sabato 19 maggio 2012

Il vero scienziato

Ogni tanto capita di scoprire che una persona che conosci poco, ma che ti capita di incontrare spesso (genitori di compagni di scuola dei tuoi figli, per esempio), sia un appassionato di pseudoscienze e che ha il suo nurizionista naturopata di fiducia che lo ha indottrinato sui mali della nostra civiltà contemporanea, sulla cattiveria della medicina ufficiale, su quanto ci siamo discostati da una natura bella e buona che vorrebbe che ci comportassimo in maniera completamente diversa mentre noi chissà perchè ci siamo evoluti in maniera totalmente opposta (e secondo lui sbagliata). Ovviamente la scienza ufficiale è piegata e sottomessa alle lobby delle multinazionali mentre i loro naturopati nutrizionisti sono dei benefattori che non hanno nessun interesse economico a divulgare le loro teorie complottistiche, a trovare intolleranze alimentari a go go per le quali è assolutamente necessaria una dieta depurativa, e via dicendo. Mi trovo immersa in una conversazione surreale, alla quale non riesco a sottrarmi perchè è più forte di me: non ce la faccio ad annuire, proprio non ci riesco. Devo in qualche modo dirgli che io non la penso come lui/lei, sono un fisico (per giunta sanitario - ne so qualcosa di radiazioni, statistica medica, tecnologie biomediche) e a quelle storie proprio non credo. Cerco di essere gentile, di non esagerare, ma qualche volta proprio non mi trattengo.
Il punto è che discuto e me ne pento un secondo dopo, per 2 motivi: innanzitutto perchè non mi piace fare la parte della saccente e magari risultare antipatica a una persona che conosco appena, e che per il resto è anche una persona carina e simpatica; poi perchè ci si arena in una discussione senza senso, non essendo quello il luogo e il momento adatto per mettersi a fare dissertazioni sul metodo scientifico. E la cosa che mi mette a disagio più di tutto è questa: queste persone sembrano sapere sempre tutto, essere informatissime, padroneggiare un linguaggio scientifico con termini del tipo "meccanismo cellulare", "a livello molecolare", conoscono perfettamente incidenze di tumori e normative sugli OGM, sostanze nutritive contenute in un certo alimento e nomi di proteine coinvolte in certi meccanismi o certe malattie. Nella realtà quello che dicono è aria fritta, solo che li hanno indottrinati così bene che appaiono sicuri di se e competenti. E io ci faccio la figura del fesso. Il mio professore di biofisica all'università diceva sempre che il vero scienziato è quello che se non sa una cosa ti dice non lo so. Non improvvisa discussioni su cose che non conosce o non ha approfondito, quello che ti dice lo sa oppure lo deduce da un ragionamento. Tante persone invece che scienziati non sono, le cose non le sanno ma te le dicono lo stesso. E non c'è abbastanza tempo, nè è opportuno insistere più di tanto, per dimostrare che quello che sta dicendo non è logico, non regge. Insomma il succo è che è facile riportare cose che non sai ma che hai sentito dire, più difficile è spiegare in pochi secondi che quelle cose sono false e perchè, volendo essere sicuri al 100% di tutto quello che si dice come l'etica del bravo scienziato richiederebbe. E' più facile essere indottrinati che ragionare con la propria testa, è più facile ripetere poche cose a memoria che essere intellettualmente onesti.

13 commenti:

  1. La sicurezza di certe persone su questi argomenti mi sconcerta. Ho sempre pensato che più sai e più si aprono orizzonti ma anche nuovi dubbi e nuove domande.
    Purtroppo oggi, come altre cose, il pensiero critico è fuori moda. Fare e farsi domande appare scomodo.

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  2. E il bello e' che ogni volta ci casco: cerco di controbattere con un po' di logica e mi dicono che sono polemico e prevenuto. Non sanno quale complimento mi fanno ! Basta solo ribadire alla prima affermazione "saccente" che ha lo scopo di confinderti e li vedi scappare come quel tipo che voleva vendermi "una radio a 7 transistor" (anno 61) e quando glielo aperta ...
    Beppe

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  3. Non sta dirlo a me che sono chimica, e sento ripetere dappertutto quanto sono cattivissimi i 'prodotti chimici', ahah.

