giovedì 12 aprile 2012

Allattamento e svezzamento: novità

L'argomento mi interessa molto, avendo il mio piccolino 6 mesi e mezzo siamo nella piena fase "scoperta del cibo". Entrambi i miei figli sono stati allattati esclusivamente a richiesta per i primi 4 mesi, per poi iniziare ad assaggiare un po' di frutta. Sono tornata al lavoro in entrambi i casi che loro avevano 4 mesi, nel primo caso ero riuscita a mettere da parte una scorta di latte tale da riempire un'intero cassetto del freezer, in più riuscivo a tirarne dosi da 180 ml come se niente fosse, e quindi l'introduzione di alimenti diversi è stata molto lenta. Nel secondo caso, il latte tirato era poco, e si è iniziato presto con merende di frutta e pappe lattee. Nel primo caso il bimbo era a casa con una baby sitter, nel secondo si è scelto l'asilo nido aziendale. In entrambi i casi non si è mai forzato nessuno a mangiare: si è provato un assaggio, e il bambino ha gradito. In entrambi i casi si è provato l'assaggio della minestrina di verdure a quasi 6 mesi. In entrambi i casi lo si è fatto perchè il bambino era evidentemente affamato, in entrambi i casi la minestrina è stata spazzolata al primo assaggio; non ho sinceramente mai provato - fino ad ora - l'esperienza di un bambino che rifiuta il cibo o sputa la pastina (scene apocalittiche che mi erano state pronosticate da chi ha sempre il consiglio pronto). Il mio pediatra non ha mai fornito schemi particolari: solo la "ricetta" della minestra di verdure, per iniziare, e poi cibo libero da subito, sconsigliandoci fortemente alimenti confezionati per bambini come formaggini ed omogeneizzati. Abbiamo quindi cercato giorno per giorno di preparare qualcosa che andasse bene per tutti, ed eventualmente integrare con qualcosa di cucinato apposta per il neonato. Il mio primo figlio è stato allattato al seno fino ai 16 mesi. Il mio secondo lo sto ancora allattando.
L'OMS, si sa, consiglia l'allattamento esclusivo fino ai 6 mesi circa. Questa raccomandazione viene impugnata dai molti sostenitori dell'allattamento a oltranza, senza regole e senza limiti di tempo. Ho sempre pensato che le raccomandazioni OMS in questo caso facessero un po' troppo di tutta l'erba un fascio e si riferissero principalmente ai paesi del terzo mondo, dove è difficile persino trovare acqua potabile.
Le indicazioni del nostro ministero della salute invece, sono un po' più equilibrate e, per me, condivisibili: "Fra i 4 e i 6 mesi si potrà decidere caso per caso, ricordandosi però che il ricorso a cibi solidi dati con il cucchiaino piuttosto che al latte artificiale dato col biberon, interferisce meno con l’allattamento al seno. In altre parole, in alcuni casi lo svezzamento può essere anticipato fra il 4° e il 6° mese di vita."
Ma l'articolo più interessante l'ho letto in questi giorni, su Nature online: nuove evidenze sarebbero in contraddizione con le raccomandazioni OMS. Uno studio pubblicato su British Medical Journal suggerisce che per i neonati la cosa migliore è essere allattati esclusivamente fino a 4 mesi. Per esempio, secondo lo studio, bambini allattati esclusivamente fino a 6 mesi hanno un rischio più alto di sviluppare anemia, che è correlata a disturbi mentali, motori e psicosociali. L'allattamento esclusivo per 6 mesi è consigliabile in paesi poveri con alta morbilità e mortalità da infezioni.
Ora, non penso sia fondamentale capire chi ha ragione. Le conclusioni sono sicuramente la parte dell'articolo che condivido di più:
Cosa dovrebbero fare le madri?
L'introduzione di cibi solidi, secondo l'opinione degli autori, dovrebbe avvenire fra i 4 e i 6 mesi, continuando con l'allattamento, quando la madre sente che il suo bambino é pronto.

Non penso che questo articolo sia poi cosí rivoluzionario. Però spezza una lancia in favore di quelle mamme che scelgono di rendere un po' più autonomi i propri figli per poter tornare ad una vita normale, senza voler comprare latte artificiale (se posso dirlo, ho sempre il sospetto che le case produttrici ci marcino un po') e alternando il seno - quando mamma c'è - con altri cibi - quando mamma non c'è.

9 commenti:

  1. La mia pediatra mi ha fatto iniziare lo svezzamento per tutti e due a 4 mesi con la frutta a merenda. Ti prego, di non dimenticare, che ci sono mamme, che non hanno latte o ne hanno troppo poco. Per loro è d'obbligo il ricorso al latte artificiale.

