venerdì 26 novembre 2010

Un telefilm femminista

I telefilm mi piacciono molto. Non sono di quelli che li vedono tutti e sanno a memoria tutto il palinsesto delle varie reti e quando uscirà una nuova serie. In realtà non sono mai riuscita a seguire una serie dall'inizio alla fine in TV senza perdermi una puntata perchè in generale non sono abituata a guardare molto la TV, e a programmare le mie serate in funzione di 'cosa danno stasera'. Ma da quando si sono diffusi i DVD ho iniziato ad appassionarmi a delle serie di cui prima capitava di vedere puntate saltuarie e che mi incuriosivano. Quello è il modo migliore per seguirle: le vedi quando ti pare e se ti addormenti puoi ricominciare da dove eri arrivato, la volta dopo.
La prima serie che ho seguito in questo modo è stata "FRIENDS", credo che la conoscano più o meno tutti. Questi 4 amici che vivono a Manhattan e a cui succedono cose più o meno normali, che capitano a tutti in quella fascia di età, ma raccontate in modo divertente e farcite di situazioni e battute davvero geniali.
La seconda serie è "I Soprano". La storia di una famiglia italo-americana mafiosa del New Jersey. E' a dir poco un capolavoro, personaggi ben caratterizzati, storie intrecciate che ti lasciano sempre la voglia di andare avanti alla fne di una puntata... inutile dire che per noi è stato come una droga. Abbiamo iniziato quando ero incinta, e più andavamo avanti più avevamo voglia di vederlo. Ogni sera che passavamo a casa divoravamo puntate, fino a che siamo arrivati all'ultima serie e al termine della gravidanza. Mancavano poche puntate e pochi giorni dalla data presunta. Ci chiedevamo se avremmo fatto in tempo a vedere l'ultima puntata, perchè sapevamo che se non l'avessimo vista prima del parto non l'avremmo vista più. Insomma la sera che ho avuto le contrazioni, e che poi sono stata ricoverata, abbiamo cenato con calma e visto l'ultima puntata. Al termine di questa le contrazioni erano abbastanza ravvicinate e ci siamo detti: "OK, andiamo". Il cucciolo è nato il giorno dopo. Sarà che anche lui voleva sapere come andava a finire? :-D
Abbiamo poi provato con "Fringe", un thriller fantascientifico che non so se in Italia sia stato mai trasmesso, ma un pò la storia complicata, un pò la nuova situazione di genitori che ci aveva completamente storditi (ricordo che i primi mesi non riuscivo neanche a prestare attenzione a quello che vedevo per quanto la mia testa era fuori), abbiamo mollato. Ci siamo proposti di riprovarci in futuro.

Adesso è la volta di "ALIAS". Avevo visto parecchie puntate molti anni fa, e non ostante non ci capissi molto della storia che è già abbastanza complessa (figuriamoci guardando puntate random e soprattutto senza aver visto la prima serie) mi affascinava molto. La protagonista è Sidney Bristow, una giovane donna che però non è una single di NY che ama la moda e i localini trendy come la amiche di "Sex and the City", nè una casalinga disperata come le protagoniste di "Desperates Housewives". No, lei è un'agente della CIA, anzi un double-agent, e cioè una che fa il doppiogioco con un'organizzazione terroristica chiamata SD-6 al fine di distruggerla... e così si barcamena in una doppia vita, fra studentessa modello un pò lagnosetta e acqua e sapone (decisamente pallosa) e viaggi intorno al mondo con travestimenti fichissimi e colpi di Kick Boxing. Mi ha sempre affascinato l'idea che fosse proprio una donna la protagonista, quei travestimenti con vestiti e parrucche (è in realtà molto più carina travestita che al naturale, credo sia voluto per sottolineare la sua doppia vita) e quei gadget che io ho sempre sognato e non ho mai osato chiedere, tipo macchine fotografiche nascoste nel rossetto, occhiali da sole molto fashion che in realtà nascondono telecamere a infrarossi, orecchini che sono in realtà apparecchi elettronici sofisticatissimi, e così via. In più lei parla fluentemente tutte le lingue (quando capita l'italiano è da ridere), è esperta di informatica ed elettronica, e anche con cose mediche se la cava molto bene. In più la classe e l'eleganza nelle lotte corpo a corpo è la ciliegina sulla torta (sono stata appassionata di Kick Boxing e l'ho praticato fino a che sono rimasta incinta... purtroppo è l'unica cosa che mi manca davvero da quando sono diventata mamma ma magari fra qualche anno riprenderò!). Ma alla fine della prima serie il colpo di scena che mi convince del tutto: - a questo punto chi avesse intenzione di vederlo dall'inizio forse farebbe bene a non leggere oltre - per molte puntate il nemico è un'organizzazione che vuole sabotare l'SD-6, capeggiata da un personaggio diabolico e sconosciuto chiamato The Man. La sorpresa nell'ultima puntata è che The Man è in realtà la madre di Sydney, scomparsa quando lei aveva solo 6 anni. Ecco, adesso ditemi che non è un telefilm femminista!



