giovedì 5 aprile 2012

Una trappola? Non mi sembra...

Ieri sera leggevo questo articolo sull'Unità online:

si parla di riforma del mercato del lavoro, e di «interventi per una maggiore inclusione delle donne nella vita economica». Sicuramente la manovra non è perfetta, sicuramente ci sono proposte poco efficaci, ingiuste, sbagliate. Non sto qua a discuterle perchè non conosco bene l'argomento e non mi sento di esprimere pareri su articolo 18 e compagnia.
Di maternità e lavoro invece penso di saperne qualcosa, e questo articolo non mi è piaciuto per niente.
Dopo aver scritto che la manovra per evitare le dimissioni in bianco è convincente (e meno male!), si passa a criticare la proposta di congedo obbligatorio per i papà: si tratta di "3 giorni retribuiti che il padre lavoratore deve obbligatoriamente prendere al momento della nascita o entro i 5 mesi successivi". Ora, sappiamo tutti che 3 giorni sono pochi e che non cambieranno molto nell'organizzazione familiare. Ma è un passo avanti, un tentativo che nessuno prima aveva fatto. Io non ci sputerei tanto sopra. Soprattutto non mi metterei a criticare il fatto che siano obbligatori. Secondo chi scrive infatti dovrebbero essere "riconosciuti come diritto e non come obbligo"... ma insomma, l'idea importante è proprio che siano obbligatori, cioè che obblighino i padri a stare a casa e i datori di lavoro a non storcere il naso, se sono facoltativi non serve a niente.
Quello che però mi irrita di più è la polemica successiva, vero punto cruciale dell'articolo:
"Il secondo punto è preoccupante: ha come obiettivo quello di spingere la madre lavoratrice a tornare subito al lavoro, quando il figlio ha da 3 a 4 mesi, ottenendo in cambio, per 11 mesi, un generico voucher per una baby-sitter individualmente scelta."
A parte il fatto che l'articolo non spiega in cosa consista questo voucher: ti rimborsano interamente lo stipendio della baby sitter, o solo in parte? Non puoi scrivere un articolo di critica e non spiegare con precisione cosa stai contestando. Premesso questo, il resto dell'articolo è davvero deprimente. E dire che stiamo parlando di un giornale "di sinistra". Una volta a sinistra c'erano i progressisti, quelli che volevano le pari opportunità, quelli che dicevano che una donna non è solo una vacca sfornafigli che deve stare a casa. Oggi sinceramente non ci capisco più niente, quelli di sinistra mi sembrano essere fortemente conservatori e, a modo loro, bigotti.
Io trovo che la proposta di scambiare il congedo parentale con un rimborso della baby sitter, se è una scelta, sia un'ottima proposta. Io sono tornata a lavorare che mio figlio aveva 4 mesi, perchè ho l'asilo aziendale e ho molto apprezzato questa possibilità. Conosco molte donne che dopo la maternità obbligatoria hanno preso tutti i mesi di congedo parentale perchè non sapevano a chi lasciare il figlio e pagare una baby sitter o un asilo sarebbe costato più di quel 70% di stipendio in meno. Offrire la possibilità di scegliere mi sembra molto positivo. Del resto le dimissioni in bianco e le discriminazioni di vario tipo (contratti a termine, preferire l'assunzione di un uomo...) ai danni delle donne sono dovuti anche al fatto che molte donne appena restano incinte stanno a casa e non si fanno vive anche per 2 anni. Lasciare aperta la possibilità di tornare a lavorare dopo pochi mesi dal parto è senz'altro un incentivo all'occupazione femminile. Chi vorrebbe le donne a casa per un anno ogni volta che hanno un figlio, le sta automaticamente tagliando fuori dal mercato del lavoro.
Oltretutto una legge del genere alleggerirebbe anche tante nonne, perchè si sa che la maggiorparte delle donne che per vari motivi tornano presto al lavoro i figli, li lasciano alla nonna.

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10 commenti:

  1. questo obbligherebbe le bay sitter a dichiarae il reddito. 2 piccioni con una fava!

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  2. in effetti... anche questo un punto a favore!

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  3. Preoccupante? Direi allucinante! Così sì, che la donna è un'animale sfornafigli, li fa e li da da allevare ad altri, tipo 1984. Ma al benessere dei figli ci pensano? Una mamma è così facilmente sostituibile da una estranea qualunque? Veramente triste.

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  4. Meglio allora schiavizzare le nonne? Oppure fare la casalinga anni 50?

    Nessuno costringe ad rinunciare al congedo, resta comunque una scelta della famiglia, se il voucher non ti interessa nulla cambia. Non mi risulta poi che affidare dei bambini per ALCUNE ore al giorno sia un fattore di rischio per la loro salute, e chiedere la collaborazione di persone qualificate come baby sitter o educatrici non vuol dire "farli allevare" da altri. Nessuno sostituisce la mamma, ma la aiuta.

    Io sono tornata a lavorare entrambe le volte che i miei figli avevano 4 mesi, non mi sono mai sentita una macchina sfornafigli, mi ci sarei sentita se fossi rimasta a casa. Le mie competenze vanno ben al di là del cambiare pannolini e preparare pappine, non vedo cosa ci sia di male se per 6 ore al giorno (questo è l'orario lavorativo previsto x legge a chi ha un figlio al di sotto dei 12 mesi) ho anche una vita sociale e professionale indipendente dai miei figli.

