giovedì 22 novembre 2012

Differenze di orario... e di mentalità


Una famiglia di amici ha cambiato città la scorsa estate. Ci siamo conosciuti a scuola, i nostri figli più grandi erano in classe insieme, e ci siamo subito trovati in sintonia. Poi per motivi lavorativi hanno deciso di espatriare. Qualche giorno fa ci siamo sentite con la mamma, per sapere come andassero le cose, come crescessero i bimbi, come si trovassero nella nuova città. Parlando della scuola, mi racconta che è molto ben organizzata, i bambini che ne hanno bisogno possono dormire il pomeriggio, ed è organizzata in modo che si fa merenda alle 16 e si va via dalle 17 in poi. TUTTI i bambini vanno via dopo le 17, e se vai a prenderli prima vieni addirittura rimproverato. Se penso alla nostra scuola, in cui ti raccomandano di portartiil bambino a casa se ha bisogno di riposare il pomeriggio, in cui sconsigliano vivamente di tenerlo al pomeriggio il primo anno, e per gli anni successivi si raccomandano di andarlo a prendere oltre le 16 il meno possibile e solo se entrambi i genitori lavorano… che poi a dirla tutta, la scuola dopo quell'ora è una tristezza, specie d’inverno, perché rimangono proprio in pochi. La maggior parte dei bimbi ha la mamma a casa o part time, oppure i nonni disponibili, e va via o subito dopo pranzo, o prima delle 16.
Ma chiedere che i bambini vengano presi così presto non corrisponde ad una precisa motivazione didattica, bensì a una carenza strutturale, e non voglio farne una colpa alle maestre che fanno già tanto e con classi così numerose. La scuola alle 17 deve chiudere, il che vuol dire tutti fuori, perché l’assicurazione oltre quell'orario non copre più (neanche fosse l’incantesimo di Cenerentola!). Dopo le 16 resta una sola maestra in tutta la scuola, se i bambini che rimangono oltre fossero più di 25 sarebbe un problema a livello di rapporto legale bambini/maestre. Se un bambino ha sonno e vuole fare un riposino, non sanno dove metterlo. L’aula deve contenere tavoli e sedie per 25 bambini, non c’è posto per materassini o brandine dove mettere a riposare chi ne ha bisogno. Le attività didattiche sono fatte in modo che alle 15 si fa merenda, mentre dalle 15,30 in poi si aspettano i genitori, si fa gioco libero: d'estate in giardino, quindi tutti tendono a prenderli un po’ più tardi; d’inverno in aula, fuori inizia a fare buio, restano in pochissimi e hanno anche l’aria di annoiarsi. Quello che è lampante nel confronto fra le due scuole è la mentalità di fondo: da noi la scuola è pensata per bambini con mamma casalinga, oppure con nonni a disposizione. Nel caso di mamme lavoratrici quindi nella maggior parte dei casi i bambini andranno a casa dei nonni e lì rimarranno fino a che i genitori non abbiano finito di lavorare. Ora, non mi addentro sulla questione degli orari di lavoro che mi farebbe supporre che qualche bambino vedrà i genitori molto tardi, tornerà a casa probabilmente dopo aver mangiato dai nonni e già addormentato. Devo dire che qui dove abitiamo noi è molto raro essendo una piccola città, ma sentendo i racconti dei miei amici romani questa per loro è la norma. Nel paese in cui sono andati a vivere i nostri amici invece, tutto è pensato in modo che alle 17 finisce la giornata lavorativa e scolastica di TUTTI, mamme e papà, quindi i bambini sono intrattenuti da attività organizzate fino alle 17, per poi aspettare i loro genitori che nel frattempo staccano dal lavoro e vanno a prenderli per portarli a casa e stare con loro. A scuola si dà per scontato che i genitori lavorino entrambi, al lavoro si dà per scontato che a una certa ora bisogna andare a prendere i bambini. La domanda “ma non avete i nonni?” che noi ci siamo sentiti fare molte volte non ha senso di esistere. La sensazione è che qui è la mamma che lavora che deve arrangiarsi, come se fosse una scelta come un’altra che comporta delle conseguenze; lì è scontato che lavori, e se non ha bisogno di lavorare buon per lei.