giovedì 25 novembre 2010

Giornata contro la violenza sulle donne

Oggi è la giornata contro la violenza sulle donne. Sull'argomento hanno scritto in tante e tanti, e cito qui alcuni links:

- Un altro genere di comunicazione: Quando il mostro è in famiglia

Quello che è mi piacerebbe sottolineare è che la violenza sulle donne si esprime in diversi modi, spesso sottili e poco riconoscibili. La cosa su cui bisogna mettere l'accento è che nella maggiorparte dei casi avviene fra le mura domestiche o comunque da parte di persone che conoscono la vittima. Chissà quante volte il peggio si sarebbe potuto evitare: queste persone fanno leva sulle debolezze, sulle situazioni, sul fatto che difficilmente le loro vittime troveranno il coraggio di parlare perchè si sentono minacciate, o semplicemente temono di non essere credute, o di essere giudicate come 'esagerate'. Se un'amica, una collega, una figlia o sorella, o qualunque altra donna vi manifestasse che ha attenzioni morbose da parte di un uomo, che è preoccupata ed angosciata per questo, non sottovalutate quello che vi sta dicendo. Piuttosto datele appoggio, perchè è l'unico modo per porre un freno a queste persone.

mercoledì 24 novembre 2010

Il mio capo fuma in ufficio

e quel che è peggio, lo fa durante le riunioni. La finestra è aperta, io cerco di avvicinarmici e di allontanarmi il più possibile da lui... ma che cavolo? Ma in che secolo vive? Non sono una bacchettona, nè una salutista. Mi rendo conto che certe cose sono irrazionali, io mi mangio le pellicine su labbro per esempio. So anche che in certi casi a niente serve conoscere i rischi del fumo, ricordo che quando lavoravo in ospedale c'erano oncologhe radioterapiste che fumavano persino in bagno, di nascosto (lo testimoniavano i mozziconi galleggianti nel water). Tutti sanno che il fumo è la prima causa di morte per tumore al polmone, e che è causa di molte altre malattie. Capisco che a molti possa non fregare niente della propria salute. Ma si sa che anche il fumo passivo è dannoso e da parecchi anni ormai (dal 2005) c'è il divieto di fumare nei luoghi pubblici. Ricordo la sera prima che entrasse in vigore questa legge: sono tornata a casa dopo una serata al pub con gli amici (un'altra vita proprio...) e i miei vestiti puzzavano di fumo come al solito... mi sono detta "da domani mai più questa schifezza!". Ricordo gli amici fumatori incalliti che lì per lì erano molto scocciati, ma qualche mese dopo hanno confessato che tutto sommato preferivano anche loro così, che da quel giorno fumavano meno e che tutto sommato un'aria più respirabile al ristorante e in tutti gli altri luoghi pubblici era più piacevole e igienica per tutti. I risultati da un punto di vista sanitario dell'applicazione di questa legge poi si sono già visti (queste slides sono molto interessanti).
Insomma, fumare in un luogo chiuso, senza nemmeno chiedere scusa ai colleghi, è oltre che un atto di maleducazione e mancanza di rispetto, un comportamento retrogrado. Mi fa venire in mente quelle scene nei vecchi film in cui si fumava persino al cinema.

venerdì 19 novembre 2010

Olè Olè, Mister mandarino...

Adesso ha imparato persino a sbucciarsi i mandarini e mangirseli tutti da solo. Tu gli apri il primo pezzo, poi lui va vicino alla pattumiera, toglie tutta la buccia pezzetto per pezzetto e la butta (abbiamo capito che buttare le cose nella pattumiera è una delle cose che gli piace fare di più), poi stacca gli spicchi ad uno ad uno e se li mangia. I mandarini gli piacciono da matti, è capace di mangiarsene anche una decina di seguito. Per carità, tutte vitamine!

Non a caso una delle sue canzoni preferite è Mister mandarino, dei Matia Bazar:





giovedì 18 novembre 2010

Se telefonando...

