martedì 29 maggio 2012

Heidi, Heidi...

... ti sorridono i moonti, le caprette ti fanno ciao...

Un'altra storia della mia infanzia è stata proposta in casa. Si tratta di Heidi. Ricordo che guardavo la serie in TV con la mia mamma ed avevo più o meno la stessa età del cucciolo. Ci piaceva tantissimo. Come è successo con Pippi Calzelunghe, rivederlo oggi comporta uno sguardo sulle cose e un'analisi completamente diversi - ovviamente - rispetto a quando ero bambina.
Anche in questo caso la storia è tratta da un http://it.wikipedia.org/wiki/Heidi romanzo pubblicato nel 1880 e ambientato fra Svizzera e Germania intorno alla fine del 1800. La storia è straconosciuta: la piccola svizzera orfana che viene affidata dalla giovane zia al nonno, un uomo burbero e solitario che vive in una baita isolata nelle montagne, e successivamente portata dalla stessa zia a Francoforte dove la bambina soffrirà di nostalgia per le sue montagne. Ora, da piccola l'impressione era - perchè il cartone animato aveva dato questo "taglio" alla storia, il romanzo originale non lo so perchè non l'ho letto - che la zia era opportunista e superficiale, le interessavano solo i soldi e la bella vita (frivola e vanesia, oltre che grigia) di città, mentre in montagna vivevano persone vere, sentimenti sinceri e una natura meravigliosa che era di per se sufficiente. Oggi sinceramente non la vedo più così... anzi simpatizzo per la zia, che per necessità lascia la bambina al nonno, aveva bisogno di lavorare e non poteva occuparsi della nipotina ma appena può trova il modo di offrirle una possibilità.

lunedì 28 maggio 2012

Testimoni di Geova

Ai nostri tempi se non ricordo male l'ora di religione entrava a far parte dei normali programmi a partire dalla scuola media. Fra una preghiera imparata a memoria e la lettura di un pezzo di Vangelo ricordo un ciclo di lezioni sull'aborto, in cui fra le altre cose la professoressa ci lesse la descrizione (chiaramente molto romanzata) di ciò che avveniva al feto durante un aborto. Chiaramente tutto questo era finalizzato a creare orrore in noi - poco più che bambini - e a mostrare quanto crudeli fossero i medici che svolgevano questo tipo di lavoro (il loro lavoro, aggiungerei io). Ovviamente la prevenzione non si fa con l'educazione sessuale, ma con il terrore ed i sensi di colpa. Ricordo anche un'altra lezione, guardacaso sono gli unici ricordi di quel corso (insieme a quella volta che la professoressa disse "Deo Gratias" e un alunno le disse "complimenti per lo spagnolo, prof!" :-D), in cui si parlava dei Testimoni di Geova e si commentava con raccapriccio e scandalo la loro avversione alle trasfusioni di sangue. Leggendo di marce per la vita, girotondi degli antiabortisti sotto gli ospedali, obiezioni di coscienza che stanno di fatto negando l'applicazione di un diritto sancito da una legge dello stato in molti ospedali italiani, mi chiedo cosa penserebbero gli italiani se un giorno i Testimoni di Geova marciassero, o stazionassero sotto gli ospedali, cercando di impedire le trasfusioni di sangue. Per quanto mi riguarda non ci sarebbe molta differenza. 

venerdì 25 maggio 2012

Il compagno cinese

Come accennavo in un precedente post, il mio cucciolo ha un compagno di classe cinese. Sono molto amici, e giocano molto insieme. Cosa si dicano e come comunichino nessuno lo sa, perchè quel bambino non parla una parola di italiano. Io però li ho visti più di una volta giocare insieme e l'impressione è che si intendano a meraviglia. Le maestre vedendoli spesso insieme speravano che quel bimbo potesse imparare l'italiano (mio figlio è un gran chiacchierone e ha sempre parlato molto bene - adesso usa i congiuntivi molto meglio del romano medio, per esempio). Un giorno però hanno capito che in realtà era il mio cucciolo che stava imparando il cinese (e di questi tempi potrebbe sempre essere una risorsa!). I suoi genitori anche non parlano italiano, le maestre comunicano con loro a gesti e indicandogli parole sul dizionario. Per questo con i genitori non si parla mai, e il bambino è molto timido e silenzioso con gli adulti. Provo ogni volta che lo vedo a sorridergli e dirgli qualcosa, ma lui o fa finta di non vedermi, si gira dall'altra parte, non sorride mai. Penso a quanto possa essere in soggezione un bambino con un adulto che gli dice delle cose che lui non capisce e a cui non può rispondere. Penso anche al fatto che con i genitori non si possa comunicare, non si può scambiare due chiacchiere come con gli altri. E mi vengono in mente tante cose che si dicono sui cinesi, che non si vogliono integrare, che sono strani, che sono chiusi e si frequentano solo fra di loro. Sto vedendo con i miei occhi che non è facile integrarsi, se la lingua è un ostacolo, se non hai davvero nessun punto in comune per comunicare con le persone del posto in cui ti sei trasferito. Se poi aggiungi che ci sono genitori che difficilmente ti rivolgono la parola se vieni da un'altra città italiana perchè usano molto il dialetto, e non ti salutano nemmeno quando li incontri... non è un caso se si fa più facilmente amicizia fra noi che veniamo da fuori. 

