giovedì 1 luglio 2010

Il Curriculum dei diritti mancati

Girando in rete, fra siti e blog di mamme e genitori in generale, ho trovato molto bella l'iniziativa Il CerVello di mamma e papà in cui si esortano i genitori a scrivere sul Curriculum quali capacità hanno acquisito o affinato da quando sono genitori. In effetti soprattutto le donne non sanno mai se scrivere o meno sul CV di avere dei figli, io stessa non ho ancora deciso se è il caso di farlo e così rimando la scelta ad un secondo momento, lasciandolo per adesso così com'è: senza nessun riferimento all'argomento. Ma c'è un'altro tipo di curriculum che vorrei scrivere oggi: non il Curriculum Vitae et Studiorum ma il Curriculum Iurium Defectorum, ossia il curriculum dei diritti mancati. Il nome l'ho inventato sfruttando vecchi ricordi di latino e perdonatemi se è sbagliato.
Nella mia vita lavorativa da precaria ho visto continuamente venirmi negati i miei diritti di lavoratrice e madre. E non perchè sia stata infranta alcuna legge: semplicemente perchè i miei contratti di lavoro prevedevano così. 
Il mio CID potrebbe essere quindi il seguente:

Esperienze Lavorative:
2003 - 2007: Specializzanda e Borsista. Nessun contributo versato.
gennaio 2008 - giugno 2009: Co. Co. Pro. 5 mesi in maternità obbligatoria senza stipendio. Indennità di maternità rifiutata per errori di comunicazione fra l'INPS e l'azienda. Ricorso inviato ma nessuna risposta dopo quasi 2 anni. Se avesse avuto un contratto a tempo determinato o indeterminato l'azienda le avrebbe pagato lo stipendio anche durante l'astensione e avrebbe ricevuto a sua volta l'indennità dall'INPS, pagando di tasca propria gli errori del suo ufficio personale.
luglio 2009 - gennaio 2010: Disoccupata. Nessuna indennità di disoccupazione in quanto non previsto per contratti di lavoro co. co. pro., ma solo per contratti a tempo determinato (NOTA: Il Bonus Una Tantum per i precari tanto propagandato dal governo invece non le spettava perchè fuori dal limite di reddito per il 2008, avendo lavorato solo 8 mesi e con uno stipendio certamente non di lusso).
gennaio 2010 - luglio 2010: Borsa di Formazione. Nessun contributo versato. 
luglio 2010 - settembre 2010: Disoccupata per vacanze con il figlio. Ha preferito chiedere un rinvio dell'inizio del nuovo contratto per poter passare i mesi estivi con il figlio. Se avesse avuto un contratto annuale anzichè semestrale e con regolare versamento di contributi, avrebbe potuto chiedere il congedo parentale con una retribuzione pari al 30% dello stipendio.

6 commenti:

  1. E' veramente pazzesco :((
    Quando leggo e vedo di certe situazioni mi cascano le braccia. Io ho avuto la fortuna, anche quando ero co.co.pro. di avere cmq un contratto che mi garantiva la maternità ecc. All'epoca di queste cose non mi interessavo, ero più giovane e non ci pensavo, ma sono cose che invece dovrebbero interessare tutti, in quanto diritti inderogabili :((

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  2. si ma anche a me per legge spettava... solo che doveva pagarla direttamente l'INPS e non il datore di lavoro come succede per contratti da dipendente. i miei contributi all'INPS non risultavano non ostante fossero stati pagati, non si è mai capito bene cosa sia successo e probabilmente ci sono state delle negligenze sia nell'ufficio personale che nello stesso INPS. Ho dovuto far ricorso e gli farei anche causa ma finchè non mi rispondono me lo hanno sconsigliato, rischierei poi di pagare di tasca mia la causa se nel frattempo l'INPS risponde positivamente. questa storia mi fa rabbia non tanto per i soldi quanto perchè ti fa sentire che la tua maternità non è appoggiata per niente dalle istituzioni che dovrebbero, invece, tutelarla.

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  3. Mi dispiace della tua situazione e ti capisco come lavoratrice anche se "fissa" e come mamma. Forza e coraggio che le mamme hanno sempre una marcia in più....

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  4. Le istituzioni la maternità la appoggiano a parole, giusto per far piacere alla chiesa. Nei fatti non gli frega nulla.

    Il diritto mancato è anche trovarsi dopo dottorato, postdoc e assegno senza uno straccio di futuro...

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  5. x Twins(bi)mamma: ti ringrazio, è vero che abbiamo una marcia in più ma sarebbe bello sentirsi appoggiate dalle istituzioni. in fondo fare figli non riguarda solo noi donne, ma tutta la società!

    x Angelo: e lo dici a me...

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  6. guarda, mi sono fatta 7 mesi con partita iva (!!!) in un'assicurazione (mai più!!!) e poi un anno e mezzo di cocopro, che oltre alla tredicesima, quattordicesima e buona parte dei contributi, faceva risparmiare a questo sistema di m. anche gli assegni familiari...benedetta quella volta che ho preteso il contratto da dipendente, minacciando il licenziamento!
    in bocca al lupo!
    p.s. nella prossima vita io faccio l'idraulico.

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Le discussioni mi piacciono: dimmi come la pensi. I commenti anonimi però non sono accettati.

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