venerdì 9 dicembre 2011

Senza titolo

Questa mattina su Facebook mi è arrivato questo articolo:

http://temi.repubblica.it/micromega-online/abortire-tra-gli-obiettori/

Mi ha molto emozionato leggerlo, e proprio perchè ho due figli, di cui uno neonato, trovo che sia disumano trattare una donna nel modo in cui sono state trattate le donne di cui si parla nell'articolo. Disumano e disonesto. Mi chiedo cosa abbiano nella testa - e nel cuore - queste persone che per difendere i diritti di un feto, calpestano quelli di una donna nel momento più difficile e doloroso della propria vita. Non voglio qui entrare nel merito della discussione sull'aborto, a nessuno spetta giudicare le singole situazioni, ma per questo c'è una legge che lo riconosce come diritto entro una ben precisa regolamentazione, e allora mi chiedo come sia possibile che in una struttura pubblica siano assunti medici obiettori. Un medico dovrebbe dichiarare di essere un non obiettore al momento della domanda di partecipazione al concorso di assunzione, pena l'esclusione, come si dichiarano i titoli di studio, di non aver riportato condanne penali, ecc. E comportarsi in seguito di conseguenza. In questo paese ci si preoccupa di più dei diritti degli embrioni e dei feti, che di quelli delle donne, dei bambini e delle loro famiglie.

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mercoledì 7 dicembre 2011

Se negli anni 70 eri un bambino


Ieri una mia amica ha condiviso questa immagine su Facebook. Ci ho cliccato sopra ed è uscita una serie di immagini simili su cui era riportata una frase di confronto fra l'infanzia degli anni 70 e quella di oggi.
Non ho mai amato queste riflessioni nostalgiche che ogni tanto rispuntano fuori, una volta sottoforma di catena di Sant'Antonio via email, adesso sottoforma di immagini su Facebook. Tutti siamo affezionati alla nostra infanzia, ma iniziare già a 30-40 anni a fare dei discorsi alla "non c'è più la mezza stagione" dei vecchietti sull'autobus mi mette davvero tristezza. Di certo chi l'ha scritto non ha figli, dato che dell'infanzia e dei bambini di oggi dimostra di non sapere proprio niente, e non è soddisfatto della sua vita da adulto dal momento che ha tanta nostalgia di un passato dai ricordi un po' sfocati e si sente un eterno adolescente. A giudicare dal numero di commenti e condivisioni, l'idea ha avuto molto successo... Sicuramente fra persone nostalgiche ed eterni adolescenti come l'autore delle immagini.

Vorrei citare alcune di queste frasi e commentarle, perchè davvero sento il bisogno di sottolineare quanti luoghi comuni e ignoranza (nel senso di non conoscenza dell'argomento) sono contenuti in questo giochetto:

Se negli anni 70 eri un bambino... Come hai fatto a sopravvivere?

Da bambini andavamo in macchina senza cinture di sicurezza nè airbags

All'epoca non esistevano studi o statistiche sull'argomento, nè tecnologie sufficienti. E certo chi è morto in un incidente stradale non può essere davanti a un pc oggi a commentare i suoi post su Facebook. Qualunque genitore informato sa che gli incidenti stradali sono la prima causa di morte nei bambini e ragazzi, e credo che ognuno di noi se ci pensa bene ha fra i suoi conoscenti almeno una persona morta in un incidente stradale prima che fosse isituito l'obbligo di allacciare le cinture di sicurezza.

I nostri lettini erano dipinti con brillanti colori al piombo

All'epoca non si sapeva della tossicità del piombo, e probabilmente non c'era altro modo di fabbricare vernici. Se oggi sono disponibili vernici meno tossiche non vedo perchè continuare a usare quelle al piombo. Il rischio sarà bassissimo, ma i rischi vanno sempre considerati in relazione alla aspettativa di vita e allo stato di salute di una società. Se è per questo negli anni 70 se avevi un tumore eri condannato a morte, oggi sono tanti e sempre di più quelli che guariscono. La gravità di una patologia è sempre relativa. Certo in Africa nei villaggi in cui non c'è nemmeno l'acqua potabile e i bambini muoiono di fame non sono un problema nè il piombo, nè il bisfenolo A nei biberon...

Non c'erano tappi di sicurezza sulle bottiglie dei medicinali

Valgono le stesse considerazioni dette prima. I tappi di sicurezza forse non erano ancora stati inventati o commercializzati, e comunque non ricordo che i miei genitori tenessero le medicine alla mia portata. E ricordo anche di una bimba, mia compagna d'asilo, che era finita in ospedale per aver ingurgitato delle medicine del padre, e ricordo che ne parlavano come di una cosa terribile.

Quando andavamo in bici non avevamo il casco

Bè per mio figlio di 3 anni ho intenzione di comprare al più presto un caschetto per la bici, anche se ci va solo al parco giochi, e non perchè io pensi che sia pericoloso andare in bici al parco giochi ma per una questione di educazione. Un bambino non è in grado di distinguere fra un luogo pericoloso ed uno che non lo è, dunque il casco si mette e basta. Comunque un casco da bici non è un casco integrale da motociclista! E si spera che un bambino abituato a metterlo sin da piccolo lo metterà anche quando sarà più grande in motorino, o almeno si prova ad educarlo in questo senso...