sabato 19 maggio 2012

Il vero scienziato

Ogni tanto capita di scoprire che una persona che conosci poco, ma che ti capita di incontrare spesso (genitori di compagni di scuola dei tuoi figli, per esempio), sia un appassionato di pseudoscienze e che ha il suo nurizionista naturopata di fiducia che lo ha indottrinato sui mali della nostra civiltà contemporanea, sulla cattiveria della medicina ufficiale, su quanto ci siamo discostati da una natura bella e buona che vorrebbe che ci comportassimo in maniera completamente diversa mentre noi chissà perchè ci siamo evoluti in maniera totalmente opposta (e secondo lui sbagliata). Ovviamente la scienza ufficiale è piegata e sottomessa alle lobby delle multinazionali mentre i loro naturopati nutrizionisti sono dei benefattori che non hanno nessun interesse economico a divulgare le loro teorie complottistiche, a trovare intolleranze alimentari a go go per le quali è assolutamente necessaria una dieta depurativa, e via dicendo. Mi trovo immersa in una conversazione surreale, alla quale non riesco a sottrarmi perchè è più forte di me: non ce la faccio ad annuire, proprio non ci riesco. Devo in qualche modo dirgli che io non la penso come lui/lei, sono un fisico (per giunta sanitario - ne so qualcosa di radiazioni, statistica medica, tecnologie biomediche) e a quelle storie proprio non credo. Cerco di essere gentile, di non esagerare, ma qualche volta proprio non mi trattengo.

venerdì 18 maggio 2012

Le mie informatrici

Alla scuola del cucciolo conosco sempre meglio i compagni di classe, e inizio ad individuarne le differenze di carattere e le peculiarità. Sono tutti bambini simpatici e dolci, ognuno a modo suo. Fra i miei preferiti ci sono due bimbe, due gemelline, che hanno una capacità eccezionale di osservare - ricordare - riportare ciò che avviene. In effetti più di una volta le ho viste fare la spia, con la maestra (e si sono infatti beccate un "si ma tu fatti gli affari tuoi"), o con le mamme. Spesso quando ci tratteniamo nel giardino della scuola vengono da me o da altre mamme a dire: "guarda che tuo figlio sta facendo questo e quest'altro". E' incredibile come non gli sfugga nulla. Il mio cucciolo invece raramente racconta qualcosa, o meglio lo fa quando vuole lui, non quando è interrogato. Se gli chiedi com'è andata a scuola ti risponde "bene", e finisce là. Magari poi in tutt'altro momento, quando meno te l'aspetti, arriva e fa "mamma, sai, quel bambino ha fatto questo", e ovviamente mentre ti dice questa cosa dà per scontate delle cose che tu non sai e fai fatica a ricostruire.

venerdì 11 maggio 2012

Storie al contrario e barzellette

Le storie al cucciolo piacciono molto e vorrebbe che se ne raccontassero all'infinito. Siccome alla centesima volta che mi tocca raccontare la stessa storia, specie se non è proprio una storia particolarmente articolata, mi stufo un po', a volte propongo delle varianti. E così abbiamo inventato "Cappuccetto Rosso al contrario", una versione in chiave moderna della versione classica, in cui non è la nonna malata, ma Cappuccetto ad avere l'influenza e la sua mamma deve andare a lavorare, quindi chiama la nonna per tenerle compagnia. E così il lupo mangia Cappuccetto per prima, e si mette il suo pigiamino invece che la camicia da notte e la cuffia della nonna. E a questo punto scatta una domanda a cui da piccola non avevo mai pensato, ma che da adulta non posso fare a meno di pormi: la camicia da notte il lupo la toglie alla nonna prima di mangiarsela, oppure ne cerca una nuova nell'armadio? Secondo il Cucciolo la toglie alla nonna, dunque quando arriva il cacciatore che apre la pancia del lupo la nonna esce fuori in mutande...
E poi ho introdotto la prima barzelletta, quella del "Fantasma Formaggino". Gli piace da matti e ci facciamo un sacco di risate ogni volta (va raccontata minimo 10 volte di seguito). Il piccolino ci guarda ridere dal suo seggiolone e ride a crepapelle anche lui. E io se devo essere sincera rido nel vedere loro ridere, piuttosto che per la barzelletta.

giovedì 10 maggio 2012

Occhi di stella

Continuano i nostri pomeriggi nel giardino della scuola: dopo il lavoro armata di passeggino con fratello minore a bordo, vado a prendere il cucciolo alla scuola materna. Come ho già raccontato, spesso ci si trattiene un'oretta a mangiare banane fare merenda e giocare con alcuni compagni per lui, per me fare due chiacchiere con altre mamme. Il piccolino è sempre più curioso e si guarda intorno, sta buonissimo perchè non c'è niente di meglio che avere dei bimbi grandi da osservare. A sua volta attira la curiosità di quegli stessi bimbi grandi, che cercano anche di coinvolgerlo per esempio mettendogli in mano biscotti o porgendogli giocattoli. C'è poi un gruppo di bambine che si accumulano sempre intorno al passeggino in ammirazione di questo bambolotto in carne ed ossa. In genere lo accarezzano con delle manine sporche che più sporche non si può, un misto di terra e residui di cibo, e parlottano tra di loro mentre il cucciolo tutto fiero dice loro che lui è il suo fratellino, come si chiama, ecc. Ieri sento una bimba che dice all'altra: "Sai, io ogni volta che viene la mamma di Cucciolo vado a vederlo perchè lui ha gli occhi di stella". Effettivamente ha degli occhioni molto luminosi, inizialmente li aveva più chiari mentre ora stanno diventando sempre più scuri, come quelli del fratello, e non saprei come spiegarlo ma hanno molti riflessi. La definizione di questa bimba oltre ad essere molto calzante, è il più bel complimento che gli abbiano mai fatto.
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