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  4. A me sta gente dà tanto fastidio che quasi quasi preferisco non parlarci. E sbaglio, perché l'unica difesa è non dargliela vinta.

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  5. A dire la verità non ho mai copito cosa sia un "naturopata". Lo vedo scritto spesso, ma non ho mai avuto il coraggio di approfondire.
    Nel mio piccolo quello che mio fa scattare in un micro secondo è quando viene nominato l'OMEOPATA... Appena accade non ci vedo più e parto in sesta (altro che quarta:) )

    C'è da dire che però tutte questi miti e credenze sono un sintomo di un malessere generale, di un bisogno di credere in qualcosa e un voler tornare "alle radici", a una vita più semplice e "naturale". Peccato che il tutto lo si voglia fare senza effetti collaterali (vedi omeopatia).

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  6. Eccezionale il post, buoni alcuni commenti! Magari ce ne fossero di più di posti così... Però riprendendo ciò che dice anche Andrea qua sopra, concordo che tutti hanno dei problemi e cercano di risolverli in maniera "semplice" perchè se ci pensassero un pò sù chissà cosa scoprirebbero

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  7. Grazie davvero a tutti x i commenti!
    @BABBOnline: è proprio questo il punto : a me sembra di non saperne mai abbastanza, leggo e rileggo di queste cose proprio perchè vorrei avere sempre più argomentazioni di fronte a discussioni di questo tipo, eppure non si può banalizzare, sono argomenti complessi e non si riducono a poche chiacchiere. Cosa che invece queste persone sanno fare benissimo.
    @Beppe: si, anche io ci casco sempre. Ma alla fine non so se faccio bene. La risposta è sempre che sei prevenuto (io però direi piuttosto scettico), e la scienza ufficiale invece fa gli interessi delle multinazionali (= il demonio). Il sospetto però che i nutrizionsti naturopati o quello che sono vogliano far leva sulle ansie delle persone per accalappiare pazienti non li sfiora minimamente però. E se ci fate caso queste persone hanno sempre tantissime intolleranze alimentari (altra moda del momento) che risolvono sempre depurandosi con strane diete prescritte da questi naturopati.
    @Morgaine: si questa distinzione fra Chimico e Naturale... Come se le sostanze naturali non fossero fatte di molecole e atomi e legami chimici... Una mia comagna di corso preparto mi disse che lei non usava l'amuchina per lavare la frutta ma il bicarbonato perchè lei non usava prodotti chimici (come se ipoclorito di sodio e bicarbonato di sodio fossero sostanze che appartengono a mondi diversi) La stessa persone comprava solo prodotti biologici ma ammetteva lei stessa di fumarsi una sigaretta al giorno, durante gravidanza e allattamento.
    @Giulia: penso non solo che non bisogna dargloela vinta, ma che bisogna provare a farli ragionare almeno un po'... Chissà che piano piano qualche dubbio venga anche a loro? È solo che la maggiorparte delle volte è una battaglia persa... Sai come si dice... Non c'è eggior sordo di chi non vuol sentire!
    @andrea: si senz'altro c'è la volglia di un ritorno al naturale, ma è un'illusione, intanto perchè immaginano un mondo passato che non è mai esistito (io i racconti dei miei nonni sulla loro infanzia me li ricordo, erano agghiaccianti), e non tengono conto della realtà: se oggi di campa fino a 90 anni, evidentemente stiamo meglio oggi. Riguardo all'omeopatia, credo che molti neanche sann d cosa si tratta, pensano si tratti di erbe o simili, invece è acqua. Il punto è che si vorrebbe credere a una "medicina" senza effetti collaterali, e si vorrebbe una vita priva di rischi. Per questo si preferisce ascoltare il santone che promette di risolvere problemi con la dieta o con altre strane teorie, mentre il medico onesto ti dice le cose come stanno. E non fa piacere.
    @Andrea Meneghetti: vale la stessa risposta che ho dato ad andrea. Alla gento non piace sentire le cose come stanno, è molto più bello quello che dice chi promette soluzioni semplici e privi di effetti collaterali.
    È il principio di bilancio rischi/benefici che la gente non vuol capire, eppure non è un concetto difficile... Ma nessuno vuole accettare la realtà ossia che il rischio zero non è possibile su questa terra.

