mercoledì 15 dicembre 2010

Iscrizione all'UDI

Da quest'anno sono iscritta all'UDI, Unione Donne in Italia.
Quando è nato mio figlio ho avuto modo di constatare sulla mia pelle quanto maternità e pari opportunità siano poco tutelate in questo paese, e quanto tutte le battaglie delle femministe degli anni '70 in questi ultimi tempi siano state completamente vanificate. Volevo fare qualcosa, non mi piace stare a guardare, e così mi sono ricordata di quando mia mamma mi portava alle riunioni dell'UDI, avevo circa l'età del mio cucciolo. Così le ho contattate, ho pagato il bollettino e la tessera è arrivata. Mi sono informata su quali fossero i contatti della mia città, ho scambiato alcune emails con loro e periodicamente mi hanno invitata ad incontri ed iniziative. Purtroppo questi incontri fino ad ora sono stati incompatibili con i miei orari di mamma/lavoratrice. La delegata del circolo della mia città comunque mi aveva proposto di incontrarci e così finalmente sabato scorso siamo riuscite a darci un appuntamento per un caffè.
E' stato un incontro molto piacevole, mi ha parlato dell'attività del loro gruppo, della storia dell'associazione e dei vari congressi che si sono succeduti. Io le ho raccontato di me, delle motivazioni che mi hanno spinta ad iscrivermi e a cercare di unirmi ad altre donne che volessero lottare per gli stessi obbiettivi. Le ho raccontato della maternità che non mi è stata pagata, del fatto che mi sono sentita completamente sola, come se la scelta di avere un figlio riguardasse solo me e non la società tutta. Lei, una donna sui cinquanta ben portati, non ha famiglia ma condivideva benissimo quello che dicevo. Ma mi ha confermato quanto avevo già intuito nei mesi precedenti: le altre udine sono donne di una certa età, e quelle che hanno figli li hanno ormai già grandi. Non si occupano di politica, di tematiche di questo tipo, e lo capisco. In effetti gli inviti che mi erano stati rivolti erano per incontri sulla condizione delle donne musulmane, o per la giornata contro la violenza sulle donne. Tutte tematiche di fondamentale importanza, e mi è molto dispiaciuto non poter partecipare. Ma sinceramente mi piacerebbe occuparmi in prima persona di tematiche più vicine a me... e speravo di trovare un riscontro nell'UDI.
Sono stata contenta di questa conversazione, è stata interessante e ho avuto modo di fare amicizia con una bella persona. Rimane solo un pò di amarezza e un pò di delusione verso le donne della mia generazione. Possibile che nella mia città non ci siano altre mamme/lavoratrici che abbiano voglia di farsi sentire, di fare qualcosa di attivo per cambiare le cose?
Mi sembra purtroppo un'impressione coerente con la situazione della nostra generazione nel nostro paese: è tutto in mano agli ultracinquantenni, e noi che dovremmo essere la popolazione attiva, quella che ha in mano l'economia, stiamo solo a guardare e al massimo ci restano le briciole. Ma fino a che punto quelli che sono più vecchi di noi ci lasciano poco spazio, ci chiudono le porte in faccia? Non saremo anche noi che ci stiamo adagiando, che pensiamo di essere sempre 'ragazzi', che lasciamo che siano 'i vecchi' a decidere per noi? Certo è che finchè delegheremo completamente a loro certe battaglie, noi non ne ricaveremo nulla di buono. Come può una donna che certe problematiche le ha vissute e ormai superate già da un pò, lottare per la mia maternità, per il mio asilo nido, per le mie pari opportunità? Perchè dovrebbe farlo?
Ma il punto è che ognuno pensa al suo orticello, non guarda al di là del proprio naso. Anche io adesso ho un contratto che mi tutela, bene o male l'asilo posso pagarlo. Potrei benissimo fregarmene e lasciar perdere. Ma non ce la faccio a stare a guardare, proprio no.
Questo incontro mi ha comunque convinta a rinnovare l'iscrizione, ora l'associazione ha un 'volto' e mi sembra giusto continuare a sostenerla. Forse dovrei coinvolgere altre amiche, in modo da non essere l'unica rappresentate della mia 'categoria'. Chissà...

6 commenti:

  1. vedi...io neanche sapevo dell'esistenza dell'udi....sicurmente questo tuo post spingerà altre donne sotto i 50 a darsi da fare x i propri diritti...che poi se non lottiamo noi x noi stesse non possiamo aspettarci che lo facciano gli altri!!!!

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  2. si hai detto bene, non vedo perchè una donna che ha ormai i figli grandi ed è fuori da certe problematiche (e probabilmente a suo tempo le sue battaglie le ha già fatte) debba farsi promotrice di cose che non la coinvolgono da vicino... al massimo può sostenere e incoraggiare ma niente di più. io non scendo in piazza a manifestare per i diritti degli studenti, l'ho fatto quando ero all'università, adesso posso simptizzare per loro ma quelle sono battaglie che non mi riguardano più.
    insomma, svegliamoci ragazze!!!

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  3. Ciao Cosmic, ti ho vista "a casa" di Finalmente... neanche io conoscevo questa associazione.

    In effetti se non ci interessiamo noi non possiamo aspettarci che lo facciano gli altri...
    Comunque non sono convintissima. Le ultra50enni, se si disinteressano di certe tematiche, fra pochi anni dovranno per forza fare le nipotisitter, perché i loro figli non avranno scelta.
    Insomma, io ancora mi sogno che certi temi possano interesare tutti :-)

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  4. ciao Seavessi e grazie di essere passata ;-)
    proprio oggi mi hanno segnalato questo articolo:
    http://italiadallestero.info/archives/10514
    è scritto molto bene, un pò lungo ma vale la pena perderw qualche minuto per leggerlo fino alla fine, dove le conclusioni sono molto simili alle mie di questo post...

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  5. ciao
    sai se c'è anche in veneto questa associazione?
    devo fare i complimenti alla tua mamma ^_^
    e anche a te
    grazie

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  6. ciao Mamma Papera, c'è sicuramente in tutte le regioni, è un'associazione nazionale che ha delegazioni in tutta Italia... ma sicuramente trovi più informazioni sul sito! ;-)

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