venerdì 20 luglio 2012

Green Hill e il bicarbonato

Da mesi si parla di Green Hill, l'allevamento di cani Beagle destinati ai laboratori per la sperimentazione animale. E' di un paio di giorni fa la notizia del sequestro. Ora, se c'è stato un sequestro evidentemente ci sono state delle violazioni e quindi siamo tutti contenti di questa notizia. Su Facebook è tutto un condividere e un mettere "Mi piace". Questa vicenda è diventata il simbolo della lotta alla sperimentazione animale e tutti sembrano esserne convinti sostenitori, mentre gli scienziati sono dei sadici crudeli che si divertono a torturare povere bestiole indifese. Ora, le cose non stanno proprio così. Io non so se dietro a tutti quei "Mi piace" ci sia davvero la consapevolezza di quello che si sta sostenendo. Sicuramente solo una piccola percentuale di queste persone è un animalista convinto, tutti gli altri semplicemente si fanno trascinare sentimentalmente da ciò che leggono senza utilizzare un briciolo di spirito critico e senza chiedersi cosa significa realmente essere contro la sperimentazione animale. Perchè non è di cosmetici che stiamo parlando, ma di farmaci, terapie, sistemi diagnostici che ci stanno allungando la vita e migliorando la qualità della stessa. Farmaci e terapie che curano anche le malattie più brutte, che solo 20 o 10 anni fa non ci avrebbero dato alcuna speranza di sopravvivenza. Quindi riflettete bene prima di dichiararvi contro. Una normativa c'è, quella europea, ed è molto valida. E' doveroso che si controlli affinchè venga rispettata. Nessuno vuole sofferenze inutili e gratuite, nessuno vuole allevamenti lagher, nessuno vuole traffici illegali e abusi. Solo ciò che è necessario nel rispetto della legge. E agli animalisti dico che il giorno che dovesse capitare di sottoporsi  un trattamento di chemioterapia, si rifiutino di curarsi e accettino di usare solo farmaci "non testati sugli animali" (se ne esistono). O forse quegli animalisti sono gli stessi che credono che i tumori si possono curare con il bicarbonato, e che le chemioterapie sono solo un'invenzione delle lobby del farmaco?

un articolo molto chiaro sull'argomento potete leggerlo su Oggiscienza.

10 commenti:

  1. argomento spinoso.credo che nello specifico quel posto avesse qualcosa che non andava ma anche che molti abbiano il "mi piace" su fb molto facile anche senza sapere esattamente di cosa si parla.mi trovi daccordo sul fatto che anche se nessuno vorrebbe far soffrire gli animali, se serve è giusto che vengano fatte le sperimentazioni,come dicevi tu nel rispetto delle leggi che ci sono e sono valide.ma vengono fatti i giusti controlli per non permettere che ci siano sempre i soliti furbi/delinquenti che cercano le scorciatoie?io dico sempre che gli estremi sono sempre sbagliati.non si può dire "non facciamo più sperimentazioni sugli animali", ma bisognerebbe capire che se è necessario si fa con i giusti controlli e nel rispetto delle leggi... sono un'idealista?

    francy

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  2. Proprio ieri in tarda serata parlavo con un amico via skype su altre questioni ma il punto è sempre quello. Al di là delle opinioni che uno può avere ma quanto è difficile fare sui media un ragionamento su un argomento che superi gli slogan facili ed immediati. Su certi argomenti non si può essere semplicemente a favore o contrari. Troppo semplicistico.
    Purtroppo vedo ogni giorno che si è sempre meno abituati a ragionare (perchè diciamolo, ragionare è faticoso, implica aggiornarsi, rimanere aggiornati, riflettere, ecc.) e si preferisce avere posizioni forti e secche.
    Sento una nuova tendenza, non è proprio una mia sensazione personale ma c'è dell'oggettivo (senza entrare nei dettagli), che vede in chi propone un ragionamento quasi una debolezza, si preferisce chi appare, anche se in modo ottuso, certo al centopercento su posizioni fisse.

