito. Generalmente chi arriva prima a casa, cucina. E generalmente chi non cucina apparecchia la tavola, porta il cibo in tavola; poi uno sparecchia mentre l'altro è impegnato nel bagnetto o nel portare a nanna i bimbi. Insomma, nessuno sta seduto ad aspettare ma entrambi ci diamo da fare e ci sediamo a tavola insieme quando è tutto pronto. Quando i miei figli saranno più grandi parteciperanno anche loro, compatibilmente alla loro età, alla preparazione della cena. Il grande veramente una mano ad apparecchiare già la dà, o almeno ci prova. Non dubito che questo avvenga anche a casa tua, ma allora perchè offendersi? Se avesse detto che le riviste di moda dovrebbero smetterla di presentare modelle troppo magre, le ragazze magre si sarebbero dovute offendere perchè essere magri è sintomo di salute mentre l'obesità è la piaga sociale dei paesi occidentali? E poi, sinceramente, queste pubblicità mostrano davvero scarse capacità e fantasia da parte di chi le pensa. Proprio perchè le famiglie di oggi sono cambiate, e proprio perchè non è giusto che se il ragazzo grande e grosso con i suoi compagni di squadra sporca la casa sia la mamma a dover pulire. Non sarebbe più realistica e divertente una pubblicità in cui è il ragazzo con tutta la squadra a pulire? Una volta si diceva "con Nelsen piatti li può lavare lui", oggi mi sembra che siamo tornati indietro.

Quindi non sentitevi chiamate in causa perchè non è dei doveri di una mamma che si sta parlando, e non è nemmeno un giudizio sulle famiglie che si sta facendo. Anche se, sinceramente, io ho sempre ritenuto l'occuparmi della mia famiglia oltre che una cosa da condividere equamente con l'altro adulto di casa, anche come una cosa necessaria per vivere, un po' come fare la doccia la mattina e lavarsi i denti prima di andare a dormire. Si deve fare e lo si fa, ognuno come preferisce, ma non c'è nè da andarne fieri nè da disprezzarlo. Va fatto. Sono altre le cose di cui vado fiera, sinceramente, e altre per le quali posso sentirmi offesa. Per esempio dover fare i salti mortali ogni giorno per riuscire a conciliare il mio lavoro con la famiglia al meglio che posso: sono fiera di me perchè riesco a farlo, mi sento offesa dalle istituzioni perchè tante cose si potrebbero fare per semplificare la vita a me, a mio marito e ai miei figli e invece non vengono fatte perchè sotto sotto la nostra società non ha ancora accettato l'idea che una donna possa essere altro oltre che madre, e che il lavoro di entrambi i genitori è un diritto non solo dei genitori stessi ma anche dei loro figli.


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