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  2. certo, non era di quello che si stava parlando! a maggior ragione per loro alternare qualche poppata di latte artificiale con della frutta, se il bambino la gradisce, può essere un aiuto, no? il mio commento sul latte artificiale era riferito al fatto che se non riuscivo a tirare abbastanza latte e non gli avessi dato la frutta, avrei dovuto per forza ricorrere al latte artificiale... per un bambino di ormai quasi 5 mesi.

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  3. Della tetta taumaturgica non se ne può più, evviva il buon senso e evviva i sapori :)

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  4. Ciao CM,

    un paio di precisazioni su quanto dici: l'articolo che citi è stato (non sorprendentemente) attaccato da più parti, se non altro perché alcuni autori (compreso se non sbaglio il primo autore) ha o ha avuto legami con l'industria.
    Tra l'altro, le raccomandazioni OMS sono state redatte considerando, mi pare, 3000 studi diversi e valgono in generale, e non solo per il terzo mondo.

    Su cosa dare all'inizio dello svezzamento (indipendentemente dalla data d'inizio) la frutta mi sembra la cosa meno consigliata (anche se molto praticata in Italia) dato che ha un apporto nutritivo pari a quasi zero. Diciamo che se uno proprio deve, la frutta potrebbe andare bene se la fornitura di latte rimanesse costante vedendo la frutta come un di più.

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  5. ciao andrea,
    allora intanto distinguiamo ciò che ho scritto io da ciò che dice l'articolo. ho messo le due cose insieme ma in effetti sono scollegate. cioè io ho fatto le mie scelte consigliata dal mio pediatra e poi, qualche mese dopo ho letto questo articolo che non c'entra con lo svezzamento come lo intendo io, mi sembrava solo una lancia spezzata in favore di chi vorrebbe trovare un compromesso fra allattamento e ripresa di una vita normale.
    l'articolo è stato pubblicato su Nature, non ha la pretesa di rivoluzionare quanto dice l'OMS ma porre delle questioni su quanto una certa prescrizione sia da considerare "la Bibbia". ho letto (lo dicono sulla pagina di Nature) che ci sono state delle critiche, io sinceramente non vedo nessun incentivo nè a usare latte artificiale, nè a usare alimenti per bambini, dunque tutto questo conflitto di interessi non traspare. ora, è un articolo contro migliaia di studi come tu stesso mi hai detto, non penso e non ho mai pensato che debba essere preso in considerazione come "la rivoluzione" delle odierne conoscenze in materia.
    detto questo, perchè dici che la frutta ha apporto nutritivo pari a zero? contiene zuccheri e vitamine e sali minerali, se non sbaglio. certo non contiene proteine e ferro, siamo d'accordo. riguardo all'introduzione della frutta insieme al latte, è quello che ho fatto io inizialmente finchè ero a casa con lui. poi si è aggiunta la pappa lattea e quando ho dovuto lasciarlo per 6 ore era in grado di mangiare altre cose oltre al mio latte tirato. anche il ministero dice che se occorre prima dei 6 mesi è preferibile introdurre cibi con il cucchiaino, piuttosto che con il biberon, per non interferire con l'allattamento.

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  6. Sì, sono d'accordo con quanto dici.
    Puntualizzavo solo che (come MOLTI fanno) se togli la poppata per dare la frutta... beh, diciamo che puoi fare di meglio :)

    Volevo poi aggiungere al mio commento, ma mi sono scordato, che invece sono MOLTI gli studi che dicono che, ad esempio per evitare le allergie, gli alimenti (tutti) andrebbero introdotti dai 4-5 mesi fino ai 7-8 o giù di lì. C'è anche un position paper che viene usato come riferimento da molti (sta sul mio blog... poi se ti interessa ti do il riferimento) che si dilunga molto sull'opportunità o meno di iniziare prima o dopo. Vagliando le varie opzioni poi dice che è meglio (in media) aspettare i sei mesi. Comunque l'osservazione che volevo fare è che da parecchio ci sono quelli che dicono che ci sarebbero dei benefici nel cominciare verso i 5 mesi, ma questo si scontra con quello che potrebbe essere il disinteresse del bambino in quanto (in media) non è interessato a niente fino a verso 5-6 mesi. Conclusione: il consiglio generale è di aspettare.

