giovedì 26 aprile 2012

Difficoltà

Il mio piccolino ha compiuto 7 mesi 3 giorni fa. Sono rientrata al lavoro da ormai quasi 3 mesi. Eppure è ancora faticoso, riprendere e recuperare ciò che è successo mentre io ero a casa, trovare la concentrazione giusta per essere efficienti come prima. Sono stata 6 mesi a casa, da agosto fino a febbraio. Nel frattempo alcune cose sono cambiate, com'è normale, e anche su ciò di cui mi occupo personalmente qualcuno è andato avanti senza di me. Capita che un collega venga da me a chiedermi chiarimenti su un documento di cui io non ricordo il contenuto, e mi si chieda: "ma come non l'hai scritto tu?"; e io penso: "si, certo l'ho scritto io, ma prima dell'estate, prima di passare 6 mesi in quarantena, e poi mentre io non c'ero è stato modificato, diviso in più parti, il titolo cambiato e il contenuto utilizzato per scrivere un altro documento, e in realtà alla luce delle ultime modifiche non è che  vada poi così tanto bene, andrebbe integrato o corretto...".

giovedì 12 aprile 2012

Allattamento e svezzamento: novità

L'argomento mi interessa molto, avendo il mio piccolino 6 mesi e mezzo siamo nella piena fase "scoperta del cibo". Entrambi i miei figli sono stati allattati esclusivamente a richiesta per i primi 4 mesi, per poi iniziare ad assaggiare un po' di frutta. Sono tornata al lavoro in entrambi i casi che loro avevano 4 mesi, nel primo caso ero riuscita a mettere da parte una scorta di latte tale da riempire un'intero cassetto del freezer, in più riuscivo a tirarne dosi da 180 ml come se niente fosse, e quindi l'introduzione di alimenti diversi è stata molto lenta. Nel secondo caso, il latte tirato era poco, e si è iniziato presto con merende di frutta e pappe lattee. Nel primo caso il bimbo era a casa con una baby sitter, nel secondo si è scelto l'asilo nido aziendale. In entrambi i casi non si è mai forzato nessuno a mangiare: si è provato un assaggio, e il bambino ha gradito. In entrambi i casi si è provato l'assaggio della minestrina di verdure a quasi 6 mesi. In entrambi i casi lo si è fatto perchè il bambino era evidentemente affamato, in entrambi i casi la minestrina è stata spazzolata al primo assaggio; non ho sinceramente mai provato - fino ad ora - l'esperienza di un bambino che rifiuta il cibo o sputa la pastina (scene apocalittiche che mi erano state pronosticate da chi ha sempre il consiglio pronto).

venerdì 6 aprile 2012

Doniamo!

Nelle ultime settimane, mi è capitato di notare quanti post sono comparsi in vari blog di mamme sulla conservazione del sangue cordonale. Sono chiaramente articoli sponsorizzati da una banca di conservazione, e non sto biasimando quelle mamme blogger per averli pubblicati. I post mi sembrano tutti simili fra loro, tutti riportano una bibliografia in fondo. Ma chi, leggendo quel post andrà davvero a cercare e leggere quegli articoli? Non penso che in quegli articoli sia riportata l'evidenza di una maggiore sicurezza nel conservare il cordone per uso autologo. E' sicuramente provata l'utilità di utilizzare le cellule staminali cordonali per curare diverse malattie, ma attualmente non c'è nessuna evidenza scientifica che giustifichi l'uso autologo. Ho scritto un post su questo argomento mesi fa, quando ero incinta ed avevo cercato informazioni sull'argomento.

giovedì 5 aprile 2012

Una trappola? Non mi sembra...

Ieri sera leggevo questo articolo sull'Unità online:

