giovedì 3 giugno 2010

Arrivano i nonni


Oggi vengono a trovarci i nonni, quelli materni, i miei genitori quindi. Si tratterrano per qualche giorno.
Lo scorso finesettimana invece è venuta la nonna paterna, mia suocera.

Vivere lontano dalle proprie famiglie di origine ha da una parte il grosso vantaggio di essere completamente autonomi e indipendenti, di poter fare le proprie scelte senza dover rendere conto continuamente ai propri genitori, di poter passare i sabati e le domeniche con gli amici senza doversi giustificare.
Per come sono fatta non mi piace essere continuamente giudicata e ricevere consigli, cosa che le mamme invece fanno senza neanche rendersene conto: lo farò sicuramente anch'io quando i miei figli saranno adulti. So che le intenzioni sono buone, ma proprio non ce la faccio a fare buon viso a cattivo gioco.
In più, mi piace risolvermi i miei problemi da sola, gestire la mia casa e mio figlio senza l'aiuto di nessuno, anche se questo comporta poi di dover rimanere a casa quando il bimbo sta male e non può andare all'asilo e la baby sitter non è disponibile; o passare una settimana a casa con l'influenza e invece che starsene a letto dover lavare e cambiare tuo figlio dalla testa ai piedi 3 volte al giorno perchè poverino, proprio in quella settimana, ha avuto la gastroenterite; oppure tenersi un'emicrania devastante e far finta di niente perchè proprio quel giorno tuo marito è fuori città e nessun altro può aiutarti.

Si, i momenti difficili ci sono stati e ci saranno, ma io sono ancora dell'idea che è meglio contare solo sulle proprie forze. Il prezzo da pagare per questa indipendenza e autonomia, sono i sensi di colpa: per i tuoi genitori, che potrebbero godersi il nipotino ogni volta che vogliono, e invece devono accontentarsi di vederlo su skype e di poter passare qualche giorno ogni tanto con lui programmato in anticipo; la paura che loro potrebbero aver bisogno di te, e tu invece non ci sei; la paura che possa succedere qualcosa e tu verresti a saperlo troppo tardi; la voglia di abbracciarli ogni tanto, e di mostrargli più spesso quanto sono orgogliosa del mio bimbo e di come sto riuscendo a costruire la mia vita, la nostra vita di famiglia.

Anche io come il mio piccoletto ho avuto i nonni lontani. Anche i miei genitori hanno fatto scelte simili alle nostre. Eppure ai miei nonni ho sempre voluto tanto bene, sono stati importantissimi e adesso mi mancano.
E credo che lo stesso sia per lui. Non è un caso che dopo 'mamma' e 'papà' le prime parole siano state 'nonno' e 'nonna', non ostante li vedesse più o meno una volta al mese. Ed è incredibile vedere quanto è contento con loro, e quanto si diverta anche solo a vederli attraverso una webcam. Al di là dello stupore nel vedere come un bambino così piccolo abbia tanta confidenza con la tecnologia da riuscire addirittura a giocare con chi è dall'altra parte dello schermo, come se fosse realmente presente, è bello vedere che lui cerca i nonni nel PC, e chiede di vederli ogni volta che lo accendiamo.

Quando era molto piccolo la venuta dei nonni era per me fonte di stress. Forse le mie insicurezze mi facevano vedere tutto dal lato sbagliato, ma mi sentivo come sotto esame, come se dovessi continuamente dimostrare di sapermela cavare, di essere all'altezza. Probabilmente, soprattutto le nonne, percepivano questa mia insicurezza e, assolutamente in buona fede, pensavano di essermi d'aiuto mettendo bocca su qualunque argomento relativo alla cura di mio figlio. E questo non faceva che peggiorare le cose: mi sentivo trattata come una bambina che giocava con le bambole e per questo mi mettevo sulla difensiva diventando aggressiva per la minima stupidaggine. Con conseguenti dispiaceri (miei e loro) e sensi di colpa.

Ora invece mi sento più sicura di me, più tranquilla e sicura delle mie scelte, e la venuta dei nonni non mi spaventa più, anzi mi emoziona.

Mi emoziona pensare alla gioia del mio cuccioletto quando li vedrà, mi emoziona pensare ai giochi che farà con loro, alle attenzioni che riceverà e all'affetto che si scambieranno.

E perchè no, mi piace anche l'idea che per qualche giorno qualcuno mi darà una mano, mi permetterà qualche momento libero in più, mi concederà una serata al cinema con il maritino. Cosa di cui ormai ci eravamo quasi dimenticati.

1 commento:

  1. Ti dirò...mi trovi sostanzialmente d'accordo, anche se noi abbiamo fatto la scelta opposta. Alla fine del nido ci trasferiamo per avere i nonni (i miei genitori) più vicini. Ci abbiamo penZato un po', ma alla fine abbaimo visto che da soli non ce la facciamo: Lei lavora turni, io lavoro fuori....non reggiamo. Ci scoccia tantissimo, ma dobbiamo pensare la bene della bimba.

    I nonni sono tutti ugHuali, mettono bocca su tutto. Io ho risolto mandandoli a fare in CHULO...e anche con una certa soddisfazZione!

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