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  3. Intanto ho sobbalzato vedendo l'immagine scelta...visto che nel mio paese c'è la fabbrica di quel bicarbonato! Sul momento ho pensato fosse un seervizio sulla "nostra"fabbrica!°_°

    Credo che avere un'opinione netta su questo tipo di questioni sia arduo. Non si può semplificare eccessivamente fino ad arrivare a un bianco e a un nero, e certo si tende a cliccare "Mi piace" con troppa facilità. E' vero che senza la sperimentazione animale molti farmaci non sarebbero arrivati fino a noi con ovvie conseguenze(non parliamo di chemioterapia a me...), ma è anche vero(o almeno così ho letto in rete quando cercavo d'informarmi, cosa difficilissima, come dice BABBOnline)che molti farmaci testati su animali sono risultati poi inadatti all'uomo. Dunque?

    L'importante, a questo punto, è fare meglio che si può, ovvero attenersi scrupolosamente alle leggi, e controllare "a pettine" che tutte queste leggi siano applicate, dato che comunque si ha a che fare con aoltri esseri viventi. Parlando del caso specifico, le irregolarità sono molte, stando ai giornali, piuttosto crudeli, anche.

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  4. grazie per i vostri commenti e scusate per il ritardo nella risposta. sono d'accordo con voi, è un argomento su cui è difficile essere informati correttamente e non sappiamo quando e come la sperimentazione animale sia necessaria, fino a che punto è comodo per gli scienziati usare gli animali, in quali casi è davvero opportuno o indispensabile, non sappiamo se i risultati sono sempre attendibili, e del resto credo che in assoluto non lo sappiano neanche gli addetti ai lavori. ma proprio perchè non ne sappiamo niente dobbiamo affidarci a chi ne sa più di noi, quindi agli esperti e alle normative. dobbiamo pretendere, questo si, che le normative siano coerenti con lo stato dell'arte delle conoscenze sull'argomento, e che si controlli che vengano rispettate scrupolosamente. come del resto facciamo e pretendiamo per qualunque altra cosa, dalla sicurezza del cibo che portiamo a tavola, alla sicurezza dei giocattoli che mettiamo in mano ai nostri figli o degli ospedali in cui andiamo a curarci. il punto è che Green Hill va chiuso se ci sono delle irregolarità e degli abusi, non certo per motivi ideologici. fra l'altro ironia della sorte contemporaneamente è stato chiuso il canile gestito dall'associazione della Brambilla, nota animalista in prima fila contro la sperimentazione animale http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201207231642-ipp-rt10185-chiude_il_canile_degli_amici_della_brambilla_non_e_a_norma, a dimostrazione che i nostri politici amano chiacchierare per compiacere un elettorato che fa ben poco uso critico di quella materia grigia che ha in testa.

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    1. aggiungo anche che ora è tutto un "voglio adottare un beagle di Green Hill", quando fino al giorno prima non si ponevano il problema delle migliaia di cani ospitati dai canili italiani (in condizioni spesso pessime) che sono in attesa di adozione. se ami gli animali e vuoi un cane non dovresti aspettare un evento del genere per deciderti ad andare in uno di questi canili ed adottare un bastardino qualunque che non sarà di razza ma è sicuramente affettuoso ed intelligente quanto uno di quei beagle.

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  5. l'argomento è ... ispido. come tutto, si tende a fare di tutta l'erba un fascio, senza guardare pro e contro. Personalmente sono contraria alla sperimentazione sugli animali di prodotti cosmetici, perchè non me ne frega una mazza di avere la pella più liscia a scapito di qualche bestiola. Per i farmaci, però, è un altro paio di maniche: i vantaggi superano gli svantaggi e chi dice il contrario mente sapendo di mentire!