si parla di riforma del mercato del lavoro, e di «interventi per una maggiore inclusione delle donne nella vita economica». Sicuramente la manovra non è perfetta, sicuramente ci sono proposte poco efficaci, ingiuste, sbagliate. Non sto qua a discuterle perchè non conosco bene l'argomento e non mi sento di esprimere pareri su articolo 18 e compagnia.
Di maternità e lavoro invece penso di saperne qualcosa, e questo articolo non mi è piaciuto per niente.
Dopo aver scritto che la manovra per evitare le dimissioni in bianco è convincente (e meno male!), si passa a criticare la proposta di congedo obbligatorio per i papà: si tratta di "3 giorni retribuiti che il padre lavoratore deve obbligatoriamente prendere al momento della nascita o entro i 5 mesi successivi". Ora, sappiamo tutti che 3 giorni sono pochi e che non cambieranno molto nell'organizzazione familiare. Ma è un passo avanti, un tentativo che nessuno prima aveva fatto. Io non ci sputerei tanto sopra. Soprattutto non mi metterei a criticare il fatto che siano obbligatori. Secondo chi scrive infatti dovrebbero essere "riconosciuti come diritto e non come obbligo"... ma insomma, l'idea importante è proprio che siano obbligatori, cioè che obblighino i padri a stare a casa e i datori di lavoro a non storcere il naso, se sono facoltativi non serve a niente.
Quello che però mi irrita di più è la polemica successiva, vero punto cruciale dell'articolo:
"Il secondo punto è preoccupante: ha come obiettivo quello di spingere la madre lavoratrice a tornare subito al lavoro, quando il figlio ha da 3 a 4 mesi, ottenendo in cambio, per 11 mesi, un generico voucher per una baby-sitter individualmente scelta."
A parte il fatto che l'articolo non spiega in cosa consista questo voucher: ti rimborsano interamente lo stipendio della baby sitter, o solo in parte? Non puoi scrivere un articolo di critica e non spiegare con precisione cosa stai contestando. Premesso questo, il resto dell'articolo è davvero deprimente. E dire che stiamo parlando di un giornale "di sinistra". Una volta a sinistra c'erano i progressisti, quelli che volevano le pari opportunità, quelli che dicevano che una donna non è solo una vacca sfornafigli che deve stare a casa. Oggi sinceramente non ci capisco più niente, quelli di sinistra mi sembrano essere fortemente conservatori e, a modo loro, bigotti.
Io trovo che la proposta di scambiare il congedo parentale con un rimborso della baby sitter, se è una scelta, sia un'ottima proposta. Io sono tornata a lavorare che mio figlio aveva 4 mesi, perchè ho l'asilo aziendale e ho molto apprezzato questa possibilità. Conosco molte donne che dopo la maternità obbligatoria hanno preso tutti i mesi di congedo parentale perchè non sapevano a chi lasciare il figlio e pagare una baby sitter o un asilo sarebbe costato più di quel 70% di stipendio in meno. Offrire la possibilità di scegliere mi sembra molto positivo. Del resto le dimissioni in bianco e le discriminazioni di vario tipo (contratti a termine, preferire l'assunzione di un uomo...) ai danni delle donne sono dovuti anche al fatto che molte donne appena restano incinte stanno a casa e non si fanno vive anche per 2 anni. Lasciare aperta la possibilità di tornare a lavorare dopo pochi mesi dal parto è senz'altro un incentivo all'occupazione femminile. Chi vorrebbe le donne a casa per un anno ogni volta che hanno un figlio, le sta automaticamente tagliando fuori dal mercato del lavoro.
Oltretutto una legge del genere alleggerirebbe anche tante nonne, perchè si sa che la maggiorparte delle donne che per vari motivi tornano presto al lavoro i figli, li lasciano alla nonna.

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lunedì 2 aprile 2012

Godersi la primavera

Quando hai bambini la primavera è bella. Finalmente ci sono le belle giornate, il sole, fa buio tardi e si può stare fuori tutto il pomeriggio. D'inverno con il buio e i maltempo i pomeriggi sembravano interminabili e arrivava quel momento in cui il cucciolo era talmente stanco e annoiato che anche proporre le attività più estreme (pongo, acquerelli, fare i biscotti, rovesciare sul pavimento tutti i lego, montare la ferrovia di legno in salone...) non lo entusiasmava affatto, e allora gli dicevo: "vabbè, mettiamo un film".
Adesso invece dopo la scuola si va al parco giochi, merende in saccoccia, e ci si scatena fino a che non è proprio ora di andare a preparare la cena. E' faticoso portarsi dietro 2 bambini, uno in passeggino e l'altro per mano che non sempre vuole camminare lato muro tenendo la mano al passeggino, molto spesso il passeggino vorrebbe portarlo lui senza il mio aiuto, altre volte vorrebbe correre avanti per conto suo, altre ancora dice di essere stanco di camminare, ma la stanchezza passa subito appena dico "allora torniamo a casa?". E' ancora più faticoso a una certa ora dirgli che è ora di andar via, che bisogna cenare e ci vuole un po' per cucinare ("ma io non ho fame!", salvo poi mettersi a tavola con la forchetta in mano e chiedere di mangiare le cose più assurde perchè non ce la fa ad aspettare che sia pronto). E' ancora più faticoso perchè non posso prenderlo di peso e portarlo via, avendo anche il passeggino con il fratellino dentro.  Si generano a volte scene che non vi sto a raccontare, ma bene o male alla fine a casa siamo sempre ritornati.
Fra i due momenti più faticosi però, si apre una parentesi niente male: il cucciolo se ne va a cercare gli amici e i giochi che preferisce, il fratellino viene posizionato in modo che possa guardare i bimbi che giocano (quanto gli piace guadare i bimbi grandi!), e io mi siedo su una panchina, a volte in compagnia di altre mamme, a volte da sola. E me ne sto tranquilla, a godermi quell'ora di sole, senza avere davvero niente da fare se non tenere d'occhio mio figlio. In una giornata in cui si fa sempre tutto di corsa e il tempo sembra non bastare mai, avere un momento in cui davvero non posso e non devo fare niente ma solo godermi il sole e l'aria di primavera sembra essere un lusso che fa molto piacere concedersi. E ripenso a quando ero una studentessa, con quella spada di Damocle degli esami, e sempre a casa o in biblioteca a studiare, e arrivavo a luglio inoltrato color verde pallido, e si poteva uscire solo la sera (senza fare tardi però)... e non esistevano i sabati e le domeniche fino alla data dell'esame.
La mia vita è senz'altro molto densa e impegnativa, ma mi sento oggi molto più libera e con una qualità della vita migliore di quando ero studentessa e avevo come unico dovere quello di portare a casa qualche esame ogni tanto. I bambini hanno il merito di farti capire che puoi prendertela comoda, in certi momenti. In altri certo ti fanno correre, e non ti lasciano molto tempo per qualcosa che non li riguardi. Ma per lamentarci c'è tempo, adesso godiamoci la primavera!
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