14 commenti:

  1. Ecco vedi... quello che ti dicevo... dall'altra parte c'è anche la questione di trovare un posto al nido, o addirittura al primo anno della scuola materna, visto che non è d'obbligo, per chi invece non ha entrambi i genitori che lavorano... come la mettiamo? Come ti ho detto mancano delle reali politiche di supporto alla famiglia in qualsiasi situazione essa sia... che poi chi ha detto che tutte le mamme casalinghe sono casalinghe per scelta? Se non trovo lavoro sono casalinga, ovvio, e se considerano il mio essere casalinga un motivo per non assegnarmi un posto al nido io un lavoro non potrò permettermelo mai visto che significherebbe trovare un nido privato... o avere i nonni... insomma vedi? E' un cane che si morde la coda... scusami se ho divagato riprendendo il discorso che facevamo a commento del tuo precedente post sulle mamme casalinghe, ma mi sembrava c'entrasse... alla fine pur con scelte di vita diverse mi pare che la pensiamo entrambe allo stesso modo: chiediamo soltanto rispetto per le nostre scelte ma soprattutto rispetto per l'essere famiglia e qui mi pare proprio che non ci sia...

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    1. infatti mi è venuto in mente questo post anche grazie ai tuoi commenti. guarda, io conosco una bimba che è rimasta fuori dalla scuola materna perchè la mamma non lavora... ma come fa a lavorare con la figlia a casa? e parliamo di una famiglia svantaggiata, altrimenti avrebbe iscritto la figlia ad una scuola privata. trovo allucinante che non ci siano abbastanza posti per tutti persino nelle scuole materne. e un bambino che non va in una scuola materna è un bambino che perde davvero qualcosa. qui non si tratta solo di incentivare il lavoro ma anche di investire nei bambini. il fatto è che io e te parliamo di rispetto per le scelte... ma le donne che davvero possono scegliere liberamente sono poche privilegiate.

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  2. Ecco, appunto, ho appena scritto un post sull'argomento... Purtroppo non vedo soluzioni a breve..."la mamma che lavora deve arrangiarsi"...sigh

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    1. ciao Lisa, il tuo post l'ho letto e commentato ;-)

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  3. io lavoro solo la mattina ma non ti nascondo che tornare a fare qualche ora in più non mi dispiacerebbe.ma come si fa?strabuzzino pure gli occhi quelli che te l'hanno chiesto ma io i nonni non li ho vicini e quindi?finchè al lavoro gli andranno bene le mie poche continuerà,se poi un giorno non basterà più non so veramente cosa farò...

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    1. farai come me, se puoi, di pagare una baby sitter che te la vada a prendere al posto tuo. io per adesso sono riuscita a contrattare un orario ridotto ancora per qualche mese, e quindi riesco ad alternare giorni in cui vado io e giorni in cui va la baby sitter... ma presto i giorni in cui andrò io saranno sempre meno. che poi la questione del part time io l'ho studiata, x il mio caso, alla fine economicamente riduzione di stipendio o baby sitter ci vai in pari. con la differenza che con il part time (almeno x la mia esperienza durante l'allattamento) lavori lo stesso ma in meno tempo, nel senso che ti fanno fare lo stesso numero di cose che avresti fatto se fossi stata a orario pieno, solo che hai meno tempo per farle e più difficoltà per metterti d'accordo con i colleghi nel caso di lavori di gruppo, e sei anche pagata di meno. allora potendo fare un orario di lavoro comunque onesto (8 ore al giorno giuste giuste), la baby sitter almeno ti dà una mano e ti permette di stressarti di meno (della serie: ho perso l'autobus e il prossimo passa fra mezz'ora, prima di tornare a casa devo andare in farmacia, ho avuto un'imprevisto e devo trattenermi 10 minuti in più, ho bisogno di parlare con la maestra del nido del piccolo, ecc.). non so, io miei calcoli me li sono fatti e mi è convenuto così, ma certo i lavori non sono tutti uguali, gli stipendi non sono tutti uguali, le esigenze non sono le stesse per tutti. non può essere una soluzione dire che le mamme dovrebbero fare il part time. può esserlo per alcune ed è giusto che ne abbiano la possibilità ma non è detto che a tutte convenga (o che lo vogliano fare).

