martedì 29 giugno 2010

Alle giostre

Domenica siamo stati ad una festa paesana. Ci siamo divertiti molto e il cucciolo è stato per la prima volta alle giostre. Chi non ha figli penserà che è una stupidaggine, ma la prima volta alle giostre di tuo figlio è un momento emozionante. Abbiamo fatto 4 giri e non voleva più scendere. Abbiamo provato il cavallo e la giraffa. La tigre no perchè era all'esterno e aveva paura.
Osservando questa giostra stile retrò non ho potuto fare a meno di notare quanto fosse kitsch: ricordava la giostra di Mary Poppins, quella che trovano tuffandosi nel dipinto di gesso sul pavimento del parco, e dalla quale a un certo punto i cavalli si staccano portando i personaggi in giro per quel giardino fantastico fino ad arrivare ad una vera corsa di cavalli... La nostra giostra però non era a cartoni animati, ma di plastica. E i cavalli invece che delle piume avevano un piumino per la polvere, di quelli arcobaleno che si trovano alle bancarelle del mercato o nei negozi 'tutto a 1 euro' (se non ci credete, guardate bene la foto).
Mi sono tornate in mente le giostre di quando ero piccola, con le macchinine e i dischi volanti. Le macchinine erano di vari modelli, dall'utilitaria all'auto sportiva, forse anche da corsa. Avevano il volante e il claxon. I dischi volanti avevano un pulsante per sparare e uno per volare. Se non ricordo male fra questi c'erano anche i personaggi dei cartoni animati giapponesi: Ufo Robot, Goldrake, qualcosa del genere. E le carrozze! E anche Dumbo o altri personaggi su cui cavalcare ma in genere erano per i più piccoli...
Ma era davvero così o i miei ricordi offuscati si stanno mischiando alla fantasia?
Comunque sia, non mi piace fare la nostalgica ma stavolta ho l'impressione che le giostre di una volta erano davvero più divertenti.

venerdì 25 giugno 2010

The King of Pop

Un anno fa moriva Michael Jackson.
Un giorno triste per me che sono una sua fan da quando ero alle scuole medie.
Sapevo che non sarebbe arrivato alla vecchiaia, malconcio com'era. Ma immaginare un mondo senza Michael Jackson mi sembrava impossibile.
Non voglio pensare a come avesse rovinato la sua bellezza, e a quanto una vita così straordinaria gli si fosse ritorta contro. Voglio ricordarlo così, con questo video, in cui per la prima volta il mondo ha visto il Moonwalk, e in cui si è palesato in tutta la sua classe. E con questa canzone, la più bella di tutti i tempi.
E' stato davvero il più grande di tutti.

 

Billie Jean is not my lover
She’s just a girl who claims that I am the one
But the kid is not my son
She says I am the one, but the kid is not my son

mercoledì 23 giugno 2010

Programmi per l'estate

Fra meno di un mese il mio contratto di 'borsa di formazione' scade. Quando ho partecipato al concorso per l'assegnazione di queste borse ero convinta che non mi avrebbero scelta in quanto 'troppo vecchia' per un contratto di questo tipo. Quando sono andata a firmare il contratto invece, ho scoperto che su 4 persone che erano con me a firmare solo una era più giovane, di poco, un'altra coetanea, un'altra addirittura di qualche anno più vecchia. Mi sono consolata, pensando che non ero l'unica disoccupata alla mia età, e con il mio livello di studi. Ho pensato che fosse emblematico della situazione lavorativa di tanti laureati in campo scientifico nel nostro paese. Ancora più emblematico è stato scoprire che un tipo di contratto come questo non prevedeva il versamento di contributi. Un'ente di ricerca bandisce delle posizioni per persone laureate... ok, si tratta di formazione per l'inserimento nel mondo del lavoro, ma non si prende in considerazione il fatto che queste persone siano pur sempre dei lavoratori e per giunta qualificati. O meglio, quando si tratta di trattenere le tasse siamo lavoratori a tutti gli effetti, ma i contributi non ci spettano. Ci venisse mai in mente di andare in maternità da precarie? Ci venisse mai in mente di andare in pensione, a una certa età?

