martedì 12 aprile 2011

Giornata di blogging sulla Scuola Italiana

Oggi è stata indetta la Giornata di blogging sulla Scuola Italiana e in molti stanno scrivendo qualcosa sull'argomento.
Anche se ho la testa completamente fuori e al lavoro sono giornate molto piene, mi piacerebbe partecipare anche se solo con poche righe.
Come mamma la mia esperienza è ancora molto limitata. Quasi 2 anni di nido privato, un'esperienza sicuramente molto positiva, partecipazione a un'Open Day delle scuole materne comunali, presentazione della domanda per l'anno prossimo conclusa con l'ammissione alla scuola sotto casa (un vera fortuna in previsione dell'arrivo di un neonato in ottobre). Di questo ho già parlato qui.
Per quanto riguarda me, ho sempre frequentato scuole pubbliche. I ricordi non sono tutti positivi, ci sono state esperienze buone ed esperienze cattive. Insegnanti bravi e che mi hanno dato tantissimo e influenzato le mie scelte, e insegnanti che se avessero fatto un altro mestiere avrebbero fatto un favore all'umanità. Ho dovuto ingoiare tanti rospi, ma mi sono presa anche le mie soddisfazioni, dopo. Voglio credere nella scuola pubblica, proprio perchè non è sempre rose e fiori. Proprio perchè certe difficoltà ci fanno crescere, e non sarei la persona determinata che sono oggi, non avrei lo spirito critico di cui oggi vado fiera se non avessi frequentato una scuola pubblica. Perchè la scuola, e successivamente l'università, mi hanno insegnato che l'importante non è quello che sai sul momento ma il modo in cui usi il cervello, il modo in cui comprendi e analizzi quello che leggi, il modo in cui colleghi le cose che apprendi, che fanno di te una persona migliore. Mi hanno insegnato che non si può sapere tutto, ma tutto si può imparare andando a cercare le fonti giuste. E soprattutto mi hanno insegnato a riconoscere le fonti attendibili da quelle che non lo sono. Questo per me è cultura, tutto il resto sono chiacchiere.

Vorrei rimanere di quest'idea anche per i miei figli. Ci tengo che frequentino scuole pubbliche, perchè un ragazzo non deve sentirsi migliore solo perchè i suoi genitori possono pagare una retta, e perchè l'istruzione deve essere qualcosa di indipendente da interessi economici e deve dare le stesse possibilità a tutti. Spero davvero di non dovermi ricredere.
 

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