venerdì 22 luglio 2011

Donne, stereotipi e mentalità

Accolgo la proposta lanciata dal blog Vita da streghe di rispondere agli argomenti più ricorrenti di chi non comprende o vuole sottovalutare le critiche che alcuni, me compresa, fanno alla mercificazione del corpo della donna e alla rappresentazione stereotipata delle donne in generale. Il post, di cui riprendo anche il titolo, è questo. La lista di argomentazioni riportate raccoglie efficacemente i tanti commenti che si leggono in rete, su facebook, sui blogs, in fondo agli articoli dei tanti quotidiani online, o si sentono pronunciare quando si parla di questo argomento. La cosa che mi fa davvero riflettere su quanto una certa mentalità sia profondamente radicata qui da noi e su quanto ormai certe cose passino inosservate, è che si sentono commenti di questo tipo persino da donne, o da uomini che si dichiarano "di sinistra", che si dicono a favore delle pari opportunità e sanno che nel nostro paese siamo ancora ben lontani dall'averle. Insomma è evidente che non ci si rende conto di quanto grave la situazione sia diventata, di quanto l'uso del corpo femminile sia gratuito, e di quanto gli italiani ne siano ormai assuefatti. Un esempio di ciò che sto dicendo è la campagna pubblicitaria "Cambia il vento" del PD per la festa de l'Unità, che ha suscitato molte polemiche da parte delle "femministe" in quanto utilizza un paio di gambe femminili con una gonna che si solleva per effetto del vento, mentre l'equivalente maschile è un uomo in camicia a cui svolazza una cravatta. E già su questa differenza fra i due sessi se ne potrebbero dire tante. Ma i controcommenti alle critiche "femministe" sono stati tanti, e la ciliegina sulla torta è l'intervista all'autore dei manifesti riportata qui, in cui davvero non si sa se è più qualunquista e superficiale l'intervistatore o l'intervistato, e in cui emerge quanto l'importanza di certi messaggi sia sottovalutata tanto da farsi beffa di chi prova a metterla in evidenza. Certo, in fondo rispetto a quello che si vede in giro questo manifesto non mostra molto, solo un po' di coscia mentre siamo invasi da culi in primo piano per pubblicizzare qualunque tipo di prodotto. Ma il punto non è questo: il punto non è cosa si vede, il punto non è se la ragazza in questione indossa le ballerine invece che i tacchi a spillo, o cerca di abbassare la gonna che vola via invece che mostrare la sua sexy lingerie. Il punto è che dal PD ci si sarebbe aspettato uno sforzo di fantasia in più. Per me questa campagna pubblicitaria, seguita a una campagna per il SI ai referendum che sapeva di imbroglio e populismo, è stata una vera delusione.

Fatta questa lunga premessa, passo a rispondere alla lista di argomenti elencati da Vita da streghe, immaginando di avere davanti un interlocutore che mi pone queste obiezioni e di rispondergli:

- Ci sono cose più serie, gravi o più importanti
Ci sono sempre cose più serie, gravi o importanti. C'è chi si strappa le vesti per difendere i diritti di un embrione di poche cellule, chi non mangia carne perchè ritiene gli allevamenti intensivi una violenza, chi protesta per fermare la costruzione di una ferrovia o un inceneritore, io mi batto per le pari opportunità. E le pari opportunità passano anche attraverso il modo in cui la donna viene rappresentata.

 
- Chi rivendica una diversa rappresentazione della figura femminile è fondamentalmente un/a bigotto/a
Non è da bigotti credere che le donne abbiano anche un cervello, credere che un prodotto possa essere pubblicizzato e venduto anche senza allusioni sessuali, mostrare parti anatomiche fini a se stesse, credere che uno spettatore/consumatore possa essere convinto/apprezzare anche un altro modo di fare comunicazione.
Ridurre tutto a "mi piace/mi convince perchè quella è bona, ha un bel culo/belle tette" è un tantino offensivo nei confronti del consumatore/spettatore, no?

- Chi denuncia è probabilmente brutta dunque invidiosa del corpo delle altre
Intanto chi te lo ha detto, e poi non c'è solo la bellezza nella vita. Ecco, proprio dicendo questo sei un maschilista perchè pensi che una donna possa avere come unica qualità/scopo nella vita essere bella e attraente, o meglio essere attraente attraverso la "bellezza". Non è così, ci sono tante qualità nella vita di una donna, è la pubblicità che vuole convincerci che la bellezza sia la nostra unica aspirazione ma non è così.

- La colpa è delle donne che si prestano ad usare il proprio corpo
C'è anche questo, ma non solo questo. Fa tutto parte di un sistema che premia chi si presta a certe condizioni e danneggia chi non lo fa. Alla fine tutti devono lavorare, ognuno fa ciò che gli riesce meglio. Non c'è niente di male a fare la modella o comunque una professione in cui quello che utilizzi è la tua bellezza invece che la tua intelligenza, nessuno è contro la bellezza o contro l'impiego di belle donne nella pubblicità e nello spettacolo, il punto è COME lo si faccia e quale messaggio si voglia dare.

- Chi denuncia è una femminista (aggettivo inteso come sinonimo di estrema, vetusta)
Si, sono femminista. Le femministe con le loro battaglie mi hanno permesso oggi di decidere se portare avanti una gravidanza oppure no, di poter divorziare da mio marito nel caso in cui non ritengo più sia il caso di rimanere sua moglie, di andare a votare, di avere - almeno sulla carta - le stesse possibilità di un uomo nel lavoro e nella vita. Poichè come ho detto queste possibilità sono sulla carta, ma non sempre si verificano realmente, non credo che il femminismo sia un concetto superato anzi se ne sente la necessità oggi più che mai. In tutte le correnti politiche e di pensiero ci sono gli estremismi ma questo che c'entra?