Detto questo, il lavoro non è esattamente nel campo in cui mi sono specializzata, ma è comunque in campo tecnologico, è molto interessante, e i colleghi sono simpatici. Insomma, mi sono trovata bene e questa borsa è stata una bella opportunità. Nella società che mi ospita - la borsa è pagata da un ente di ricerca per portare avanti un progetto in una società che fa parte di questo ente di ricerca - mi hanno dato la possibilità di restare con un nuovo contratto, sempre precario, ma ne sono ben contenta.
A questo punto però avendo io un bambino piccolo e volendo godermi un pò l'estate con lui, ho pensato di far partire il nuovo contratto da settembre in modo da poter andare fuori un mese e mezzo, al mare.
Quando ne parlo a chi mi chiede se ho già programmi per le vacanze, cerco sempre di commentare la mia scelta dicendo che visto che c'è la 'flessibilità', tanto vale approfittarne... come se una scelta del genere dovesse essere giustificata, come se mi dovessi sentire una 'scansafatiche' perchè preferisco concedermi una vacanza un pò più lunga del solito con il mio bambino mentre gli altri, quelli che hanno contratti di lavoro 'normali', vanno a lavorare.
Ma non è così. Se avessi anche io un contratto 'normale' questa vacanza potrei farla ugualmente ma retribuita al 30% dello stipendio chiedendo il congedo parentale. E per averne diritto sarebbe bastato anche un co. co. pro.

martedì 15 giugno 2010

Torna Catalessi



Caparezza è uno dei nostri cantanti preferiti. Io trovo che sia un genio e che se non fosse che è spesso scurrile sarebbe da dargli un premio letterario, dal momento che fa un uso della lingua italiana molto interessante. Abbiamo passato, io e il mio maritino, l'estate della gravidanza sulle note di ''Le dimensioni del mio caos'', album del 2008, e così quando il bimbo è nato gli canticchiavamo spesso quelle canzoni. In particolare, ad ogni cambio di panolino ''cacca nello spazio'':

Con uno shuttle stiamo mandando cacca nello spazio.
Meglio così staremo più larghi, cacca nello spazio.
Extraterrestri è in arrivo cacca nello spazio.
Voi siete artisti fate i cerchi nel grano, noi cacca nello spazio.
Cacca nello spazio.

Ultimamente invece il tormentone è ''Torna Catalessi'':

Torna!, torna catalessi, falli tutti fessi, torna catalessi, torna.
Torna!, torna catalessi, falli tutti fessi, torna catalessi, torna.
Torna!, torna catalessi, falli tutti fessi, torna catalessi, torna.
Torna! Torna! Torna! Torna! Torna!

Al cucciolo questo ritornello piace molto e così canta insieme a noi dicendo: ''tonna, tonna, tonna, tonna''.
Domenica eravamo a pranzo con amici e ha iniziato a dire ''tonna, tonna'' e noi inizialmente non avevamo capito. Poi ci abbiamo pensato ma quando gli amici ci chiedevano cosa volesse dire ''tonna'' abbiamo fatto finta di non saperlo, oltretutto questi nostri amici non sono italiani e di certo questa canzone non la conoscono.

La sera quando andiamo a fare la nanna, ci mettiamo in poltrona io o il papà con lui, si legge il libro e si cantano le canzoncine. Gli si chiede: ''che canzone vuoi?'' e lui in genere risponde ''ia ia ooo'' che sta per ''nella vecchia fattoria'', oppure ''qua qua'' per dire ''il ballo del qua qua'', oppure in qualche modo ci fa capire che canzone vuole che si canti. Ieri sera gli ho chiesto ''cantiamo una canzone? quale canzone vuoi?'' e lui: ''tonna, tonna''.

lunedì 14 giugno 2010

A tavola

Il mio cucciolo non vuole più sedere sul seggiolone. Già da qualche mese pranziamo e ceniamo tutti insieme a tavola, mangiando grossomodo le stesse cose, usando il seggiolone solo come sedia 'rialzata'. Ebbene da un pò di giorni farlo sedere sul seggiolone è un'impresa: strilla, si agita, non c'è proprio verso. Lui fa chiaramente capire che vuole stare in braccio e mangiare in braccio. Io per qualche minuto lo assecondo, poi sposto il piatto al suo posto e gli faccio capire che se vuole continuare a mangiare deve sedersi lì, oppure può fare quello che vuole ma non mangia più. Qualche volta ha funzionato, altre volte meno. Due sere fa l'illuminazione. E se non fosse solo un capriccio per stare in braccio? E se fosse proprio il seggiolone a non piacergli più? E così mettiamo al suo posto una sedia uguale alle nostre e gli diciamo: ''vuoi stare lì?''. Lui risponde timidamente ''si''. E così si siede e si mette a mangiare. Bravissimo. Anche se il piatto è all'altezza della fronte e deve tenere le braccia verticali per arrivare a prendere il cibo.

E' difficile capire le esigenze di un bimbo che parla ancora poco (solo parole di 2 sillabe e che coprono ancora pochi argomenti), e soprattutto al primo figlio è difficile capire quando è arrivato il momento in cui iniziano a sentirsi grandi, iniziano a voler imitare i grandi e in cui capiscono la differenza fra un seggiolone e una sedia normale. E anche se deve arrampicarsi per vedere cosa c'è nel piatto, anche se si sporcherà il triplo e butterà ancora più schifezze per terra, ma che bello vedere che ha un suo carattere, delle sue richieste! Essere genitori ti porta a scoprire ogni giorno qualcosa di tuo figlio e in generale delle fasi della crescita. Sinceramente non avrei mai pensato che a 20 mesi un bambino si confrontasse già così tanto con gli altri. Non che la cosa mi sembrasse strana, semplicemente non mi ero mai posta il problema.
E ora che l'ho scoperto ne sono orgogliosa.

giovedì 3 giugno 2010

Arrivano i nonni


Oggi vengono a trovarci i nonni, quelli materni, i miei genitori quindi. Si tratterrano per qualche giorno.
Lo scorso finesettimana invece è venuta la nonna paterna, mia suocera.

