giovedì 26 aprile 2012

Difficoltà

Il mio piccolino ha compiuto 7 mesi 3 giorni fa. Sono rientrata al lavoro da ormai quasi 3 mesi. Eppure è ancora faticoso, riprendere e recuperare ciò che è successo mentre io ero a casa, trovare la concentrazione giusta per essere efficienti come prima. Sono stata 6 mesi a casa, da agosto fino a febbraio. Nel frattempo alcune cose sono cambiate, com'è normale, e anche su ciò di cui mi occupo personalmente qualcuno è andato avanti senza di me. Capita che un collega venga da me a chiedermi chiarimenti su un documento di cui io non ricordo il contenuto, e mi si chieda: "ma come non l'hai scritto tu?"; e io penso: "si, certo l'ho scritto io, ma prima dell'estate, prima di passare 6 mesi in quarantena, e poi mentre io non c'ero è stato modificato, diviso in più parti, il titolo cambiato e il contenuto utilizzato per scrivere un altro documento, e in realtà alla luce delle ultime modifiche non è che  vada poi così tanto bene, andrebbe integrato o corretto...".
Ma vaglielo a spiegare, lo sanno tutti che sono stata 6 mesi a casa, ma solo chi è stato in maternità può capirti davvero. E' difficile riprendere le fila del discorso, recuperare informazioni che ti arrivano sempre a spezzoni da una parte all'altra e cercare di far quadrare tutto per capire cosa davvero devi fare, fare mente locale, unire insieme i pezzi di un puzzle che avevi cominciato mesi prima e che qualcuno ha cercato di continuare mentre tu non c'eri per poi rimettertelo in mano e dirti: "ecco, finisci tu". ma tu non ti ricordi nemmeno dove li avevi lasciati i pezzi mancanti, e qual'è la figura che alla fine ti aspetti di ottenere.

Davvero mi chiedo come fanno quelle donne che, come se niente fosse e senza nessun senso di colpa o gelosia per il proprio lavoro, stanno a casa uno o due anni per ogni figlio. Come fanno a tornare e ricominciare, come fanno a lamentarsi se nel frattempo qualcun altro le ha sostituite, e soprattutto come fanno a riprendere in mano la situazione senza sentire che qualcosa sfugge e si riuscirà a recuperare con molta difficoltà.

E' certo una delle tante sfide che le mamme lavoratrici devono sostenere, e che portano a maturare quelle skills che ci contraddistinguono e di cui si parla nel libro di K. Ellison.
Speriamo. Intanto, tengo duro. Perchè la mia vita mi piace così.

16 commenti:

  1. Vero, la parola giusta è solidarietà. Ce ne vorrebbe tra persone in generale. Purtroppo capita spesso che questo non avvenga. Ce ne vorrebbe almeno tra persone che hanno figli. E questo di solito avviene più spesso. Perché sono quelle cose per le quali "niente è come prima" e "se non lo provi non lo puoi capire".
    Posso solo immaginare quello che stai provando, io da padre non sono stato così tanto assente dal lavoro. Ma le assenze sono più di prima, se a qualche capo viene qualche idea urgente quando sta a me andare a prendere mia figlia al nido devo passare la palla a qualcun altro, non posso dare più certe garanzie.
    In realtà, qualcuno mi ha insegnato che l'uso dei verbi è molto importante, non voglio (e non "non posso") io dare più quelle garanzie. Perché voglio anche altro, ovvero crescere con mia figlia. Ma voglio anche realizzarmi nel mio lavoro. E anche questa è una grande sfida.
    Perché se come dice la famosa canzone "This is a man's world", sul lavoro sembra essere per uomini che non vogliono fare i padri.

