martedì 31 luglio 2012

è un portachiavi o un portaciuccio???

Ho la deformazione professionale della sicurezza, del marchio CE, dell'omologazione. Lo so. Però certe volte vedo cose che fanno accapponare la pelle. I bambini piccoli hanno bisogno di un laccetto per il ciuccio, altrimenti il ciuccio prima o poi gli cade e si perde/si sporca/ti tocca raccoglierlo e sciacquarlo. Il mio piccolo va sempre in giro con una catenella di quelle con le palline di legno a cui è appeso il ciuccio, che normalmente striscia dappertutto, specie sull'autobus, si appoggia al tappeto/pavimento quando è seduto per terra (i ciucci di caucciù hanno uno strano campo magnetico capace di attirare e far incollare tutte le schifezze che si trovino nelle loro vicinanze) per poi metterselo tranquillamente in bocca. Ma con i secondi figli a queste cose non si fa più caso! Comunque, ci sono dei genitori che non usano dei portaciucci omologati a questo scopo, no a che serve se esistono quei bellissimi lacci/portachiave con moschettone in fondo che si possono appendere al collo? E perchè mai spendere soldi (pochi euro) per comprare qualcosa che si attacca a un vestito con una molletta e non è abbastanza lungo da potersi attorcigliare intorno al collo del bambino? Ma no, questi oggetti sono inutili, è il consumismo che ci ha convinti che non possiamo farne a meno! Stupida ironia a parte, l'altra sera ho portato il cucciolo ai gonfiabili (era la prima volta) e c'era una bambina - che già secondo me non aveva l'età giusta per andarci, avrà avuto 1 anno o poco più e barcollava più che camminare - ma se ne andava in giro per i giochi con questo laccio al collo. Si infilava dappertutto e anche lontano da dove erano i genitori e in posti non facilmente raggiungibili da un adulto. Il laccio si sarebbe potuto impigliare, giocando con gli altri bambini qualcuno avrebbe potuto tirarlo, anche inavvertitamente. Mi chiedo davvero come si faccia a non pensare a queste cose. Mi chiedo anche come sia possibile che il responsabile del posto l'avesse fatta entrare senza dire nulla, dal momento che (giustamente) in quei posti sono vietate le scarpe, gli occhiali e tutto ciò che può rompersi/fare male a se stessi e agli altri.

6 commenti:

  1. Close The Door5 agosto 2012 20:33

    Ciao Cosmic,
    scusami se vado completamente off-topic ma mi interessava segnalarti questa ri/lettura psicanalitica del problema culturale italiano della "delega al padre", di cui parlavamo nell'altro post. A livello macroscopico coincide con quella ambivalenza fra il pacioso e il rabbioso che caratterizza la nostra storia da diversi decenni.
    Non credo sia il tuo campo e non è nemmeno il mio, ma mi sembra una lettura interessante.
    A presto

    http://www.umanamenteonline.it/al-posto-del-padre/

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    1. Articolo molto interessante.
      Per fare una battuta direi "poveri padri!" ma stando alla metafora anche io credo che per diventare adulti sia necessario "uccidere" i propri genitori, nel senso di autorità genitoriale, nel senso di abbandonare l'essere bambini/figli entrando nell'età adulta. Per usare un'immagine meno cruenta direi di tagliare questo benedetto cordone ombelicale.
      Ad esempio nei giorni delle olimpiadi ho visto lo spot P&G sulle mamme che vedono i figli ancora bambini. Da genitori bisognerebbe offendersi, io sarò contento un giorno di vedere mia figlia adulta sperando di aver contribuito positivamente alla sua crescita.

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  2. si non è il mio campo e in egffetti ho fatto fatica a seguire tutto il ragionamento... comunque è molto interessante. grazie per la segnalazione!

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  3. mia figlia ha due anni e anche io -fino a qualche mese fa , lo ammetto XD-ero stra-attenta a ste cose... e anche noi col portaciuccio con le palline, ma sai che all inizio non glielo mettevo perchè "si rompe, si staccano le palline, se le ingoia e soffoca" ?! :D una pazza :D ora sono molto piu easy, mi ci ha fatto diventare lei :D
    ciauuu

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    1. si anche io col mio primo figlio avevo paura ad usare il portaciuccio con le palline... ma se sono cose a norma, con marchio CE, si può stare tranquilli (in effetti hai visto che la corda è talmente grossa e non si spezzerebbe mai). anche io sono diventata per forza di cose più easy, specie con il secondo. se pensi che col primo ero attentissima a dargli solo giocattoli adatti sotto i 3 anni... ovviamente con 2 non è che puoi vietare al grande di giocare con i suoi giochi e spesso capita che li prenda anche il piccolo... è importante vigilare molto, cercare il più possibile di insegnare al grande di lasciargli prendere le cose piccole il meno possibile (ma certo non puoi affidare questa responsabilità a un bambino di 3 anni e mezzo), e certi giochi che reputo davvero troppo rischiosi (palline di gomma dal diametro pari alla larghezza della laringe, per esempio, costantemente dimenticate sul pavimento di tutta la casa) li raccolgo e li nascondo o butto. detto questo, essere easy è una cosa, mettere un cappio al collo di un bambino - anche grande - è un'altra.

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  4. Il buon senso secondo me dovrebbe essere la dote principe di ogni genitore, quella che in ogni campo ti guida tra eccesso di paranoia e eccesso di lassismo. Purtroppo non tutti ne sono dotati. Un esempio lampante? Io abito al mare e porto mio figlio al mare praticamente tutti i giorni. In orari consoni. Quando noi, alle undici max ce ne andiamo, vedo spesso arrivare frotte di genitori con bambini 0-36 mesi pronti per un entusiamante pomeriggio di raggi ultravioleti a 40 gradi all'ombra. I ripetuti appelli che ogni estate ci sommergono di "evitare l'esposizione al sole nelle ore più calde della giornata", per loro probabilmente sono fandonie.

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