    Non mi scorderò mai quando a BM facemmo provare, per scherzo più che altro, un cucchiaino d'acqua quando aveva 4,5 mesi. Fece una faccia neanche le avessimo messo in bocca il fiele con un ferro rovente :) Lei cominciò a 6 mesi, ma come spesso diciamo, ci siamo poi resi conto che avremmo dovuto aspettare ancora un po' in quanto non era particolarmente pronta.
    Baby C (poco più di 6 mesi) invece si mostra molto interessata al cibo, ma la manualità è ancora un po' maldestra, è tutta floppy e fino a poco tempo fa il riflesso di estrusione era davvero troppo forte. Per il momento ciuccia un po' di questo e un po' di quello e ogni tanto qualcosa ingoia (come prova poi il pannolino:) ).
    Insomma, tutto questo sproloquio per dire che nel nostro caso anche se avessimo voluto/dovuto cominciare presto, dubito che ci saremmo riusciti.

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    1. Si ma la chiave di tutto è capire che bambino hai davanti. Come ho scritto con i miei figli non ho mai avuto problemi a farli mangiare, per me lo svezzamento è stata una delle cose più divertenti che riguardano la loro crescita, fra l'altro mi piace cucinare e quindi anche cercare ricette che andassero bene x tutti ha fatto parte del gioco. Conosco tante persone a cui non è andata come a me, lo svezzamento è stato un incubo e quando è cosí spesso le ansie per un bambino che non mangia te le porti dietro per tutta la vita. Nella maggiorparte dei casi si tratta di bambini che semplicemente non sono pronti, alcune volte se posso dirlo ci sono dietro molte ansie e anche se pur inconsciamente la paura di veder crescere i propri figli e renderli indipendenti. In questo senso i 6 mesi sono una data indicativa perche alcuni bambini apprezzano nuovi sapori già a 4-5 mesi, altri non ne vogliono sapere fino a 8-9. Alcuni hanno fame e il latte non gli basta più a 5 mesi, altri hanno semplicemente poca fame. Secondo me il modo in cui decidi di svezzarli, oltre che dalla risposta del bambino, dipende da quanto hai intenzione di allattare. Se ti sei stufata di sbottonarti la camicia ogni 2 ore, abituarlo a mangiare con il cucchiaino è un aiuto. L'importante è non fissarsi con l'idea che se non è tutto frullato si strozzerà/non mangerà, che dai 6 mesi puoi dargli tutto e quindi più ti semplifichi la vita e meglio è per tutti, e che prima impara a mangiare da solo e meglio è. Riguardo all'introduzione dei cibi, i pediatri secondo me danno uno schema più per rassicurare le mamme che altro. Il mio pediatra, davvero molto easy, con il primo figlio mi diede un foglietto in cui spiegava di iniziare col passato di verdura, poi aggiungere carne, pesce, diverse verdure ecc. Il tutto gradualmente ma senza dei tempi biblici, e poi una lista di piatti consigliati che sembrava il menù di un ristorante (che poi sono diventati le nostre ricette abituali, x es purè di patate e pasta al ragù). Insomma si passava velocemente dalla minestrina con pastina al cibo libero. Col secondo non si è perso troppo in chiacchiere: al controllo dei 6 mesi mi ha detyo "dagli tutto". Ormai sapeva che avevo dimestichezza ed ero tranquilla, non c'era bisogno di insegnarmi niente e che il mio buon senso (e anche il fatto che i nostri menù fossero pensati già per un bambino d 3 anni). Insomma non sono solo i nostri figli a dover imparare a mangiare, siamo anche noi ad imparare a fargli da mangiare.

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  7. Ah... sulle critiche al quell'articolo per un possibile conflitto d'interessi, diciamo che è difficile sputare nel piatto in cui mangi/hai mangiato/speri che mangerai di nuovo... Non faresti scrivere un articolo sui danni del fumo a uno che ha fatto il rappresentante di sigari per tanti anni:)

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  8. Ok però non bisogna neanche fissarsi troppo con queste idee sennò si rischia di fare come quelli che dicono che le malattie se se inventano le case farmaceutiche per vendere farmaci e vaccini. Su questo articolo in particolare non so, non conosco gli autori dunque non posso esprimere giudizi, il fatto però che sia sato pubblicato su Nature però dovrebbe essere garanzia di serietá, e anche se non lo considero rivoluzionario (ovviamenye non può un solo studio capovolgere le raccomandazion OMS) può però essere il segnale che sull'argomento il dibattito può essere ancora aperto. Detto questo, io son sempre sata convinta che per quanto riguarda la crescita dei figli ci sono quelle poche regoli indispensabili per la loro salute come non fumargli davanti, vaccinarli e allacciargli le cinture di sicurezza e usare i seggiolini in auto, quello che riguarda l'allattamento è una scelta che spetta ai genitori e pur essendo una convinta sostenitrice dell'allattamento al seno, credo che ci possono essere mille motivi per cui una mamma possa scegliere di non allattare, sospendere l'allattamento dopo pochi mesi, decidere di limitarlo come meglio crede. Nel mondo occidentale non è certo la denutrizione un problema per i nostri figli.

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