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  4. Sarà che sono in un periodaccio ma anche io non ne posso più della storia del "ma i nonni?"
    E' veramente faticoso vivere circondati da gente che la pensa e vive in modo diametralmente opposto al proprio e non pensa neanche che sia possibile un'alternativa. Magari mi stampo questo post e faccio volantinaggio :)

    Ultimamente mi arrivano diverse comunicazioni dal nido su incontri o attività alle ore 16.
    Francamente non capisco, pensare ai papà forse è proprio fantafamiglia ma anche le mamme che lavorano come fanno ad essere fisicamente lì alle 16?!!?

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    1. Guarda, da una parte penso che quelle 2-3 volte l'anno (natale, pasqua e fine anno) sia sacrosanto prendersi ferie o permesso x andare alla festa/laboratorio a scuola. Su 2 genitori che neanche uno possa è assurdo. Ma sai chi si lamenta di più di queste iniziative? Le mamme casalinghe, almeno l'anno scorso è stato così. Magari anno un figlio piccolo che non sanno a chi lasciare (che poi avevano la possibilità di portarselo dietro), o altri impegni che non so. Io invece ho sempre preso ferie e chiamato la baby sitter per il piccolo. Oppure andava mio marito.
      Certo non puoiensare di fare ogni settimana qualcosa che coinvolga i genitori in orari di ufficio!

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  5. Se vuoi, puoi passare da me per ritirare un premio
    http://babbonline.blogspot.it/2012/11/un-dardo-ha-colpito-babbonline.html

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  6. E' sicuramente bello, che l'asilo non sia solo un parcheggio e che chi si ferma fino a tardi abbia attenzione e cose da fare, ma rimproverare chi va a prendere i bambini presto mi sembra una mostruosità. Ci sono tante mamme, che hanno i pomeriggi liberi ed è sacrosanto, che possano stare con i bambini. Sono convinta, che la cosa migliore per un bambino piccolo sia stare con la mamma il più possibile e questo andrebbe favorito.

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    1. Ma no, non era in questi termini. Gli asili hanno degli orari scanditi dalle varie attività che non è giusto interrompere. Se tutti fanno merenda dalle 4 alle 5 devi rispettarlo, non puoi prendere tuo figlio alle 4 e 10, interrompendo la merenda sua e degli altri bambini. Se vuoi prenderlo prima lo prendi prima che inizi a mangiare, altrimenti aspetti che abbia finito. In genere negli asili e nelle scuole materne ci sono degli orari di uscita ben precisi, in genere dopo pranzo o dopo la merenda. Non sono d'accordo con chi vorrebbe la totale anarchia, i bambini hanno bisogno di regole ed orari precisi, e le maestre stanno svolgendo il loro lavoro. In quel caso particolare poi parliamo di bambini da scuola materna, nemmeno tanto piccoli.

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    2. No, non intendevo caldegiare l'anarchia negli orari. Credevo, che i genitori fossero rimproverati se arrivavano prima delle cinque, intendendo se andavano a prendere i bambini subito dopo pranzo. Cioè che fosse incoraggiato il fatto di lasciare sempre i bambini tutti i giorni fino a sera.

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    3. no, ora non so i dettagli ma penso proprio che sia come da noi, con diverse possibilità di orario di uscita. il punto è che qui da noi dopo le 4 è per i disperati, solo che chi va via prima delle 4 non è detto che stia a casa con i genitori, nella maggiorparte dei casi stanno o dai nonni o con una baby sitter. gli orari delle scuole e degli uffici dovrebbero andare di pari passo... ma credo che ci siamo capite! ;-)

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