domenica 6 gennaio 2013

Pregiudizi e contraddizioni




Passare il Natale a Roma crea l'occasione di incontrare e rivedere vecchi amici e parenti, molto spesso con bambini coetanei o quasi dei nostri. Ed ecco che le differenze fra il nostro modo di educare e vivere con i nostri figli e quello degli altri diventano evidenti. Più che altro ho notato la persistenza di una certa mentalità anni '70 che credevo ormai superata in genitori con un certo livello culturale.

PREMESSA n.1: questo post ha un carattere esclusivamente pettegolo, è ovvio che non si può giudicare una famiglia che si vede per poche ore una sola volta l'anno. È ancora più ovvio che confronto ciò che vedo con ciò che ritengo giusto PER ME, e che ognuno a casa sua faccia ciò che vuole.

PREMESSA n.2: io sono per le vie di mezzo. Non sono una talebana dell'allattamento esclusivo al seno fino a 6 mesi, ma sono per la libertà di scelta della mamma. Penso che ognuno debba dormire nel suo letto perché quando capita di dormire in 3 o 4 nel lettone si dorme male tutti, ma penso anche che è bello avere un rituale della nanna che comprenda canzoni e libri e che si stia con il bimbo finché non si è addormentato, anche se può capitare che ci si addormenti prima di lui. Ma sono più in generale per le scelte pratiche e che facciano stare tutti più sereni.

PREMESSA n.3: i fatti riportati non si riferiscono a un bambino o una famiglia particolari, ma sono un insieme di avvenimenti singoli e separati fra loro che riguardano persone e situazioni diverse.


Allattamento:
- La mamma che anni fa mi diceva che allattava ogni 3 ore tassative perché sennò il bambino si sarebbe abituato male, dopo 2 mesi ha smesso perché non aveva più latte. Oggi mi dice che è stato meglio così perché almeno era più libera. Lei peró è casalinga, io sono tornata a lavorare che entrambi i miei figli avevano 4 mesi, e li ho allattati entrambi oltre l'anno. Chi è davvero la più libera?

Nanna:
- Quel bambino con il quale è stato seguito il metodo fare la nanna dal primo momento (e non perché avesse particolari problemi di sonno) perché se si abitua ad addormentarsi in braccio poi se ne approfitta e certi vizi non glieli togli più, oggi risponde male ai genitori, è capricciosissimo, tiene tutti sotto scacco e ottiene tutto ciò che vuole. Davvero basta lasciarlo piangere e addormentarsi da solo a pochi mesi per far si che non si approfitti della situazione? E poi, siamo proprio sicuri che non vogliamo che si addormenti con una canzone, una favola, un libro... Davvero vogliamo privarci di uno dei pochi momenti tranquilli della giornata con nostro figlio?

Alimentazione:
- I genitori che fanno i complimenti al mio piccolo perché a 1 anno mangia da solo e maneggia perfettamente forchetta e bicchiere, impediscono al loro figlio, coetaneo del mio, di infilare le mani nel piatto, e gli permettono di mangiare solo cibo sminuzzato e imboccato da loro. Forse se provassero a mettergli in mano una forchetta vedrebbero che anche lui è capace di usarla.

- Se tuo figlio mangia poco e la cosa è per te un problema, magari evita di riempirgli il bicchiere di coca cola, perché si sazia di zucchero ed è ovvio che poi gli passa la fame. Magari evita di ordinarla anche per te, così lui nemmeno ci pensa.

- Quel bambino a cui anni fa veniva cacciato un dito in gola ogni volta che provava a mangiare qualcosa di più grande del micron, oggi viene sgridato perché sputa ciò che non gli piace o ritiene troppo grosso. Io la trovo un'ingiustizia.

- La nonna che nasconde la banana dopo averne fatto mangiare un pezzettino al nipotino di 1 anno perché sennò si riempie e non cena, poi gli lascia mangiare 3 - TRE - babbi natale di cioccolato perché se prova a toglierglieli di mano si mette a piangere.

In generale poi, ho visto tanta apprensione, bambini seguiti da entrambi i genitori mentre giocano con i coetanei, genitori che si intromettono ad ogni minima contesa di giocattoli, che controllano continuamente tutto per paura di chissà che cosa, gli stessi bambini però viaggiano in braccio davanti, dovessero fare un capriccio in più, e chi li sente!