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  2. quello che scrivi tu mostra un po' l'altra faccia della medaglia: le donne devono lottare per dimostrare che hanno bisogno - e possono, se le condizioni al contorno lo permettono - di conciliare famiglia e lavoro, e che è lecito e legittimo volere gratificazione e soddisfazione anche nel lavoro come nella famglia, e soprattutto che non si è delle mamme crudeli se si vuole una vita sociale e lavorativa lontano dai figli per alcune ore al giorno; per i padri è difficile rivendicare il diritto di volere soddisfazione e gratificazione anche nella famiglia, oltre che nel lavoro, che si può essere efficienti e produttivi anche se si va a prendere i figli all'asilo, o se si chiede qualche mese di congedo parentale. è chiaro che niente può cambiare se le donne che lavorano sono la minoranza, perchè spesso negli uffici si lavora fino a tardi perchè tanto gli uomini hanno tutti la mogliettina a casa che gli prepara da mangiare e mette a letto i bambini.
    detto questo, io proprio non posso lamentarmi dell'ambiente in cui lavoro: ho l'asilo aziendale, un capo che è molto esigente ma non ti fa mai pesare se resti un giorno a casa perchè hai il bambino malato o la festa a scuola (non so però se farebbe lo stesso con i miei colleghi uomini!), i colleghi - in maggioranza uomini e senza figli - anche sono molto gentili e non mi hanno mai fatto pesare il fatto che vado via 3 ore prima di loro (ho ancora l'allattamento) e anzi cercano sempre di venirmi incontro per conciliare i miei orari con i loro. le difficoltà quindi ci sono esclusivamente perchè E' DIFFICILE rientrare dopo 6 mesi, lavorare avendo da gestire 2 bambini magari dopo essersi svegliati spesso la notte perchè hanno deciso di farsi venire entrambi il raffreddore. e tutte queste difficoltà chi non ci è passato magari le capisce pure se glielo spieghi, ma certo non ci pensa da solo. tutti vanno per la loro strada e certo non stanno a dire "ah poverina è mancata 6 mesi diamole tempo di rimettersi in pari" perchè mentre io ero a casa il mondo è andato avanti e sono io che devo rimettermi in carreggiata. ecco perchè non capisco come si fa a stare a casa 1 o 2 anni (ne conosco tante), se lo fai evidentemente il tuo lavoro per te non è importante e non lo vedi come una responsabilità. io penso che sia anche inutile piangersi addosso e parlarne con i colleghi, non tanto perchè non capirebbero, quanto perchè nel lavoro bisogna solo rimboccarsi le maniche ed andare avanti. speriamo bene!

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  3. Ciao, capisco il senso di disagio che si prova a rientrare a lavoro dopo sei mesi, pensa che io non avendo altro modo rientreró in ufficio a settembre quando il mio cucciolo avrà 8 mesi e comincerà il nido, io peró non ho tanta paura sul cosa troverò, ma più che altro mi spaventa il riuscire ad organizzare la vita " lavorativa" con due figli. Spero tanto di farcela.
    Peccato mi piacerebbe sapere un po' più di te, alla prossima .

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  4. si è faticoso organizzarsi con 2 figli. io però per varie coincidenze se vogliamo sono riuscita a organizzarmi meglio quest'anno degli anni scorsi in cui ne avevo uno, perchè il grande fino all'anno scorso frequentava un nido lontano da casa e dal mio lavoro (negli anni sono cambiate diverse cose, ho lavorato in posti diversi e l'asilo scelto non era più comodo come quando ha iniziato... ma ormai era inserito lì), quest'anno ho la scuola materna sotto casa e il nido aziendale, davvero una svolta. come saprai già anche tu l'organizzazione deve essere impeccabile e non si può lasciare niente al caso, tutto deve rientrare perfettamente negli orari e nelle distanze... altrimenti impazzisci! però tornare al lavoro ti fa anche prendere una boccata d'aria, respirare un po' di ossigeno in un mondo di adulti e per me è vitale. cosa vorresti sapere di me? mi piace rimanere anonima ma racconto molto della mia vita in questo blog... chiedimi pure ;-) o scrivimi cosmicmummy@gmail.com
    PS: ce la farai, vedrai! se ce l'hai fatta con 1 ce la farai anche con 2!!!

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  5. Perchè dici in quarantena? Avere un bambino non è mica una malattia!

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  6. è un modo di dire, sinceramente non avevo pensato al significato originario che è collegato alle malattie... sorry!

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  7. Come ho letto più sopra, c'è l'altra faccia della medaglia e ci sono scelte che vanno fatte in un modo o in un altro.

    Se non ti spiace ti parafraso:

    "Il mio piccolino ha compiuto 7 mesi 3 giorni fa. Sono rientrata al lavoro da ormai quasi 3 mesi. Eppure è ancora faticoso, riprendere e recuperare ciò che è successo mentre io ero a lavoro, trovare la concentrazione giusta per essere efficienti come prima. Sono stata 6 ore fuori, dalle 9 fino alle 3. Nel frattempo alcune cose sono cambiate, com'è normale, e anche su ciò di cui mi occupo personalmente i miei figli sono andati avanti senza di me. Capita che un figlio venga da me a chiedermi chiarimenti su un qualcosa di cui io non ricordo il contenuto, e mi si chieda: "ma come non l'hai fatto tu?"; e io penso: "si, certo l'ho fatto io, ma prima, prima di passare 6 ore in quarantena, e poi mentre io non c'ero è stato modificato, diviso in più parti, il titolo cambiato e il contenuto utilizzato per scrivere un altro documento, e in realtà alla luce delle ultime modifiche non è che vada poi così tanto bene, andrebbe integrato o corretto...".
    Ma vaglielo a spiegare, lo sanno tutti che sono stata 6 ore a lavoro, ma solo chi è genitore e lavora può capirti davvero. E' difficile riprendere le fila del discorso, recuperare informazioni che ti arrivano sempre a spezzoni da una parte all'altra e cercare di far quadrare tutto per capire cosa davvero devi fare, fare mente locale, unire insieme i pezzi di un puzzle che avevi cominciato giorni prima e che qualcuno ha cercato di continuare mentre tu non c'eri per poi rimettertelo in mano e dirti: "ecco, finisci tu". ma tu non ti ricordi nemmeno dove li avevi lasciati i pezzi mancanti, e qual'è la figura che alla fine ti aspetti di ottenere."