Per restare in tema di progressi emozionanti... oggi ho per la prima volta parlato al telefono con il cucciolo!
Questa settimana è a casa, causa bronchite. In realtà sta bene, ha giusto un pò di tosse ma il pediatra dice che è meglio tenerlo a casa qualche giorno e così ci alterniamo fra me, il maritino e la baby sitter...
Ora è a casa col papà, così chiamo per sapere se è tutto ok, e sento la sua vocina in sottofondo, così gli chiedo "me lo passi?". Lui non è sempre d'accordo di rispondere al telefono, molto spesso dice no. Oppure se lo fa passare ma rimane muto, sorride e risponde solo a monosillabi. Comunque non era mai capitato che ci fossi io dall'altra parte! La cosa che mi ha stupita è che abbiamo davvero parlato... mi ha detto "potto?" (vuol dire 'pronto?') e io gli ho chiesto: "hai mangiato?" e lui "si si", "e cosa hai mangiato?" faccio io, e lui: "pappa"... mammamia che emozione! E che vocina deliziosa!!! Sembro matta ma le altre mamme mi capiranno...

martedì 16 novembre 2010

Un treno lungo lungo

A proposito di progressi, la prima canzone che il mio cucciolo mi ha insegnato, ossia la prima che mi ha cantato e di cui ho capito quasi completamente le parole pur non conoscendola, è stata questa:

Ecco un treno lungo lungo
che attraversa la città.
Lo vedete, lo sentite
ecco il treno eccolo là.
E quando passa il treno sotto la galleria
o mamma mia non si vede più.

In realtà lui mi ha detto "Ecco teno gungo gungo tattaessa acittà" più altre cose che non ho capito, e poi ha gridato "Oh mammamiaaaa!". Quindi ho cercato in rete e fra le tante versioni di questa canzone, questa mi è sembrata la più simile rispetto a quella che canta lui. Sembrerà sciocco, ma capire da un bimbo di 2 anni la frase "Ecco un treno lungo lungo che attraversa la città", senza sapere in anticipo a cosa si riferisse, a me è sembrata una grande conquista e mi sono molto emozionata!

Progressi

Il cucciolo fa progressi ogni giorno. Ogni giorno parole nuove, frasi sempre più complesse, canzoncine nuove imparate all'asilo che prima non conoscevo e di cui - meraviglia! - riesco persino a capire il significato.  E' sorprendente quanto in fretta impari e memorizzi qualunque cosa. E allo stesso modo impara a fare sempre più cose da solo. L'ultima cosa che gli piace molto fare è buttare le cose nell'immondizia, in particolare i tovaglioli e i fazzoletti sporchi. Molto positivo, ho pensato. Se non fosse che in qualunque momento del pranzo o della cena vuole scendere dalla sua sedia per andare a buttare i tovaglioli di tutti, dopo averli accuratamente accartocciati tanto da farli entrare perfettamente nella sua manina, incurante del fatto che fossero ancora puliti, e che la cena fosse appena iniziata.
Non mi va di stroncare questa sua voglia di mettere ordine e di 'aiutare' (a suo modo). Ma se continuiamo così, oltre a rispettare poco l'ambiente, spenderemo tutti i nostri risparmi in tovaglioli di carta!