Alla fine non é seguire un "metodo" piuttosto che un altro che ti caratterizza come genitore, ma quello che sei dentro e una serie di principi di cui sei convinto e che vengono fuori, immancabilmente. Quello che noto è che si preferisce seguire vecchi consigli in maniera del tutto acritica piuttosto che informarsi e pensare con la propria testa. E convincersi che un neonato sia un piccolo tiranno vizioso e trattarlo come tale, non esclude che una volta bambino non possa diventarlo davvero.


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17 commenti:

  1. io credo che esista una sola regola: stare sereni. Se la mamma si snerva ad allattare meglio smettere, se il bimbo ha bisogno di contatto fisico per dormire non vedo perchè non dargliele!
    per il resto ogni genitore deve regolarsi come crede meglio per suo figlio. Certo a volte è difficile ascoltare e più facile assecondare... io forse eccedo nel non assecondare...ma ad ognuno le sue croci!

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    1. perfettamente d'accordo. era proprio quello lo scopo del post, cioè non criticare una certa scelta in se, ma il fatto che ci si convinca che così è giusto perchè così ti dicono i nonni, dei libri (magari anche datati), il pediatra privato ottuagenario. e l'impressione è che non è che si è meno succubi dei figli se si segue il metodo Estivil o non si allatta al seno, comunque non c'è un legame causa effetto, e soprattutto nei casi che ho raccontato mi sembra di aver visto dei genitori piuttosto provati... poi certo, ogni famiglia è a se e non sono io a doverle giudicare. ma se tutti mi hanno fatto i complimenti perchè ho dei bimbi bravissimi, io faccio la modesta e dico che sono fortunata ad avere avuto due bambini di buon carattere, e sicuramente è così... ma forse qualche merito anche noi genitori ce l'abbiamo, o no?

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    2. io quando mi fanno i complimenti per il duenne rispondo: si è bravo. E noi gli stiamo dietro!
      Non per immodestia ma perchè è vero: gli stiamo tanto dietro!

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    3. la mia ormai quadriennale esperienza dice che l'impegno che ci metti paga. la soluzione che dà risultati migliori che si vedono sul lungo termine non è mai la più semplice: semplice è lasciare il bambino piangere nel suo lettino, oppure portarselo nel lettone. più difficile è mettersi vicino a lui e aspettare che si sia addormentato, cantargli canzoni e raccontare storie anche se sei stanco e ti sdraieresti molto volentieri sul divano ma guardare la TV. semplice è lasciare che si strafoghi di cioccolata a 1 anno per non sentirlo piangere, o tenerlo in braccio in macchina, o impedire che mangi da solo perchè sennò si sporca... noi cerchiamo di ragionare molto sulle risposte e sulle reazioni che abbiamo con i nostri figli. non siamo perfetti e facciamo i nostri errori ma cerchiamo di trovare quella via di mezzo fra le attenzioni che gli rivolgiamo e le regole che permettono a tutti di vivere serenamente. stare dietro a un figlio non significa però stargli appiccicato e impedirgli di crescere o di affrontare una banalissima situazione come il gioco con i coetanei da solo, ma sono sicura che non è questo che intendevi.

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  2. Io più che altro trovo sempre tanta differenza tra i bimbi abituati a stare con i nonni e quelli che fin da piccoli sono andati al nido. C'è sempre un abisso: i primi in genere sono stra-viziati, capricciosi, più "indietro" sull'autonomia, sul linguaggio, sulle relazioni, ecc.; i secondi più socievoli, indipendenti e sereni.
    Certo che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, ma questo è un commento puramente "pettegolo"!!!! (e io sono la regina delle pettegole!!!!!!!)

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    1. è vero, questo lo noto spesso anch'io. certo, i casi sono tanti!

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  4. Come sai sono sempre stata in sintonia con te su queste tematiche, ho sempre trovato assurdissima l'idea che il carattere di tuo figlio si plasmi nei primi 3 mesi di vita e quindi lo devi tenere poco in braccio e allattarlo a orari se no "si vizia", salvo poi stargli addosso sostituendosi a lui per l'ansia che non sia "capace". Non so come evolverà lo stile educativo italiano nei prossimi anni, certamente per il momento l'ansia genitoriale mi pare una nota abbastanza comune a tutta la Penisola, anche se i picchi forse -forse- si raggiungono al Sud.

