giovedì 23 dicembre 2010

e finalmente... Buone Feste!

Ancora qualche ora e anche questa settimana è finita... domani si parte per Roma, andiamo a trovare i nonni. L'ultimo mese è stato molto faticoso, per me e la mia famiglia con: il ciclo di fisioterapia che si è finalmente concluso; la cena aziendale organizzata in montagna lasciando a casa marito e figlio che è stata molto divertente ma, sai com'è, ero un pò sulle spine e soprattutto non più abituata a fare così tardi la sera; la festa aziendale di mio marito con Babbo Natale e intrattenimento per i bimbi; cene e pizzerie per i saluti con vari gruppi di amici; preparativi, acquisto di albero (rigorosamente sintetico) e relativi addobbi, ricerca dei regali (non del tutto completata ma provvederemo entro la fine della giornata), varie ed eventuali.
Questa mattina al nido c'era la festa di fine anno ma ci è andato il maritino, io purtroppo essendo assunta da poco ho già consumato tutte le ferie accumulate per andare a Roma. Penso però che sia bello per lui partecipare, è giusto che si faccia una volta per uno non tanto per il bimbo o per 'equipartirsi' gli impegni, quanto perchè le feste all'asilo sono dei momenti molto belli ed è giusto che entrambi abbiamo la possibilità di viverli.

Non mi aspetto una vacanza riposante, ma almeno potrò rivedere e passare un pò di tempo con le persone a noi più care che purtroppo vivendo lontano vediamo poco. Spero tanto anche di riuscire a vedere qualche vecchia amica, alcune (poche) con bambini nati da poco che non conosco o non vedo da moltissimo tempo.

In genere vedo le feste di fine anno come una specie di vetta, che si raggiunge a fatica ma che una volta superata è tutto in discesa: le giornate si allungano, la primavera è sempre più vicina, e tante cose sembrano semplificarsi... o almeno quella è l'impressione!

TANTISSIMI AUGURI A TUTTI!!!

mercoledì 15 dicembre 2010

Iscrizione all'UDI

Da quest'anno sono iscritta all'UDI, Unione Donne in Italia.
Quando è nato mio figlio ho avuto modo di constatare sulla mia pelle quanto maternità e pari opportunità siano poco tutelate in questo paese, e quanto tutte le battaglie delle femministe degli anni '70 in questi ultimi tempi siano state completamente vanificate. Volevo fare qualcosa, non mi piace stare a guardare, e così mi sono ricordata di quando mia mamma mi portava alle riunioni dell'UDI, avevo circa l'età del mio cucciolo. Così le ho contattate, ho pagato il bollettino e la tessera è arrivata. Mi sono informata su quali fossero i contatti della mia città, ho scambiato alcune emails con loro e periodicamente mi hanno invitata ad incontri ed iniziative. Purtroppo questi incontri fino ad ora sono stati incompatibili con i miei orari di mamma/lavoratrice. La delegata del circolo della mia città comunque mi aveva proposto di incontrarci e così finalmente sabato scorso siamo riuscite a darci un appuntamento per un caffè.
E' stato un incontro molto piacevole, mi ha parlato dell'attività del loro gruppo, della storia dell'associazione e dei vari congressi che si sono succeduti. Io le ho raccontato di me, delle motivazioni che mi hanno spinta ad iscrivermi e a cercare di unirmi ad altre donne che volessero lottare per gli stessi obbiettivi. Le ho raccontato della maternità che non mi è stata pagata, del fatto che mi sono sentita completamente sola, come se la scelta di avere un figlio riguardasse solo me e non la società tutta. Lei, una donna sui cinquanta ben portati, non ha famiglia ma condivideva benissimo quello che dicevo. Ma mi ha confermato quanto avevo già intuito nei mesi precedenti: le altre udine sono donne di una certa età, e quelle che hanno figli li hanno ormai già grandi. Non si occupano di politica, di tematiche di questo tipo, e lo capisco. In effetti gli inviti che mi erano stati rivolti erano per incontri sulla condizione delle donne musulmane, o per la giornata contro la violenza sulle donne. Tutte tematiche di fondamentale importanza, e mi è molto dispiaciuto non poter partecipare. Ma sinceramente mi piacerebbe occuparmi in prima persona di tematiche più vicine a me... e speravo di trovare un riscontro nell'UDI.
Sono stata contenta di questa conversazione, è stata interessante e ho avuto modo di fare amicizia con una bella persona. Rimane solo un pò di amarezza e un pò di delusione verso le donne della mia generazione. Possibile che nella mia città non ci siano altre mamme/lavoratrici che abbiano voglia di farsi sentire, di fare qualcosa di attivo per cambiare le cose?
Mi sembra purtroppo un'impressione coerente con la situazione della nostra generazione nel nostro paese: è tutto in mano agli ultracinquantenni, e noi che dovremmo essere la popolazione attiva, quella che ha in mano l'economia, stiamo solo a guardare e al massimo ci restano le briciole. Ma fino a che punto quelli che sono più vecchi di noi ci lasciano poco spazio, ci chiudono le porte in faccia? Non saremo anche noi che ci stiamo adagiando, che pensiamo di essere sempre 'ragazzi', che lasciamo che siano 'i vecchi' a decidere per noi? Certo è che finchè delegheremo completamente a loro certe battaglie, noi non ne ricaveremo nulla di buono. Come può una donna che certe problematiche le ha vissute e ormai superate già da un pò, lottare per la mia maternità, per il mio asilo nido, per le mie pari opportunità? Perchè dovrebbe farlo?
Ma il punto è che ognuno pensa al suo orticello, non guarda al di là del proprio naso. Anche io adesso ho un contratto che mi tutela, bene o male l'asilo posso pagarlo. Potrei benissimo fregarmene e lasciar perdere. Ma non ce la faccio a stare a guardare, proprio no.
Questo incontro mi ha comunque convinta a rinnovare l'iscrizione, ora l'associazione ha un 'volto' e mi sembra giusto continuare a sostenerla. Forse dovrei coinvolgere altre amiche, in modo da non essere l'unica rappresentate della mia 'categoria'. Chissà...

lunedì 6 dicembre 2010

A tempo indeterminato

Da oggi ufficialmente non sono più precaria.

Durante il colloquio il mio capo mi ha detto: "una persona con il tuo ruolo mi serve fissa, è inutile che ti faccio un co. co. pro., tanto hai 3 mesi di prova, e in 3 mesi lo capisco se è il caso di continuare oppure no".
Un ragionamento che non fa una piega.
Nei 3 mesi di prova entrambe le parti potevano sciogliere il rapporto di lavoro senza preavviso, senza pagamento di penali, senza cause particolari.
Ho firmato il contratto il 6 di settembre.
Da oggi ufficialmente non posso essere licenziata senza una giusta causa, e posso andare in maternità ricevendo lo stipendio regolarmente ogni mese.
Dovrò decidermi a togliere quel "precaria e a tratti disoccupata" dall'header del blog.
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