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  8. Mi sono permesso di linkare questo tuo articolo dalla mia pagina di Facebook, visto che lo condivido in toto :)

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  9. Grazie Dario, x me è un onore, visto che il tuo blog è uno dei miei preferiti e seguo sempre quello che scrivi... ;-)

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  10. Cosmic dice: "si senz'altro c'è la volglia di un ritorno al naturale, ma è un'illusione, intanto perchè immaginano un mondo passato che non è mai esistito (io i racconti dei miei nonni sulla loro infanzia me li ricordo, erano agghiaccianti), e non tengono conto della realtà: se oggi di campa fino a 90 anni, evidentemente stiamo meglio oggi."

    Era da tanto che volevo commentare questa e simili frasi.

    D'accordo che non bisogna mitizzare il passato, che ora si vive fino a 90 anni, ecc. ecc., tuttavia, secondo te viviamo nella migliore società possibile? Da quello che dici (qui e altrove) sembra di sì; sembrerebbe che l'uomo ha raggiunto un picco di evoluzione nella nostra generazione che ci permette di vedere quello che è venuto prima dall'alto in basso.
    Secondo me invece bisogna capire cosa è davvero importante, e cosa è davvero un progresso e non una moda temporanea. Prendi il latte artificiale: fino a 30 anni fa sembrava il nonplusultra, ma poi la posizione è stata rivista e ora, nonostante la tecnologia sia migliorata, non è più considerato tale (e ciononostante in molto pochi allattano).
    Tu mi verrai a dire che c'è scelta, ma io ti rispondo che la scelta consapevole c'è solo se c'è informazione a tutto tondo che sull'argomento manca per molti motivi. (questo è solo un esempio, quindi non impantaniamoci qui).
    Non vedo come comprendere meglio come funzioniamo possa essere considerato come un passo indietro, come cercare di capire cosa sia davvero essenziale possa essere visto come retrogrado sia per noi che per la nostra famiglia.

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  11. non voglio dire che viviamo nel migliore dei mondi possibili, ma che il progresso scientifico e tecnologico ci sta di fatto migliorando la qualità della vita e la salute generale. questo non vuol dire che sia tutto perfetto, nè che del passato sia tutto da buttare, ci mancherebbe. e non mi riferivo a chi come te discerne con buon senso cosa sia un progresso e cosa una moda. mi riferivo a chi sostiene che una volta tutti partorivano a casa ed era meglio così, peccato che la mortalità perinatale era un fatto quotidiano, che non c'era l'inquinamento e non c'erano i pesticidi o gli allevamenti intensivi... ma chi rinuncerebbe all'automobile? e quando non c'erano pesticidi e allevamenti intensivi quante persone davvero potevano permettersi di mangiare? ricordo quando si parlava del referendum sul nucleare di aver letto un articolo (scritto da un giornalista professionista, non su un blog di un dilettante qualunque) che in fondo basterebbe solo diminuire i consumi perchè negli anni 80 lo stile di vita era lo stesso di oggi, siamo solo noi più consumisti. e tutti i commenti sotto gli davano ragione. ma davvero pensiamo che negli anni 80 la qualità della vita era la stessa? davvero torneremmo allo stile di vita degli anni 80? insomma sono queste semplificazioni che mi danno fastidio, questo non tenere conto di cosa davvero abbiamo e possiamo fare oggi. io non penso che "l'uomo ha raggiunto un picco di evoluzione nella nostra generazione", penso che siamo in una curva in salita, e che lo scopo della ricerca scientifica è oltre che inventare nuove soluzioni, ridurre gli effetti collaterali di quelle soluzioni che ci sono già. insomma, la risposta agli errori e ai problemi causati dal progresso dovrebbe essere nel progresso stesso e non nel rifiuto di quel progresso.