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    1. Guarda, sono originaria del sud e quello che ho notato tornando un'estate al paese dei miei nonni con il mio figlio grande un paio d'anni fa é, oltre che un'obesitá dilagante e l'inesistenza dei seggiolini e delle cinture (lo so, c'ho il chiodo fisso), una diffusa maleducazione. Mi dispiace dirlo e so che non si deve generalizzare (i miei cugini hanno figli e non sono né obesi, né maleducati), ma purtroppo i comportamenti visti al parco giochi non mi sono piaciuti, bambn aggressivi, che dicono parolacce e fanno dispetti a 4 anni, genitori che se ne fregano oppure fanno minacce che non mantengono, li aggrediscono verbalmente ma poi li lasciano fare tutto ciò che vogliono.

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  5. I nonni viziano, ma secondo me al nido mancano coccole e intimità. Una grande differenza nel modo di comportarsi la vedo tra bambini figli unici e con fratelli/sorelle. Chi non è unico sa di non essere al centro del mondo ed è lasciato essere bambino, mentre spesso i figli unici sono viziati e costretti a vivere la vita dei grandi.

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    1. I bambini che vanno al nido hanno sia le opportunitá del nido, sia le coccole della famiglia. E poi chi ti ha detto che al nido non sono coccolati? Le maestre sono molto affettuose e premurose, certo sono poche per tanti bambini, ma é uno dei motivi per cui trovo positivo il nido. Le differenze con i figli unici si vedono spesso, piú che altro nei genitori. Quando vedi che entrambi i genitori sono con il fiato sul collo al loro unico figlio che sta semplicemente giocando con un coetaneo non puoi fare a meno di notarlo. Ma anche in questo caso non é sempre cosí, dipende come al solito dai genitori. conosco figli unici dolcissimi, educati per niente viziati o iperprotetti, cosí come conosco fratelli maleducati, prepotenti e viziati. Comunque il post era sulle contraddizioni e sui pregiudizi che tanti genitori hanno. Dunque fanno in un certo modo quando i figli sono neonati, ma da grandi fanno tutto l'opposto, oppure vietano una cosa ma ne permettono un'altra ben piú grave. E soprattutto non sono scelte ragionate ma semplicemente "dicono cosí quindi lo faccio".

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  6. A dire il vero, dopo avere avuto il secondo bambino, sto smettendo di fare teoremi troppo diretti 'se il bambino fa/é cosí, é perché il genitore ha educato in quel modo'.
    Io vedo coi miei due che ci sono differenze individuali su come affrontano il mondo: l'uno cauto, attento e memore dei pericoli, l'altro ostinatissimo che non guarda in faccia niente e nessuno.
    Il primo é stato esortato allo spannolinamento per diverso tempo, ma ha tolto il pannolo solamente quando si é sentito pronto lui. Il secondo sembra piú precoce e curioso nell'uso delle posate. Sempre col secondo, ci viene spontaneo ficcargli un dito in bocca ogni volta che mastica qualcosa di sospetto, visto che il grande adora i lego piccoli, e il fratellino lo segue ovunque.
    Noi siamo ben lungi dall'essere genitori perfetti, e posso immaginare che su diverse cose abbiamo compiuto errori abbastanza evidenti. Il fatto é che non é mica cosí semplice sapere esattamente cosa fare, al netto delle nostre reazioni emotive, la stanchezza, le intuizioni mancate.
    Diciamo che io personalmente ho smesso di giudicare troppo gli altri genitori.