    Insomma... si è capito quello che voglio dire... è tutta una questione di scelte.

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  8. si, e anche di punti di vista. è vero che quando sei al lavoro la vita dei tuoi figli va avanti senza di te, quando sei a casa la vita del lavoro va avanti senza di te. però per quanto mi riguarda trovo che questo sia più sano, avere 2 cose parallele di cui occuparsi e poter staccare da entrambe. la cosa più difficile è trovare l'equilibrio e le energie, per il resto i figli se passano qualche ora con altre persone non potranno che avere giovamento e trovare nuovi stimoli, il lavoro è semplicemente lavoro. io non potrei vivere nè di sola famiglia, nè di solo lavoro. forse mi stanco di più ma quei mesi che sono stata disoccupata, anni fa, quando il mio primo figlio era piccolo, non ero felice, e il mio rapporto con mio figlio non era migliore, anzi.
    comunque mi è capitato di mancare dal lavoro per 6 mesi causa maternità, non mi capiterà mai (per fortuna!) di mancare 6 mesi da casa per lavoro.

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  9. ti capisco e mi sono trovata molto in difficoltà a riprendere in mano la situazione lavorativa dopo essermi assentata per 11 mesi dall'ufficio, i 5 obbligatori e i 6 facoltativi. è andata così per entrambe le maternità.
    è una fatica, non solo riprendere il discorso da dove l'hai lasciato, ma anche recuperare l'attenzione, la concentrazione, la dinamicità... e gli altri non ti capiscono, sei costretta a salire a bordo di una ferrari in corsa e gli altri che fanno? accelerano e ti fanno pure sbandare.

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  10. per me comunque è stato importante (e bello) stare a casa con i miei due bambini per il tempo ritenuto necessario (i loro 9 mesi) e lo rifarei. per tornare in pista ci vuole qualche mese, ma poi cosmic si torna anche migliori di prima! Fidati! :)
    Francesca

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  11. si ma io sono convinta che sia giusto avere la possibilità di rimanere a casa anche qualche mese in più dopo la maternità obbligatoria... alla fine anche il momento in cui ci si sente pronti è individuale. certo a tutto c'è un limite e dipende sempre da che lavoro fai. si sono sicra che piano piano tutto torna a posto e anzi, avere dei figli ti dà una marcia in più ;-) e comunque anche la scusa per staccare quando al lavoro qualcosa non va, fisicamente e con la testa. è molto più sano avere qualcosa che a una certa ora ti fa andare via e ti distrae (che siano i figli o il cane o qualunque altra cosa) piuttosto che stare al lavoro fino alle 8 di sera a roderti il fegato. non so, ma a me la maternità ha dato un atteggiamento molto più maturo e positivo anche verso il mio rapporto con il lavoro.

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  12. "senza nessun senso di colpa per il proprio lavoro": sinceramente non vedo perché una donna dovrebbe sentirsi in colpa se sta in maternità a seguire suo figlio..e non credo neanche che la persona che ti sostituisce durante la maternità abbia il diritto di farti le scarpe e cercare di ostacolarti al tuo ritorno!(io son stata via 10 mesi e ho dovuto affrontare un rientro terribile)
    Penso abbia ragione Babbonline quando dice che ci vorrebbe più solidarietà: sia verso chi vuole rientrare presto al lavoro, sia verso chi preferisce stare più tempo col figlio.