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  12. riguardo all'esempio dell'allattamento che tu mi fai, premettendo che sono una sostenitrice dell'allattamento al seno e che ho allattato un figlio per 16 mesi e ne sto allattando un altro di 8, la questione del latte artificiale è molto complessa e non va vista solo come una "moda" degli anni 70 che sta lasciando ancora i suoi strascichi. gli anni 70 erano gli anni del femminismo, ecco perchè teorie come quella del dott. Spock (maledetto da tutte le nostre madri) e l'allattamento artificiale hanno preso piede. la donna voleva affacciarsi al mondo del lavoro ma non c'erano le tutele e la strada per una donna che voleva lavorare era ancora più in salita che oggi. se una donna voleva tornare a lavorare doveva per forza ricorrere al latte artificiale, fra l'altro oggi abbiamo i surgelatori che ci permettono di conservare il latte materno tirato, negli anni 70 era già tanto che in casa si avesse lo scomparto del ghiaccio, nè si sapeva che il latte materno congelato era assolutamente valido. erano anni in cui le femministe scendevano in piazza e volevano liberarsi di quella mentalità che le voleva solo mamme e casalinghe. che poi le industrie produttrici ci si siano tuffate a pesce non ci piove. alla fine quelle lotte hanno permesso a tutte noi oggi di poter essere mamme e lavoratrici, di avere dei diritti quali anche la riduzione di orario per allattamento, i congedi parentali, la maternità obbligatoria e via dicendo. che poi a causa dei contratti atipici tutte queste battaglie si stiano vanificando è un altro discorso in cui non è il momento di imbattersi. fra l'altro la risposta contraria di chi oggi sostiene l'importanza dell'allattamento al seno al di là di quelle che sono le vere ragioni scientifiche, e che sostiene che una mamma dovrebbe stare attaccata a suo figlio per 3 anni o più mi sembrano oltre che un tentativo di tornare indietro, un modo sbagliato di reagire alla crisi: per le donne è difficile conciliare famiglia e lavoro? invece che batterci affinchè ci siano politiche in favore dell'occupazione femminile e la conciliazione, lasciamo il lavoro agli uomini! come sempre il giusto è nel mezzo, e i motivi per cui si dovrebbe scegliere l'allattamento al seno non dovrebbero essere altri che questi: 1. è nutrizionalmente migliore, 2. è importantissimo a livello immunitario, 3. non costa niente, 3. è pratico (ma su quest'ultimo punto ci sono diverse opinioni ed in effetti è una valutazione molto personale). tutto il resto sono chiacchiere. tutti questi studi che ogni tanto spuntano fuori su possibili legami fra allattamento e intelligenza, o capacità sociali dei bambini lasciano un po' il tempo che trovano. non che io pensi che le statistiche non siano valide (bisognerebbe vedere caso per caso ma non ho letto gli articoli originali quindi non mi esprimo), ma perchè non penso che sia il "latte materno" di per se, quanto piuttosto tutta una serie di condizioni al contorno che si verificano quando una mamma allatta. si perchè allattare è un privilegio, quasi un lusso. allattare è un lavoro enorme, e per la maggiorparte delle mamme (me compresa) specie al primo figlio i primi tempi sono durissimi. ci vuole tanto aiuto in casa, da parte dei familiari, in particolare del papà, aiuto da parte di personale competente - e non tutti hanno la possibilità di incontrare le persone giuste dopo il parto, in questo bisogna essere fortunati - e una buona dose di caparbietà e carattere, cosa molto difficile in un momento in cui sei vulnerabile, esaurita fisicamente, in preda al baby blues e alle suocere invadenti. quindi ben venga il latte artificiale!

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  13. fra l'altro il latte artificiale permette oggi di avere bambini tutti sani e forti, si va dal pediatra e si controllano curve di crescita e percentili. la curva di crescita non è solo una cosa di cui compiacersi ma è un indicatore dello stato di salute del bambino. un bambino che non cresce bene non sarà solo sottopeso, ma potrebbe avere problemi di ritardo nello sviluppo anche a lungo termine. non so se hai mai conosciuto qualcuno che ha adottato un bambino africano. io si, e ciò che mi hanno raccontato delle condizioni in cui si trovava il bambino quando è arrivato da loro non è bello. quindi per concludere, se mi porti il latte artificiale come esempio di progresso che è "degenerato" ti dò in parte ragione, ma ti dico che non è il latte artificiale da demonizzare (ma immagino che tu non voglia farlo), e che non si risolve colpevolizzando chi ne fa uso per svariati motivi, ma intensificando gli aiuti e l'assistenza alle donne che hanno appena partorito. riguardo alla libertà di scelta, è importante che la scelta ci possa essere, il punto è che le donne oggi non sono quasi mai davvero libere di scegliere nè sull'allattamento nè su tante altre cose.

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Le discussioni mi piacciono: dimmi come la pensi. I commenti anonimi però non sono accettati.

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