martedì 11 maggio 2010

Ora di religione

Di nuovo la Gelmini. Questa volta "accoglie con soddisfazione la notizia" che la Religione, come materia scolastica, contribuirà alla determinazione del credito scolastico (vedi articolo di Repubblica).
Ora, se nelle scuole italiane l'ora di religione non fosse intesa come un'ora di catechismo, se i professori di religione non vedessero il loro corso come un modo per fare il lavaggio del cervello (per altro anche mal riuscito) ai ragazzi, se la materia "Religione" non si riferisse solo alla religione cattolica ma fosse una materia da affiancare alla storia e alla filosofia, in cui si studia la storia di TUTTE le religioni, in cui si affronta lo studio dei testi sacri così come lo si affronta per l'Iliade e l'Odissea, in modo critico e con interesse per gli aspetti culturali, e non per prendere alla lettera tutto quello che fa comodo a loro e ignorare quello che invece non fa comodo, allora sarei d'accordo.
Mi accorgo che conosco molto meglio i poemi omerici o l'Eneide di quanto conosca la Bibbia. Sono atea, mi sono sposata in comune e non ho battezzato mio figlio, ma la cultura cattolica è la cultura da cui provengo. Delle sacre scritture conosco solo qualche concetto appiccicato a memoria risalente al catechismo o alla scuola... ma sono sicura che un testo come la Bibbia sia interessante tanto quanto altri testi antichi per capire da dove veniamo, e per trovare come certi sentimenti e certe situazioni siano radicate nelle società umane, e certi valori universali; per capire la cultura anche di altri popoli antichi, oltre a quella dei greci e dei romani; per comprendere ed avvicinarsi, in un mondo globalizzato come quello di oggi, alle altre due religioni monoteiste che poi hanno un'origine comune con quella cattolica. Mi sembra che, per il modo in cui insegnano religione a scuola e nei catechismi, la Bibbia appaia come un'insieme di storielle e ne esca fuori sminuita. Ma insegnare "storia delle religioni" seriamente richiederebbe un allenamento dello spirito critico degli studenti (e forse anche degli insegnanti). Cosa che si sa, alla Chiesa piace poco.

2 commenti:

  1. Ho letto l'articolo questa mattina. Non sono d'accordo sulla gioia del ministro fondamentalmente per una questione pragmatica. L'ora è facoltativa, non obbligatoria. Quindi non è corretto assegnare un valore(i crediti) a un'ora che si dovrebbe essere legittimati a scegliere di non frequentare. Punto.

    Poi, concordo con te:se si trattasse di approfondire le varie religioni, assaporandone il valore storico-culturale, probabilmente la farei frequentare ai miei figli e l'avrei frequentata io stessa al liceo. Trovandosi di fronte invece a un supplemento del catechismo, bè...

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  2. sono d'accordo con te. ai miei tempi se non facevi religione eri costretto a rimanere in classe, oppure potevi andare in biblioteca a fare i compiti per le altre materie. materie alternative non ce ne erano. oggi non so come vada, ma non credo la situazione sia cambiata più di tanto.

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