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  13. si, sono d'accordo. però la realtà dei fatti ci pone spesso di fronte a delle situazioni indipendentemente dalla solidarietà o meno dei colleghi. stare via 10 mesi è una cosa, stare via 2 anni un'altra. premesso che è comunque legittimo stare a casa anche 2 anni se se ne ha la possibilità, sono senz'altro per la libertà di scelta, non puoi pensare che dopo 2 anni di assenza torni ed è tutto come lo avevi lasciato. non lo è dopo 6 mesi... è ovvio che nel frattempo è stato assunto qualcuno al posto tuo, e se quella persona ha lavorato bene 2 anni, anche se non vuole farti le scarpe, ha raggiunto un'esperienza e una familiarità tale con quel lavoro che forse è davvero migliore di te. e vedila dal suo punto di vista: "torna questa fresca fresca dopo 2 anni che è stata a casa e pretende di riprendersi un lavoro che nel frattempo è diventato il mio?". il mio primo lavoro era una sostituzione di maternità. non ho fatto le scarpe a nessuno, la collega che sostituivo è oggi una delle mie più care amiche, alla scadenza del contratto sono stata salutata e arrivederci e grazie. ma lei è stata via in tutto 8 mesi, non potevo io in 8 mesi prendere il posto di una persona che aveva 3 anni di esperienza. questo succede, ovviamente, in un ambiente lavorativo serio e onesto. ho amiche che al 3 mese si sono messe in maternità anticipata anche se non hanno davvero nessun motivo per farlo, poi usano tutti i congedi parentali e le ferie accumulate e se ti fai 2 conti si arriva tranquillamente a 2 anni. poi dopo alcuni mesi dalla ripresa del lavoro sono di nuovo incinte e si ricomincia. questo ti assicuro è molto frequente, specie nel pubblico, ci sono davvero donne che lavorano si e no 2 mesi in 4 anni: per me è approfittarsi della situazione rendendo quello che dovrebbe essere un diritto, un privilegio visto che con un co co pro è già tanto se ha i 5 mesi obbligatori pagati. e vuol dire anche che per te il lavoro non è importante, lo fai solo per portare a casa uno stipendio, il che può andar bene per un lavoro logorante, faticoso e poco qualificato, ma per una che fa il medico, la psicologa, l'insegnante dopo anni di studio per laurea e specializzazione, sinceramente lo trovo molto triste. poi ripeto, ognuno fa ciò che vuole, le mie sono opinioni molto personali senza la pretesa di voler spiegare a nessuno come va il mondo. vorrei anche aggiungere una cosa: quando è nato il mio primo figlio avevo un co co pro, se leggi vecchie pagine del mio blog potrai scoprire che non mi è ancora stata pagata la maternità, che sono successivamente stata disoccupata x 6 mesi, che mi sono assentata solo i 5 mesi obbligatori e meno male che sono stata bene e ho potuto lavorare fino all'8 mese. ricordo le mie compagne di corso preparto con contratti a tempo indeterminato che erano in maternità anticipata già da qualche mese, mentre io all'8 ancora lavoravo, quando il mio bambino ha compiuto i 4 mesi io sono tornata a lavorare, loro passavano la giornata a fare passeggiate con i passeggini, perchè tanto avevano il congedo parentale. quando i bambini hanno compiuto 1 anno ci siamo riviste e tutte erano tornate a lavorare e raccontavano come la loro vita fosse tornata alla normalità. io ero disoccupata. ora, senza nessun rancore verso queste mamme, che si erano semplicemente avvalse di un diritto e nessuno le biasima, ma la rabbia in quel momento era tanta. ora, a distanza di 3 anni posso dire che il tempo mi ha dato ragione, e che se ho un buon lavoro oggi è anche grazie al fatto che ho tenuto duro e sono tornata a lavorare presto, e non ho mai smesso di cercare un lavoro anche se avevo un bambino piccolo di cui occuparmi. tante al posto mio avrebbero detto "cosa torno a fare al lavoro per soli 5 mesi"... per poi ritrovarsi con i figli grandi e rendersi conto di aver perso il treno.

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    1. ah, beh, su quelle che se ne approfittano condivido in pieno: anche il mio Ciccio lavora in un negozio e si lamenta che certe commesse a fuoria di gravidanze stanno a casa anni..
      però io noto che gli stessi colleghi sul lavoro ti guardano male anche se chiedi di lavorare fino all'8° mese e rientri presto, giudicandoti una cattiva mamma per questo (senza porsi la minima domanda sulle più svariate motivazioni/necessità che una può avere): insomma, qualsiasi cosa faccia, mi sembra che una donna che voglia/debba fare la mamma E lavorare, sia sempre e comunque messa in difficoltà (di far carriera poi non se ne parla...da me è stata cassata la promozione di una partner perché, pur essendo brava e lavorando anche il weekend e la sera fino a tardi, "hai due figlie, in questo ruolo è meglio un uomo"!!!!)

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  14. si ma questa è una mentalità dura a morire specialmente in Italia. e purtroppo a veicolarla sono anche molte donne. è assurdo che per un uomo sia disonorevole non lavorare anche se la moglie guadagna benissimo, per una donna non solo è normale ma anche encomiabile stare a casa anche se il marito non guadagna bene.

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