Bevevamo l'acqua del rubinetto... Non avevamo bottiglie di acqua minerale

Veramente noi l'acqua del rubinetto la beviamo tutt'ora, anzi era a casa dei miei che si comprava l'acqua minerale. Io sono una fan dell'acqua del rubinetto, e se oggi in tanti comprano la minerale è o per motivi di sapore (e a quel punto affari loro, saranno pur liberi di bere l'acqua che gli piace di più) o per ignoranza (molti non si fidano o semplicemente non sanno che l'acqua del rubinetto è molto più controllata dell'acqua minerale), non certo perchè l'acqua di oggi sia meno valida di quella di 40 anni fa. Anzi, se devo dirla tutta son sicura che oggi sia molto più controllata e salubre di una volta.

Costruivamo carretti con casse e tubi che non rispettavano norme CE

Valgono tutte le cose dette prima sulla sicurezza e le tecnologie, le norme CE poi riguardano anche aspetti commerciali e di omologazione del prodotto e sinceramente al livello attuale di industrializzazione mi sembra più che giusto. Nulla vieta a un bambino di costruirsi ciò che vuole. Certo a me avevano insegnato le norme di buonsenso quali non giocare con oggetti appuntiti o arrugginiti, buste di plastica, ecc.

Ci lanciavamo da un albero e rotolavamo per terra, non arrivava il pronto intervento ad ogni caduta.

Veramente non conosco nessun genitore che abbia chiamato il pronto intervento per una caduta. Conosco una mamma, una mia cara amica, che ha portato la figlia al pronto soccorso solo il giorno dopo che aveva avuto una brutta caduta al parco giochi, perchè convinta (io per prima che ero con lei lo ero) che la bimba piangeva solo per lo spavento, e invece si era fratturata un braccio.

Andavamo a scuola per lavorare ed apprendere e non per sviluppare il nostro potenziale di creatività

Sinceramente non ho mai sentito da nessun educatore o insegnante le parole "potenziale di creatività", anche oggi si va a scuola per lavorare ed apprendere, se lo si fa tirando fuori le potenzialità di un ragazzo forse si ottengono anche risultati migliori. C'è una differenza fra educare un bambino, ed ammaestrarlo come una scimmietta. Leggendo poi i commenti degli ammiratori di queste perle di saggezza, direi che i vecchi metodi non hanno avuto buoni risultati dato il numero di errori di ortografia contenuti.

Quando non si lavorava, il maestro ci dava le punizioni o le bacchettate sulle dita

Forse si è sbagliato, si riferisce agli anni 50. Io le elementari le ho frequentate negli anni 80, ma questi metodi erano banditi già negli anni 70... Ci sono altri modi che non siano punizioni e bacchettate per far studiare un ragazzo.

Non avevamo i cellulari, scrivevamo lettere e cartoline

Ah bè, allora ne deduco che l'autore non ha un cellulare nè un pc ma per pubblicare le sue perle di saggezza su Facebook ha spedito una cartolina.

A questo punto parte tutta una disquisizione filosofica sui social network, sui programmi per chattare, ecc. Che si conclude con l'ultima, grande verità:

... Avevamo dei veri amici...

Ora, non mi risulta che i bambini e i ragazzi di oggi non abbiano amici e socializzino solo davanti a un pc. Prima delle scuole medie non penso che un bambino utilizzi Facebook o MSN senza la supervisione di un genitore, probabilmente neanche gli interesserebbe. Casomai vogliono usare il pc per giocare o guardare video, ma anche lì non conosco nessun genitore che permetterebbe al proprio figlio di stare ore davanti a un computer da solo. Ragazzi poco socievoli (diciamo anche "sfigati") c'erano una volta e ci saranno sempre e non per colpa di internet. Tutti gli altri hanno amici, fidanzatini/e, escono, vanno x negozi e in discoteca. Il sabato pomeriggio gli autobus e le vie del centro sono piene di adolescenti, in coppia o a gruppetti.

Mi chiedo davvero in che mondo viva questa persona, chi frequenta e se davvero si è mai guardato intorno invece che ricordare il passato e guardare la televisione. Si perchè il tipo di luoghi comuni che si leggono in queste frasi è tipico di chi giudica il mondo attraverso i telegiornali e certe trasmissioni, in cui riportano casi eclatanti come il genitore che denuncia la maestra, come se tutti i genitori fossero sempre lì pronti con l'avvocato. Se è per questo stando ai telegiornali la prima causa di morte per i bambini sono i morsi di cane, e gli asili nido sono dei lager nazisti. Io stessa critico spesso genitori troppo apprensivi, ma non sono tutti così. Sì, ognuno ha le sue fisime ma direi che casomai il problema più grave è proprio quello di rifiutare certi progressi, come chi non vuole che il figlio prenda antibiotici o
faccia le vaccinazioni.

Per concludere, io penso che i miei figli abbiano molte più opportunità di socializzazione, apprendimento, educazione e perchè no, anche salute e qualità della vita rispetto a quelle che ho avuto io alla loro età. Auguro solo alla loro generazione di avere anche a 30 anni più opportunità di quelle che la mia generazione ha avuto. Le persone fra i 30 e i 40 anni dovrebbero avere in mano l'economia e lo sviluppo del paese, invece devono accontentarsi ancora delle briciole. Sono descritti sulla stampa come i "giovani", quando sono semplicemente degli adulti. E il fatto che uno scherzo come questo raccolga tanti consensi è proprio il segno di una generazione che non vuole e non può sentirsi adulta.

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martedì 6 dicembre 2011

San Nicolò

Oggi il mio figlio grande ė tornato da scuola cantando questa canzone:

San Nicolò ha un gran saccone
Porta giocattoli e caramelle
A bimbi bravi e bimbe belle


Va bene la rima... Ma non vi sembra un po' sessista?




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