venerdì 12 novembre 2010

Famiglia

Nei giorni scorsi si è tornati a parlare dell'argomento 'Famiglia': prima per le dichiarazioni di Giovanardi - che fra l'altro ha offeso scienza e biotecnologie e mi permetto di dire che ha dimostrato la sua ristrettezza culturale dal momento che scienza e biotecnologie prima di tutto salvano vite umane, curano malattie, ci migliorano la qualità della vita - alla Conferenza nazionale sulla famiglia (dove si è presentato in luogo di Berlusconi che per una volta ha avuto il buon gusto di farsi da parte); poi le dichiarazioni di Sacconi, presto ridimensionate, che dice di volere sostegni solo per la famiglia "fondata sul matrimonio e orientata alla procreazione"; infine Alemanno che ha dichiarato "Se vogliamo aiutare le famiglie, che sono quelle sposate, vuol dire aumentare le tasse ai single e alle coppie con pochi figli". Anche se con ritardo, sento il bisogno di dire la mia. Ho già commentato di qua e di là ma ora voglio fare il punto di quello che penso: meglio tardi che mai.
Sento il bisogno di scrivere perchè trovo queste parole ridicole. Si usano le coppie di fatto, i single, peggio ancora i gay (perchè è lì che vogliono andare a parare) come pretesto per non affrontare i problemi. E' come se dicessero: "le famiglie hanno difficoltà perchè i single e i gay, cancro della società, tolgono risorse. Fino ad ora è per questo che non vi abbiamo aiutato, care famiglie 'tradizionali' ma svantaggeremo loro per avvantaggiare voi!". Possono convincere di questa teoria un vecchietto bigotto, o un bamboccione che neanche si sforza di cercare casa perchè con i suoi ci sta bene eccome e non può neanche immaginare cosa significhi metter su famiglia di questi tempi.
Ma io sono sposata, e ho un figlio che ho concepito senza l'aiuto delle biotecnologie e quindi rientro nella 'famiglia tradizionale' che intendono loro. Questa storia la tirano fuori da molto tempo eppure io non ho mai visto nè aiuti, nè solidarietà dalle istituzioni per la mia scelta. Piuttosto ho visto diritti calpestati, umiliazioni e tante difficoltà per la mia scelta. Ne ho già parlato qui e qui. Se ci siamo buttati in quest'avventura è stato solo perchè sapevamo di avere le spalle sicure (alle brutte, i nostri genitori ci avrebbero dato una mano, e di fatto in passato di aiuti economici dalle nostre famiglie ne abbiamo avuti tanti), se riesco a conciliare lavoro e famiglia è solo perchè io e mio marito ci facciamo in 4, e paghiamo un asilo a caro prezzo. Quindi non mi venissero a dire che mi aiuteranno perchè sono sposata e ho un figlio, perchè sinceramente non ci credo.
E comunque le persone si sposano e fanno figli se hanno un lavoro sicuro, le donne se sanno che troveranno ancora un lavoro al termine del periodo di maternità, se sanno che tornando al lavoro non dovranno spendere tutto il loro stipendio per un asilo nido e che l'organizzazione della vita familiare non sarà poi una lotta quotidiana, se sanno che dopo aver pagato l'affitto di una casa o un mutuo e tutte le bollette gli rimarrà ancora qualcosa per permettere al figlio una vita dignitosa, e così via. Per passare da single a famiglia ci devono essere tutta una serie di presupposti che loro non mi sembra fino ad ora abbiano cercato di creare. E comunque discriminare famiglie con genitori sposati e famiglie con genitori non sposati, magari loro malgrado separati, significa discriminare i bambini che non hanno alcune responsabilità delle scelte dei genitori.
E non vedo come i single e i gay possano danneggiarmi in quanto famiglia, non vedo proprio cosa c'entrano.
Quello che vedo è solo che trovano scuse, a mio parere ridicole, per non affrontare il problema o per convincere gli elettori che loro sì lo stanno affrontando ma solo per quelli che 'lo meritano'. Mi dispiace ma io non me la bevo, appartengo alla categoria che loro dicono di sostenere e alle loro chiacchiere non credo più.

O forse mi sbaglio, forse nemmeno io appartengo a quella categoria: forse loro si riferiscono a coppie sposate in chiesa e con moglie casalinga?

lunedì 8 novembre 2010

La mamma ansiosa

Oggi il cucciolo torna a casa dall'asilo per la prima volta con la baby sitter.
Ho bisogno di fare della fisioterapia e successivamente dello sport (ancora non so quale, ma devo farlo assolutamente!) perchè ho 'lombalgia cronica' e quest'estate sono rimasta bloccata 4 giorni a letto. E comunque mal di schiena o no, un'ora a settimana di attività fisica mi farebbe bene (certo sarebbe meglio anche 2 ma insomma...). In più i nuovi impegni al lavoro mi hanno messa di fronte alla decisione di farmi aiutare: i nonni sono lontani, facciamo tutto da soli e prenderlo all'asilo è sempre una corsa contro il tempo; se non posso io va il maritino ma non è sempre così scontato e sapere che possiamo contare anche su una terza persona certo ci semplifica le cose.
Così ho sparso la voce all'asilo e si è offerta un'educatrice che il piccolo conosce molto bene e mi sembra gli piaccia anche molto. Al termine dell'orario di asilo andranno via insieme, le ho comprato un seggiolino e ho spiegato al cucciolo che qualche volta tornerà a casa con la 'brumm di Lory'. Considerata la sua passione per le automobili, e considerato che ama identificare le persone con le auto che guidano e sperimentarle, ho avuto l'impressione che l'idea di entrare nella brumm di Lory gli sia sembrata una vera figata.
Sono convintissima che questo sia un bene, che ho bisogno di ritagliarmi un piccolo spazio e che questa schiena me la devo curare. Sono anche convinta che sbaglia chi vuole fare tutto da solo, che l'aiuto esterno è importante e ci permette di conciliare le varie parti della nostra vita limitando per quanto possibile lo stress. Inoltre credo che i bambini debbano avere diverse figure di riferimento che non siano esclusivamente i propri genitori e nonni, e che nella compartecipazione di relazioni diverse si cresce e si matura: anche per questo motivo ho scelto di mandarlo al nido.
Oggi però ho il magone. Penso a questo bimbo piccolo di fronte a questa novità, e non so che reazione aspettarmi. E mi vengono mille paure, irrazionali, lo so.
La baby sitter è una ragazza in gamba, è educatrice in quell'asilo e già questa è una garanzia. In più ci ho parlato tante volte e ho potuto constatare che è una ragazza intelligente, scrupolosa, seria e allo stesso tempo molto dolce con i bimbi.
Stamattina l'ho chiamata, per dirle le ultime due cose: che poteva dargli qualcosa da mangiare se lui ne avesse avuto voglia, che oggi piove ma che tanto la giacca ha il cappuccio (non ho proprio resistito), e avrei voluto anche dire di stare attenta sulla strada e guidare piano ma mi sono trattenuta. Ho sostituito la frase 'mi raccomando attenzione che il seggiolino sia montato correttamente e che lui sia legato mentre viaggia' con: 'è stato difficile montare il seggiolino?'. Per quanto mi sia sforzata di non aggiungere altre raccomandazioni, lo so che è il suo lavoro, che certe cose già le sa e non devo dirgliele io... mi sono sentita una mamma ansiosa. Ma che ci posso fare?
Credo che la differenza fra una mamma ansiosa e una mamma non ansiosa sia semplicemente nel fatto che la seconda riesce a dissimulare e la prima no.
Non mi piace essere una mamma ansiosa e mi sforzo per non esserlo... ma forse oggi non sono riuscita a dissimulare del tutto.

