martedì 11 settembre 2012

Ancora "mammo"


Questa proprio non me la potevo perdere. Mesi fa scrivevo questo post sul termine "mammo" che meglio di ogni altro riassume in se la mentalità sessista della nostra società e trasuda arretratezza culturale da tutti i pori.  Si perchè come ho già scritto è un termine che ridicolizza il papà che si sta semplicemente comportando in maniera coerente al suo ruolo - occuparsi dei figli - perchè quello è considerato un dovere esclusivamente femminile. Ebbene oggi scopro questa perla di IO Donna del Corriere, in cui David Beckham è un "mammo in cravatta" solo perchè porta la figlia in braccio. Ma la cosa non finisce qui, perchè si chiedono come mai non la portasse la sua mogliettina, Victoria, concludendo che era "troppo impegnata a stare in equilibrio sui dei tacchi 18". Quindi la povera Victoria è una madre snaturata, che lascia sia il marito a portare in braccio la figlia, cosa che evidentemente spetterebbe a lei, a causa della sua troppa vanità (non era lei Posh Spice?). Mi ricorda una frase che diceva spesso mia nonna, per descrivere quanto il mondo fosse cambiato: "Le donne fumano, e gli uomini portano la carrozzina". Solo che mia nonna era nata all'inizio del secolo scorso, viveva in un paesino di provincia del sud Italia, e quella frase la diceva negli anni '80. E a dirla tutta non ne era neanche scandalizzata.

14 commenti:

  1. Il primo commento non poteva non essere di un padre :)
    L'utilizzo del termine "mammo" è orribile e deriva dalla convinzione che il padre che si occupa dei figli si "femminizzi" come se il ruolo di padre non lo prevedesse. E poi se basta portare in braccio la figlia per "fare il padre", basta veramente poco. Inoltre, sembra quasi che si indichi un ossimoro tra "mammo" e "cravatta", chi porta la cravatta (simbolo forse di un uomo in carriera) non può occuparsi dei figli?!?
    Mi stupisco, e forse non dovrei, che i giornali portino avanti queste logiche avvalorando una certa mentalità. Avendo una figlia, ho letto negli scorsi giorni il libro "Ancora dalla parte delle bambine" di L.Lipperini. In una delle sue interessanti riflessioni, indica che i mass media sono in realtà lo specchio dei tempi e non ci dobbiamo stupire se veicolano certi messaggi perché sono in linea con la maggioranza della popolazione. Bisogna agire direttamente sulla società per avere i cambiamenti reali.
    Secondo me da una certo punto di vista è il classico cane che si morde la coda. I mass media non sono solo una macchina fotografica che fotografa la realtà ma anche un sistema che influenza la società, o almeno una parte di essa, e favorisce certi comportamenti e modelli.

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  2. non potrei essere più d'accordo con te. la nostra società è piena di cani che si mordono la coda. riguardo all'ossimoro, la cosa va anche oltre... il papà ha la cravatta, la mamma i tacchi 18. mi sembrano quegli articoli che trovi al supermercato per la festa del papà o della mamma, magari con dentro i cioccolatini, quelli per il papà rigorosamente a forma di cravatta o di automobile (la pipa non si usa più perchè ci sono le campagne contro il fumo), quelli della mamma rigorosamente a forma di oggetti femminili come borsette, rossetti, scarpe col tacco ecc.

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  3. Mi sono permesso di fare riferimento a questo post in uno mio appena pubblicato.
    Grazie per gli spunti sempre interessanti.

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  4. ma figurati! corro a leggere il tuo post. ciao!

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  5. Sono d'accordo con Babbonline.
    Il giornale scrive un articolo perché ha una determinata audience a cui è diretto.

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  6. senz'altro... e questo è ancora più preoccupante.

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  7. la cosa che più mi dispiace è che spesso sono le donne ad usare un linguaggio inappropriato/sessista.. per esempio io non sopporto quando pr indicare una donna molto in gamba la si definisce "con le palle"
    divento matta!

    complimenti per il post

    Un saluto da NYC
    Dcf

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    1. si, comunque un conto è il linguaggio colloquiale, altro è il linguaggio giornalistico. comunque hai ragione alla fine l'origine dei due modi di dire è la stessa.

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  8. Po scusa, che ti aspetti da un qualcosa che si chiama "Io donna"? :D:D

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    1. insomma... magari il settimanale "femminile" di un noto quotidiano "di sinistra" potrebbe essere qualcosa di più di una rivista per casalinghe dal parrucchiere. magari trattare tematiche di genere, superare proprio gli stereotipi. o forse hai ragione tu, forse il modo migliore per superare gli stereotipi è eliminare le riviste femminili! certo se ilò livelo culturale di un paese si giudica dai suoi mezzi principali di informazione, fra TV e quotidiani più diffusi (Repubblica e Corriere) stiamo messi bene!

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  9. Concordo, il termine "mammo" è orrendo, ma anche "carretta del mare" ad esempio. Una volta c'era il politichese, oggi il giornalese, ma non tutti i neologismi creati ad hoc valgono la pena di essere ripetuti e hanno un senso, se non quello di vendere copie e "ignorantizzare" la gente (se mi perdoni l'espressione in Oh mammese)

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  10. Non so se l'ignorantizzazione sia voluta oppure no, o meglio on so se sono più ignoranti i giornalisti che usano queste parole o i lettori che le trovano spiritose. Certo é che l'allenamento dello spirito critico é sempre meno di moda di questi tempi... C'è chi ignorantizza... E chi si lascia ignorantizzare senza problemi!

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  11. ciao cara, ho risposto sul mio blog alle tue domande, ci tenevo a dirtelo! un abbraccio yummy

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  12. scusa se commento al tuo post con una cosa che non c'entra nulla (anche perchè non ho nulla da aggiungere) ma se passi da me c'è un premio...

    francy

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