mercoledì 11 gennaio 2012

Ritorno alla normalità

Questo è l'ultimo mese di maternità. Le vacanze di Natale sono ufficialmente concluse, la prossima settimana iniziamo l'inserimento al nido del piccolo. É una vera fortuna avere il nido aziendale, nello stesso palazzo in cui si trova il mio ufficio. X qualunque cosa basta fare un piano di scale e sono lí. Una bella differenza rispetto all'anno scorso, con il nido del cucciolo dall'altra parte della città. Ora un bimbo lo porto con me, l'altro è nella scuola vicino casa... Davvero si semplifica la vita enormemente. E che differenza anche fra le due maternità, la prima non me l'hanno ancora pagata, dopo più di 3 anni, in questa ho ricevuto regolarmente tutti gli stipendi tredicesima compresa. Diverse le aziende, diversi i contratti... Due figli di una stessa mamma hanno avuto possibilità diverse (perchè ricevere o meno lo stipendio per 5 mesi in molte famiglie può fare davvero la differenza) semplicemente perchè in questo paese la maternità non è un diritto per tutti, ma anzi per questo diventa un privilegio. Ora mi sento fortunatissima, eppure non sto avendo nulla che non mi spetti e che non mi sia guadagnata con il mio impegno e il mio lavoro. Riflessioni a parte, mi sto organizzando per questo nuovo inizio, e sinceramente non vedo l'ora. La scorsa settimana sono passata in ufficio con il bimbo per dargli una mano su questioni di cui mi occupavo io, e ho dato la mia disponibilità per i giorni in cui farò l'inserimento. Riprendere in mano argomenti ormai sepolti da poppate e pannolini mi ha fatto rinascere. Questo mese sono in congedo parentale al 30% dello stipendio ma lavoro volentieri qualche ora al giorno. In fondo è il mio lavoro, sono le cose di cui mi occupavo solo io e ci tengo a portarle avanti. Il lavoro mi manca, mi mancano i colleghi, mi manca un mondo adulto fuori da casa mia ed è davvero arrivato il momento di tornarci. Ho già iniziato a mettere da parte una scorta di latte in freezer, il mio primo figlio sono riuscita ad allattarlo esclusivamente io tirando il latte e spero di farlo anche questa volta. È un lavorone ma ne vale la pena. Intanto i miei bimbi fanno progressi, il piccolo è sempre più vivace, ride molto, osserva e sta iniziando ad afferrare gli oggetti, più o meno casualmente. È molto buono, davvero mi sembra impossibile che pianga cosí poco e dorma tutta la notte. Il grande è simpatico e dolcissimo, chiacchiera tanto e mi sembra davvero grande ormai. Ci divertiamo molto e soprattutto vedo che i fratelli stanno legando sempre di più, si cercano, il piccolo ride quando vede il grande, il grande mi chiede di poter abbracciare il piccolo. Sono davvero belle soddisfazioni.


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4 commenti:

  1. Ogni volta che ti leggo, penso a quanto siamo simili!!! Potrei aver scritto io tutto, quasi parola per parola... sia sul lavoro che sui figli. Anche i miei due bimbi, si cercano, si coccolano, giocano insieme e si fanno tante risate.... E come dici tu "sono davvero belle soddisfazioni!!". Un abbraccio

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  2. Grazie MammaPig, anche io trovo molti punti in comune con ciò che scrivi sul tuo blog, anche se ultimamente ho davvero poco tempo per leggere e commentare. riprenderò assiduamente quando tornerò al lavoro, sembra strano ma è molto più facile fare una pausa-lettura in ufficio che a casa! ;-)
    fa piacere anche leggere che ci sono altre mamme come me che amano avere una vita varia, quando leggo o sento mamme che dicono che loro hanno lasciato il lavoro o non lo cercano percè vogliono dedicarsi completamente ai figli, o che non mandano i loro bambini al nido perchè i primi anni devono stare solo con la mamma... lo trovo offensivo perchè penso che è come se dicessero a me, o a quelle che hanno fatto scelte simili alle mie, che non siamo delle buone madri. io penso solo che ognuno dovrebbe essere libero di fare la scelta che più gli si addice, e non casca il mondo se per qualche ora al giorno si affidano i figli a persone competenti e ci si dedica a qualcosa che ci distrae e ci gratifica. anzi, per me è un'occasione di crescita per entrambi.
    riguardo al rapporto fra fratelli, non vedo l'ora di vederli giocare insieme, interagire ancora di più, solidarizzare...

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  3. Sono d'accordo, anche io mi sento molto spesso giudicata dalle mamme che hanno fatto scelte diverse dalle nostre e mi sento sollevata nel constatare che non sono l'unica "pazza" che ama il suo lavoro (oltre che i figli e la famiglia!!)!! Purtroppo anche io ultimamente ho poco tempo per il blog(soprattutto per scrivere), ma nei ritagli di tempo riesco sempre a dare una sbirciata ai miei blog preferiti!! A presto allora, ciaociao

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  4. Ciao Cosmic Mummy! Io veramente credo che quelle mamme che lasciano il lavoro per dedicarsi totalmente ai figli probabilmente non amavano molto il proprio lavoro, e quindi semplicemente hanno preferito la parte più gratificante della vita! E poi, ci sarebbe da dire che mettere insieme lavoro e famiglia per una lavoratrice precaria è qualcosa di davvero frustrante e alla soglia dell'impossibile: non solo per la maternità, ma per tutte le piccole questioni legate alla malattia, ad esempio. Ogni piccola cosa che sarebbe dovuta, ti viene fatta pesare come fosse chissà cosa, fino a sentirti tu alla fine in colpa...va beh.
    Ciao!

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