- Apprezzamenti vari sui corpi femminili esposti (nei casi in cui gli articoli riprendano un'immagine svilente o sessista)
Un corpo/una donna è bello/a anche se lo si rappresenta in un altro modo. Se vuoi vedere foto sexy (e arraparti) ti compri una rivista porno e ti chiudi in bagno.


- Per contro, disprezzo estetico nei confronti della donna che parla o denuncia (nei casi in cui sia visibile e ovviamente ritenuta brutta)
Ma parla per te!


- E in che altro modo avrebbero dovuto rappresentare il prodotto/servizio?
Non è il mio mestiere e non so in che altro modo lo si sarebbe potuto fare. Un professionista della comunicazione però dovrebbe saperlo e sforzarsi un pò di più. Altrimenti vuol dire che è un incompetente (ogni riferimento all'autore della campagna "Cambia il vento" è puramente casuale).


- Basta non guardare la tv e non lasciarsi condizionare dalla pubblicità
Il canone lo paghiamo tutti (e se tu non lo paghi sei un evasore fiscale), mi piacerebbe avere un servizio più di qualità per quanto riguarda i programmi TV, almeno per quanto riguarda la RAI. Per quanto riguarda la pubblicità, io non mi lascio condizionare (anzi boicotto i prodotti con pubblicità che non mi piacciono) ma ciò non toglie che se una pubblicità è offensiva o manda un messaggio sbagliato, è così anche se io non la guardo. Ormai siamo talmente assuefatti che neanche ce ne accorgiamo più, e tu ne sei la prova.

 
Se vogliamo poi estendere la lista delle osservazioni alla questione femminile in generale, se ne possono aggiungere tante, infiniti luoghi comuni e affermazioni che vengono fuori quando si parla della condizione delle donne in questo paese. Potrebbe essere l'argomento del prossimo post.

4 commenti:

  1. Hey, quanto mi piace questo post!
    Brava, bravissima! l'ho scritto giusto poco fa in un commento.
    Ci sono grandi gesti di disprezzo nei confronti delle donne che vengono portati alla luce, mentre vengono minimizzate le piccole ingiustizie quotidiane. Sono ingiustizie belle e buone, ma le si guarda con paternalismo, come cosucce da ragazzi.
    In fin dei conti lo fanno tutti, no?
    In fin dei conti alle donne piace, no?
    In fin dei conti... sono solo stupidi stereotipi, una mentalità malata che continua a vedere la donna come una cosa a cui, per pura generosità, è stato concesso di dire la propria.

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  2. Completamente d'accordo su tutti i punti. Una pubblicitá del genere é a malapena adatta a reclamizzare un paio di calze.
    Sul punto 'inche altro modo avrebbero dovuto rappresentare il prodotto', beh, non sono una pubblicitaria e non sono nemmeno tanto creativa, ma di immagini femminili positive me ne vengono in mente tante: una ragazzina che corre con un aquilone al vento, una donna (non svestita), che comanda una barca a vela, o semplicemente, sulla scia del mafesto con la cravatta, una donna coi capelli al vento che guarda avanti, presa di faccia e dall'attitudine sicura. cose del genere. Ci vorrá mica tanto, e sicuramente ci sarebbero idee ancora migliori e non sessiste.

    Un'altra questione é che queste battaglie per la paritá vengono sempre considerate 'cose da donne'. relegate alle donne, alle rubriche per donne, quelle sulla famiglia la bellezza l'arredamento e altre cose considerate marginali e frivole, etc.
    Sembra che non si voglia capire che la mancata paritá é un grosso problema sociale, un problema anche economico se vogliamo essere cinici, qualcosa che condiziona negativamente la vita di tutti uomini e donne. Quindi é cruciale, non si puó relegarlo al benaltrismo.

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  3. Fralatro, mi ha profondamente deluso la difesa del manifesto con la minigonna fatta da Cinzia Sasso nel blog wwwomen di repubblica. D'altronde, repubblica é terribilmente ipocrita su questi argomenti.

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  4. si è proprio così, il problema delle pari opportunità è un problema sociale che riguarda tutti. difendere le pari opportunità nel lavoro significa anche difendere le famiglie, incrementare la natalità, incentivare l'economia. è statisticamente dimostrato, lo si vede in quei paesi in cui si è puntato molto su questo: non è un caso se siamo ultimi in Europa come occupazione femminile ma anche come natalità, mentre paesi come la Svezia in cui si favorisce l'inserimento delle donne del lavoro e in cui la presenza delle donne in posizioni dirigenziali è elevata si fanno anche molti figli, e i divorzi sono in diminuzione.

    riguardo al blog di Cinzia Sasso, lo leggo ogni tanto e sinceramente lo trovo molto banale e qualunquista, raramente ho trovato considerazioni davvero interessanti, pochi approfondimenti e spunti di riflessione... ma reputo Repubblica un quotidiano di pessimo livello e da qualche mese a questa parte mi rifiuto di aprire la sua homepage. sono troppo disgustata dalla scorrettezza e dall'incompetenza dei suoi giornalisti, e l'autrice di quel blog non spicca certo fra loro.

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