    Chi pensa che sia sbagliato tornare al lavoro prima che il figlio abbia compiuto un anno lo faccia pure, ma che non si lamenti poi se al suo ritorno trova che qualcun altro ha occupato la sua scrivania!

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  5. Aiuto va bene, qualche ora va bene, lasciare i bambini per otto/ dieci ore, non ce la farei. Comunque non mi sento una "caslinga anni 50", sono laureata, ho lavorato per anni, ho tanti interessi, ho solo scelto di stare con i miei bambini e credo, che bisognerebbe aiutare le mamme che lavorano, ma anche quelle che scelgono di stare a casa (che non è più comodo e facile).

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  6. fino a un anno di età (periodo preso in considerazione dalla legge di cui si parla) hai diritto a un orario ridotto di 2 ore in meno. quindi da 8 diventano 6. nessuno parlava di te, nessuno dice che sia più facile stare a casa, io per esempio non ce la farei. dico solo che se hai la necessità o volontà di lavorare ben venga un aiuto. anche per far si che qualunque sia la scelta (lavorare o stare a casa) sia davvero una libera scelta. io di libere scelte sinceramente non ne ho mai viste, sicuramente tu avrai i tuoi buoni motivi, ma personalmente conosco tante tante mamme che se potessero lavorerebbero ma per come stanno le cose per loro lavorare è proibitivo (o un lusso?).

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  7. Anche io, se mi avessero dato il part time a 4 ore, come avevo chiesto, avrei continuato a lavorare. Quello che mi da fastidio è l'idea, che tutte le donne debbano e vogliano lavorare e che l'unico problema sia dove lasciare i bambini, ma non si parla mai del benessere e dei problemi dei bambini. Io credo, che debbano stare il più possibile con la mamma, ma è la mia idea, non voglio far polemica.

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  8. alla fine, mi sembra che la pensiamo allo stesso modo anche se partiamo da punti di vista differenti: bisognerebbe fare in modo che il mondo del lavoro fosse accessibile alle mamme ma in maniera da conciliare il lavoro con la famiglia. se scrivi che avresti voluto il part-time ma non te l'hanno dato, allora neanche la tua è stata una libera scelta. sul dove lasciare i bambini, io penso che un asilo nido (magari per sole 4 ore al giorno) sarebbe utile anche alle mamme che stanno a casa, magari dopo l'anno di età, e farebbe molto bene ai bambini. dovrebbe essere un diritto per tutti come la scuola materna. non si tratta di avere un posto dove parcheggiare i bambini, ma di avere qualcuno/una struttura che si occupa di loro con competenza e professionalità. a mio parere i nonni devono fare i nonni e non gli educatori. i bambini hanno bisogno di avere contatti con altre persone che non siano solo i familiari, di stare con i coetanei, di essere resi autonomi compatibilmente all'età che hanno - cosa che non tutte le mamme e le nonne sono in grado di fare in quanto emotivamente coinvolte. questo non lo dico io ma la pedagogia. ripeto, non si tratta di abbandonare un bambino a se stesso, ma lasciarlo per alcune ore al giorno con persone competenti. stare il più possibile con la mamma non vuol dire ESCLUSIVAMENTE con la mamma. e la mamma deve essere libera di passare del tempo lontano da casa senza figli al seguito, che sia per lavoro o per andare dal medico o perchè no, dal parrucchiere... comunque il discorso di partenza era una legge che permette più scelta alle mamme. le mamme che lasciano figli piccoli a casa per andare al lavoro ci sono e ci saranno sempre, questa legge non cambierà le cose, le aiuterà solo un po' di più da un punto di vista economico e alleggerirà il lavoro delle nonne.

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  9. Sarebbe bello, che ci fosse un contributo anche per la mamma, che seglie di stare a casa.
    Sono d'accordo sul ruolo dei nonni e aggiungo, che anche loro dovrebbero potersi godere la vecchiaia tranquilli.
    Personalmente però non potrei mai lasciare i miei figli con una baby sitter e non rinuncerei mai a godermeli e vederli crescere.

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  10. secondo me c'è un equivoco di fondo... io i miei figli me li godo e li vedo crescere... è questo che mi dà fastidio quando si contrappongono le donne che lavorano e le donne che stanno a casa! sembra che andando a lavorare mi dimentico dei miei figli... non è assolutamente vero e se leggi alcune pagine del mio blog vedrai che passo con loro moltissimo tempo, li porto al parco giochi, gioco con loro, gli leggo dei libri, vedo con loro dei film, facciamo i dolci, andiamo in piscina, facciamo viaggi e gite, organizziamo pranzi con gli amici... tutto quello che fanno le altre mamme. solo devo organizzarmi meglio con gli orari. ma se consideri che non devo fare le pulizie o stirare perchè c'è qualcuno che lo fa per me, il pomeriggio da quando esco dal lavoro fino a che non vanno a dormire è tutto dedicato a loro, e sono serena, loro mi vedono serena, mio marito mi vede serena. l'importante è trovare un equilibrio e si, un datore di lavoro che ti venga incontro e non ti faccia scontare - per esempio - i giorni di lavoro che perdi quando tuo figlio sta male o i permessi che ti prendi quando devi andare alla festa della scuola.

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