Vivere lontano dalle proprie famiglie di origine ha da una parte il grosso vantaggio di essere completamente autonomi e indipendenti, di poter fare le proprie scelte senza dover rendere conto continuamente ai propri genitori, di poter passare i sabati e le domeniche con gli amici senza doversi giustificare.
Per come sono fatta non mi piace essere continuamente giudicata e ricevere consigli, cosa che le mamme invece fanno senza neanche rendersene conto: lo farò sicuramente anch'io quando i miei figli saranno adulti. So che le intenzioni sono buone, ma proprio non ce la faccio a fare buon viso a cattivo gioco.
In più, mi piace risolvermi i miei problemi da sola, gestire la mia casa e mio figlio senza l'aiuto di nessuno, anche se questo comporta poi di dover rimanere a casa quando il bimbo sta male e non può andare all'asilo e la baby sitter non è disponibile; o passare una settimana a casa con l'influenza e invece che starsene a letto dover lavare e cambiare tuo figlio dalla testa ai piedi 3 volte al giorno perchè poverino, proprio in quella settimana, ha avuto la gastroenterite; oppure tenersi un'emicrania devastante e far finta di niente perchè proprio quel giorno tuo marito è fuori città e nessun altro può aiutarti.

Si, i momenti difficili ci sono stati e ci saranno, ma io sono ancora dell'idea che è meglio contare solo sulle proprie forze. Il prezzo da pagare per questa indipendenza e autonomia, sono i sensi di colpa: per i tuoi genitori, che potrebbero godersi il nipotino ogni volta che vogliono, e invece devono accontentarsi di vederlo su skype e di poter passare qualche giorno ogni tanto con lui programmato in anticipo; la paura che loro potrebbero aver bisogno di te, e tu invece non ci sei; la paura che possa succedere qualcosa e tu verresti a saperlo troppo tardi; la voglia di abbracciarli ogni tanto, e di mostrargli più spesso quanto sono orgogliosa del mio bimbo e di come sto riuscendo a costruire la mia vita, la nostra vita di famiglia.

Anche io come il mio piccoletto ho avuto i nonni lontani. Anche i miei genitori hanno fatto scelte simili alle nostre. Eppure ai miei nonni ho sempre voluto tanto bene, sono stati importantissimi e adesso mi mancano.
E credo che lo stesso sia per lui. Non è un caso che dopo 'mamma' e 'papà' le prime parole siano state 'nonno' e 'nonna', non ostante li vedesse più o meno una volta al mese. Ed è incredibile vedere quanto è contento con loro, e quanto si diverta anche solo a vederli attraverso una webcam. Al di là dello stupore nel vedere come un bambino così piccolo abbia tanta confidenza con la tecnologia da riuscire addirittura a giocare con chi è dall'altra parte dello schermo, come se fosse realmente presente, è bello vedere che lui cerca i nonni nel PC, e chiede di vederli ogni volta che lo accendiamo.

Quando era molto piccolo la venuta dei nonni era per me fonte di stress. Forse le mie insicurezze mi facevano vedere tutto dal lato sbagliato, ma mi sentivo come sotto esame, come se dovessi continuamente dimostrare di sapermela cavare, di essere all'altezza. Probabilmente, soprattutto le nonne, percepivano questa mia insicurezza e, assolutamente in buona fede, pensavano di essermi d'aiuto mettendo bocca su qualunque argomento relativo alla cura di mio figlio. E questo non faceva che peggiorare le cose: mi sentivo trattata come una bambina che giocava con le bambole e per questo mi mettevo sulla difensiva diventando aggressiva per la minima stupidaggine. Con conseguenti dispiaceri (miei e loro) e sensi di colpa.

Ora invece mi sento più sicura di me, più tranquilla e sicura delle mie scelte, e la venuta dei nonni non mi spaventa più, anzi mi emoziona.

Mi emoziona pensare alla gioia del mio cuccioletto quando li vedrà, mi emoziona pensare ai giochi che farà con loro, alle attenzioni che riceverà e all'affetto che si scambieranno.

E perchè no, mi piace anche l'idea che per qualche giorno qualcuno mi darà una mano, mi permetterà qualche momento libero in più, mi concederà una serata al cinema con il maritino. Cosa di cui ormai ci eravamo quasi dimenticati.
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