lunedì 1 novembre 2010

Senza parole

Ormai non ho davvero più parole. Il disgusto è tale e soprattutto le cose talmente fuori da ogni logica che proprio non esistono commenti abbastanza efficaci. Mi torna in mente un episodio accaduto quest'estate. Eravamo in vacanza con i miei, al mare, in una famosa località frequentata da politici, attori, personaggi dello spettacolo, intellettuali. Andiamo a fare una passeggiata in paese, decidiamo di sederci al bar a prendere un aperitivo, come spesso succede. Una volta accomodati non possiamo far a meno di notare una scena al tavolino accanto al nostro: un uomo sulla quarantina, della zona, con 5 o 6 ragazze nere, brasiliane. Lui sembrava essere molto sicuro di se, le ragazze molto appariscenti e vestite 'da spiaggia', ossia con poco più che un costume o pareo. Una di loro doveva essere la donna del tipo e le altre sembravano delle amiche/sorelle che dovevano essere inserite nel giro. Almeno 2 di loro erano minorenni. Il tipo fa il gradasso, il simpatico, si pavoneggia. a un certo punto passa un uomo di mezza età, conoscente del tipo, che si presenta a tutte le ragazze facendo il baciamano. Finito il 'colloquio' il tipo va via e le ragazze restano al tavolo a finire le loro consumazioni.
Inutile dire che quella scena mi ha rovinato la serata. Ero sconvolta, davvero. Immaginavo che stavano organizzando uno di questi festini e le ragazze sarebbero state 'ingaggiate'. Erano giovanissime, ripeto almeno 2 minorenni, una delle quali non dimostrava neanche 16 anni. La cosa che mi scioccava di più era questa spudoratezza. Ormai ci si è talmente assuefatti e abituati che questi uomini non solo non si vergognano, ma addirittura ostentano la loro posizione, come se ci fosse qualcosa di cui andare fieri.
Quando esce fuori una nuova 'puntata' della vita sessuale del nostro premier ormai non ci si indigna più di tanto. Si, qualche commento da parte di quelli 'di sinistra', ma alla fine tutto si riduce a tormentoni sul web, bunga bunga... Anche io ho condiviso la versione di Elio e le storie tese su Facebook. Ma me ne sono pentita. Si parla di persone malate, maniaci sessuali e ragazze minorenni. Si parla di donne che sanno e non fanno nulla. Insomma, non solo non ci trovo nulla da ridere ma penso che fare dell'umorismo su questo argomento sia triste e di pessimo gusto. L'unico video che trovo giusto condividere in questo momento è invece quello della TV spagnola, se non lo avete visto guardatelo. E notate come fra quelli divertiti dalle battute sessiste del premier ci siano Giorgia Meloni (attuale Ministro della Gioventù) e Renata Polverini (sindacalista e attuale Presidente della Regione Lazio). Io davvero sono senza parole.

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