venerdì 2 agosto 2013

Mi avete stufato

I continui attacchi offensivi alla ministra Kyenge mi fanno arrabbiare e mi feriscono. Davvero provo vergogna di far parte di un paese in cui succedono e si dicono queste cose. L'arretratezza culturale che avanza a scapito del razionalismo, e lo vediamo in tanti ambiti, è preoccupante. 
Sembra impossibile che nel 2013 ancora ci siano partiti politici che pensano di poter far leva sul razzismo e sull'ignoranza in questo modo. Certo non hanno altri argomenti, e cercano di trattenere almeno quella parte del loro elettorato con una ridotta capacità di ragionamento, una scarsa cultura ed una cattiva educazione. Un po' come aveva fatto Berlusconi dopo gli scandali sessuali, dicendo che fosse meglio apprezzare le belle donne che essere gay. Di sicuro tanti dei suoi elettori gli sono rimasti fedeli anche grazie a quella frase. Quello che mi disgusta poi è che in questo paese rappresentanti delle istituzioni possano esprimere apprezzamenti gravi a sfondo razzista per poi il giorno dopo dire "stavo scherzando" e rimanere lì dove sono. Sia ben chiaro che io sono anche contro le offese sul piano estetico di altri parlamentari, come per esempio offendere Brunetta per l'altezza o Berlusconi perchè ha il trapianto di capelli. Uno dei motivi per cui per esempio non mi piace Crozza e non mi fa ridere è proprio questo. Comunque c'è differenza fra la battuta fra amici (che ritengo comunque di pessimo gusto) e la frase detta da un politico, magari con un'alta carica, che dovrebbe basare su altre questioni il confronto con i suoi avversari/colleghi. Ma dicevo la cosa più grave è che una buona parte degli italiani è d'accordo, condivide se non le offese, l'idea che una persona che ha origini diverse dalle nostre non possa considerarsi italiana a tutti gli effetti, e quindi ricoprire un incarico politico. Quante persone, a me anche vicine e magari "di sinistra", hanno in questi giorni detto o scritto frasi del tipo "condanno le offese/ non sono razzista, però...". Basta con queste frasi, basta con i però. Lo stesso vale anche per altri discorsi (vedi omofobia, sessismo...) ma non voglio partire per la tangente ed andare fuori tema, magari capiterà un'altra occasione. Mi sono stufata delle premesse che in realtà precludono un discorso di tutt'altro significato. O sei razzista (omofobo, sessista...) o non lo sei, e a questo punto se non sei razzista devi esserlo davvero, nelle opinioni e nei fatti. Se per iniziare il discorso ti senti in dovere di premettere che non lo sei, il tuo discorso è razzista in partenza: più passa il tempo più divento intollerante alle mezze misure. 
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