lunedì 25 ottobre 2010

Una questione di educazione

Sono una femminista incallita e l'argomento del mese del blogstorming mi stuzzica.

Combatto ogni giorno per dimostrare che si può essere mamme e lavorare e conciliare tutto nel migliore dei modi, anche se è chiaramente molto faticoso.
Mi fa rabbia vedere come il corpo delle donne è umiliato continuamente in televisione, nei giornali, nei manifesti. Di come se ne serva per pubblicizzare oggetti che con un corpo femminile, tanto più nudo, non c'entrano nulla.
Mi innervosisce il fatto che nel nostro paese spesso le donne che scelgono di non lavorare 'perchè tanto il marito guadagna bene', pur essendo laureate, sono viste come 'quelle che hanno capito tutto della vita' e non semplicemente delle donne pigre, senza ambizioni.
Sono stata disoccupata alcuni mesi, l'anno scorso ed ero disperata, pensavo di essere qualcosa di più che solo una mamma, di poter fare altro oltre che andare al supermercato o cambiare un pannolino, che il mio cervello meritasse di più.
Detto questo, trovo che le differenze di genere siano una delle cose più belle del mondo. Sono per le quote rosa perchè penso che è nel confronto fra persone diverse fra loro che si inizia a costruire qualcosa, e che se le donne avessero davvero pari opportunità la crisi economica sarebbe meno grave.
E' chiaro che un'educazione alla parità e al rispetto dell'altro sesso inizia presto, da piccolissimi. Ma è soprattutto l'esempio che si ha in casa che fa la differenza. Non credo c'entrino tanto i giocattoli in se, o il colore dei vestiti quanto i valori in cui i genitori credono e che dimostrano ogni giorno ai propri figli. E' fondamentale secondo me che un bambino veda dal primo giorno armonia fra i genitori, che veda che si rispettano e si dividono i compiti, che il lavoro di entrambi è ugualmente importante, che non c'è un genitore più stanco dell'altro, uno che si fa in 4 e l'altro che sta sul divano a guardare la TV. Che può succedere che un giorno la mamma ha da fare un pò più a lungo e allora all'asilo viene a prenderti il papà. Che cucina chi arriva prima a casa, fa la spesa chi quel giorno ha più tempo. E appena sarà abbastanza grande bisognerà spiegargli - quelle poche volte che si accenderà la televisione in casa - che le ragazze che pensano di far carriera ballando seminude o concedendosi al potente di turno non sono donne da ammirare ma anzi ricevono umiliazioni a causa di queste loro scelte. Che quegli uomini che si approfittano della loro posizione per circondarsi di quelle donne sono persone disgustose. Che nella vita sono importanti lo studio, la cultura, il cervello e non la taglia del reggiseno... anche se purtroppo la realtà dei fatti almeno da noi sembra dire piuttosto il contrario.
Riguardo all'abbigliamento, non vedo davvero cosa ci sia di male a vestire una bambina 'da femmina' e un bambino 'da maschio', purchè siano vestiti 'da bambini'. E riguardo ai giocattoli, non penso che sia giusto imporli, è giusto che giochino con ciò che vogliono quanto vogliono, nei limiti della sicurezza e dell'adeguatezza all'età dei giocattoli stessi. Mio figlio adora le macchinine ma ha anche un set di pentoline fucsia e un cestino della spesa (fucsia anche lui) che gli piacciono tantissimo.
Insomma siamo noi con il nostro comportamento a determinare tanto di quello che i nostri figli saranno da adulti. Purtroppo intorno a me vedo ancora tante famiglie che sembrano essere rimaste agli anni '60.

Questo post partecipa al blogstorming

5 commenti:

  1. Amen!
    Io faccio sempre casino nell'esprimermi, ma quello che dici è esattamente quello che penso!

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  2. mi piacciono moltissimo gli esempi che fai. azzeccati e d'effetto. ovviamente sono d'accordo con tutto (o quasi). grazie per questo post!

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  3. grazie a voi per essere passate e aver letto il mio post.

    @Maggie: posso chiederti su cosa non sei d'accordo? sono curiosa e penso che sia interessante confrontarci. prometto di non offendermi, al massimo di discutere un pò ;-)

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  4. Concordo ed è quanto ho cercato di spiegare nel mio post. L'esempio è quello che conta. L'esempio dei genitori. E devo aggiungere che non so quanto resisterei con una persona a fianco che si buttasse sul divano aspettandosi che io faccia tutto il resto solo perché lui è stato al lavoro. Ho rispetto della sua stanchezza, ma lui ha rispetto della mia, che sto con il Fagiolo tutto il giorno e dormo poco la notte...bel post, concordo e condivido!

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  5. Bellissimo post, cara Cosmic Mummy, e assolutamente d'accordo con te (su questa, come su molte altre cose!)

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