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    1. nessuno pensa di essere perfetto, e avevo premesso che si trattava di pettegolezzo e non di un giudizio sui metodi educativi degli altri genitori. e coem ho risposto ad altri commenti sopra, è la contraddizione e l'incoerenza che mi colpiscono. anche io con 2 figli mi sono accorta di quanto siano diversi, già dal primo giorno di vita. ma se nascondi la banana a un bambino perchè hai paura che salti la cena, e poi gli lasci mangiare 3 babbi natale di cioccolata, per me è un controsenso (oltre all'idea che glielo togli di mano, lui piange, immediatamente glielo ridai per farlo smettere). non penso che il bambino sarà un infelice o crescerà male per questo, dico solo che in quel momento il bambino ha avuto un messaggio ambiguo, oltre al fatto che magari era meglio che mangiasse la banana. non ho nulla contro chi abitua i propri figli ad addormentarsi da soli, ma farlo perchè ti hanno detto che certi vizi non glieli toglierai mai (una delle cazzate più grosse che io abbia mai sentito) e perchè sennò i bambini prendono il sopravvento come se fosse una verità biblica inconfutabile non lo capisco. soprattutto se poi vedo che sotto altri aspetti non riesci a farti rispettare, e non mi dire che un bambino che risponde male alla mamma lo fa solo perchè è così di carattere. e se devo dirla tutta a me non interessa se un bambino risponde male a sua madre, sono affari suoi, volevo solo constatare che una cosa non implica l'altra, il metodo fare la nanna a 3 mesi non implica il rispetto di tuo figlio nei tuoi confronti a 3 anni. riguardo al ficcare le dita in gola ai bambini, anche noi abbiamo estratto sassi e lego dalla bocca dei nostri. ma se a tavola a un bambino che ha più di un anno impedisci di mangiare con le sue mani e se per sbaglio mette un pezzo di qualcosa da mangiare in bocca entri in allarme e glielo fai sputare, non puoi poi sgridarlo se da grande sputa ciò che non gli piace. sei tu che gliel'hai insegnato. per concludere, non penso che i miei amici siano dei cattivi genitori, penso solo che in certe circostanze siano incoerenti, e che forse danno troppo ascolto ai vecchi metodi educativi anni 70 mentre ragionano troppo poco sulle piccole cose di ogni giorno. tutto qua.

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  7. Sono secoli che voglio rispondere a questo post... vediamo un po'...

    Allattamento: molto probabilmente questi sono figli di Tracy Hogg e compagnia. Se la madre in questione non ha nessuno le dice: "signora, quello che dice sono tutte... cretinate", è difficile che cambi idea (e anche così se l'imprinting è troppo forte non è detto che accada... e parlo per esperienza).

    Nanna: vedi sopra... non credo ci sia un collegamento tra l'essere capricciosi e dormire subito e viceversa, ma l'idea che i bambini siano piccoli tiranni (come dici tu stessa) è certamente una ... cretinata, ma è ben radicata nell'inconscio.

    Sul cibo... beh, non è necessario che dica niente, tanto lo sai come la penso:)

    Insomma, si torna di nuovo al solito discorso dell'empowerment... senza informazioni adeguate non si può fare una scelta informata. In teoria uno può tranquillamente usare "fate la nanna" da quando il bambino ha 30 minuti di vita, ma purché lo faccia a ragion veduta e capendo i pro e i contro e sapendo come dovrebbe "funzionare" un bambino. Pensare che la norma sia il bambino che dorme subito e senza fare storie è assurdo, così come pensare che il bambino che si sveglia la notte abbia qualcosa che non va. Purtroppo però le aspettative sono spesso sbagliate.

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    1. si certo ma le informazioni adeguate bisogna sapersele cercare, e le persone di cui parlo gli strumenti li hanno tutti. mi è anche capitato di parlare con chi dice "le ho provate tutte ma il solo metodo che ha funzionato per dormire la notte è stato quello", in quel caso non ho nulla da obiettare. riguardo alle aspettative, certe volte le aspettative si fanno sulla base di quello che ti hanno detto i tuoi genitori, tu da piccola non mangiavi e non dormivi, di conseguenza così faranno i tuoi figli. quindi meglio prevenire che curare.

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  8. Oh bè... anche io devo dire che da un po' ho smesso di "giudicare" il modo di essere genitori altrui... ma vista la natura pettegola del post... bè posso dirti che mi trovo d'accordo con te riguardo l'incoerenza che noti nei metodi educativi dei tuoi amici... al di là del condividere o meno un metodo piuttosto che un altro...
    Credo che ognuno conosce i propri figli e sa regolarsi al meglio riguardo il comportamento da tenere... l'importante è poi mantenerlo nelle varie situazioni... anche se a volte non è facile nemmeno quello... ma... sarà che siamo menti scientifiche, io cerco sempre di mantenere un certo livello di coerenza.. altrimenti non mi tornano i conti! ;-)

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