mercoledì 23 giugno 2010

Programmi per l'estate

Fra meno di un mese il mio contratto di 'borsa di formazione' scade. Quando ho partecipato al concorso per l'assegnazione di queste borse ero convinta che non mi avrebbero scelta in quanto 'troppo vecchia' per un contratto di questo tipo. Quando sono andata a firmare il contratto invece, ho scoperto che su 4 persone che erano con me a firmare solo una era più giovane, di poco, un'altra coetanea, un'altra addirittura di qualche anno più vecchia. Mi sono consolata, pensando che non ero l'unica disoccupata alla mia età, e con il mio livello di studi. Ho pensato che fosse emblematico della situazione lavorativa di tanti laureati in campo scientifico nel nostro paese. Ancora più emblematico è stato scoprire che un tipo di contratto come questo non prevedeva il versamento di contributi. Un'ente di ricerca bandisce delle posizioni per persone laureate... ok, si tratta di formazione per l'inserimento nel mondo del lavoro, ma non si prende in considerazione il fatto che queste persone siano pur sempre dei lavoratori e per giunta qualificati. O meglio, quando si tratta di trattenere le tasse siamo lavoratori a tutti gli effetti, ma i contributi non ci spettano. Ci venisse mai in mente di andare in maternità da precarie? Ci venisse mai in mente di andare in pensione, a una certa età?

Detto questo, il lavoro non è esattamente nel campo in cui mi sono specializzata, ma è comunque in campo tecnologico, è molto interessante, e i colleghi sono simpatici. Insomma, mi sono trovata bene e questa borsa è stata una bella opportunità. Nella società che mi ospita - la borsa è pagata da un ente di ricerca per portare avanti un progetto in una società che fa parte di questo ente di ricerca - mi hanno dato la possibilità di restare con un nuovo contratto, sempre precario, ma ne sono ben contenta.
A questo punto però avendo io un bambino piccolo e volendo godermi un pò l'estate con lui, ho pensato di far partire il nuovo contratto da settembre in modo da poter andare fuori un mese e mezzo, al mare.
Quando ne parlo a chi mi chiede se ho già programmi per le vacanze, cerco sempre di commentare la mia scelta dicendo che visto che c'è la 'flessibilità', tanto vale approfittarne... come se una scelta del genere dovesse essere giustificata, come se mi dovessi sentire una 'scansafatiche' perchè preferisco concedermi una vacanza un pò più lunga del solito con il mio bambino mentre gli altri, quelli che hanno contratti di lavoro 'normali', vanno a lavorare.
Ma non è così. Se avessi anche io un contratto 'normale' questa vacanza potrei farla ugualmente ma retribuita al 30% dello stipendio chiedendo il congedo parentale. E per averne diritto sarebbe bastato anche un co. co. pro.

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