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  6. M'intrometto un attimo. Ma proprio grazie a post non mammosi come questo, c'è un premio per te! http://doppialinea.blogspot.it/2012/07/premio-liebster-blog.html

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  7. Io lavoro in un gruppo di ricerca in cui si usano animali, sia come cavie per lo sviluppo di farmaci, che per studiarne il comportamento in determinate condizioni.
    Io come chimica non lavoro direttamente con gli animali, ma lo fanno altri miei colleghi e vedo come ogni progetto viene generato, gestito, e quali sono i requisiti perché venga approvato
    Intanto, senza sperimentazione animale praticamente non si potrebbe fare ricerca farmaceutica. prima di far approvare un farmaco bisogna condurre tanti di quegli studi che usare direttamente volontari umani sarebbe improponibile.
    Chi dice che al posto degli animali si potrebbero fare simulazioni al computer (la cosiddetta prova in silico) o usare tessuti o cellule, non sa di cosa sta parlando, perché con un farmaco é richiesto di osservare tutti gli effetti a livello dell'intero organismo, cosa che qualche cellula non permetterebbe. Le previsioni in silico sono molto approssimate rispetto alla complessitá dell'intero organismo, e non attendibili.

    Prima di far partire un progetto che include sperimentazione animale bisogna descriverlo nei dettagli in una relazione e farlo approvare da un Comitato etico, che garantisce la minor sofferenza possibile agli animali. Le regole sono molto severe e se il progetto non é in grado di garantire condizioni decenti alle creature, non viene approvato. Questo in Svezia dove lavoro, ma immagino sia cosí anche nel resto dell'Europa.
    È anche possibile che certi gruppi/aziende bypassino questi protocolli, ma in tal caso stanno compiendo un progetto non approvabile e fuorilegge, quindi non puó essere utilizzato per avere l'autorizzazione a commercializzare il farmaco.

    Quindi quando leggo commenti di animalisti contrari alla sperimentazione animale e le alternative proposte mi viene la pelle d'oca.

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  8. Io lavoro in un gruppo di ricerca in cui si usano animali, sia come cavie per lo sviluppo di farmaci, che per studiarne il comportamento in determinate condizioni.
    Io come chimica non lavoro direttamente con gli animali, ma lo fanno altri miei colleghi e vedo come ogni progetto viene generato, gestito, e quali sono i requisiti perché venga approvato
    Intanto, senza sperimentazione animale praticamente non si potrebbe fare ricerca farmaceutica. prima di far approvare un farmaco bisogna condurre tanti di quegli studi che usare direttamente volontari umani sarebbe improponibile.
    Chi dice che al posto degli animali si potrebbero fare simulazioni al computer (la cosiddetta prova in silico) o usare tessuti o cellule, non sa di cosa sta parlando, perché con un farmaco é richiesto di osservare tutti gli effetti a livello dell'intero organismo, cosa che qualche cellula non permetterebbe. Le previsioni in silico sono molto approssimate rispetto alla complessitá dell'intero organismo, e non attendibili.

    Prima di far partire un progetto che include sperimentazione animale bisogna descriverlo nei dettagli in una relazione e farlo approvare da un Comitato etico, che garantisce la minor sofferenza possibile agli animali. Le regole sono molto severe e se il progetto non é in grado di garantire condizioni decenti alle creature, non viene approvato. Questo in Svezia dove lavoro, ma immagino sia cosí anche nel resto dell'Europa.
    È anche possibile che certi gruppi/aziende bypassino questi protocolli, ma in tal caso stanno compiendo un progetto non approvabile e fuorilegge, quindi non puó essere utilizzato per avere l'autorizzazione a commercializzare il farmaco.

    Quindi quando leggo commenti di animalisti contrari alla sperimentazione animale e le alternative proposte mi viene la pelle d'oca.

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    1. grazie per questo commento, ci voleva proprio l'opinione di chi conosce un po' più da vicino l'argomento. è anche molto pericoloso il fatto che non solo animalisti "estremisti" siano contrari, ma anche (a chiacchiere) gente comune. e che non ostante le normative europee ci siano, e immagino non troppo diverse da quelle svedesi che descrivi, politici di diversi schieramenti si dichiarino contro solo per fare leva , come sempre, sul "cuore tenero" (ma ignorante) degli italiani, proponendo modifiche più stringenti alla normativa, e di fatto ostacoli alla ricerca pubblica e privata, ancora una volta. siamo e saremo sempre più indietro se continuiamo così.

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