giovedì 6 maggio 2010

Cara Gelmini

Si parla molto in questi giorni di certe dichiarazioni del nostro Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini. Io le ho lette qui. Sull'articolo riportano la seguente frase: "La gravidanza è una cosa unica, è proprio come dicono. Uno stato di beatitudine che dà una forza incredibile, che non conoscevo. Ti senti più forte di prima. Anch’io, come la D’Amico, ho più facilità di altre donne a tornare subito a lavorare senza trascurare mia figlia. Ma non vuol dire non essere una buona mamma, dovrebbero farlo tutte.
Però le donne normali che lavorano dopo il parto sono costrette a stare a casa. Lo giudico un privilegio".

Cara signora Gelmini, ho una laurea ed una specializzazione in campo scientifico, un bimbo piccolo e un lavoro precario. Quando sono andata in maternità avevo un co co pro di cui rimanevano pochi mesi alla scadenza. Per fortuna la gravidanza è andata benissimo e godevo di ottima salute, ma se avessi dovuto chiedere la maternità anticipata non avrei avuto diritto a percepire lo stipendio, nè a una proroga del contratto. Per fortuna mi piace molto lavorare, in particolare mi piaceva il lavoro che facevo in quel periodo. Così ho lavorato fino a che la legge me lo ha permesso, cioè fino a un mese prima della data presunta del parto. Una volta terminato il periodo di congedo obbligatorio non ho neanche minimamente pensato di chiedere il congedo parentale, sebbene mi spettasse, perchè come ho detto lavorare mi piaceva e sapevo che con un contratto che stava per scadere avrei perso l'occasione di concludere quell'esperienza... tanto per stare a casa avrei avuto tempo dopo, nell'attesa di trovare un altro lavoro. L'indennità di maternità la sto ancora aspettando. Ci sono stati dei problemi, qualcosa è andato storto nella comunicazione fra l'azienda e l'INPS, fatto sta che i miei contributi non risultavano, la maternità è stata rifiutata, ho dovuto presentare ricorso e sto ancora aspettando una risposta. E' passato più di un anno.
Quando è scaduto il contratto sono rimasta disoccupata 6 mesi. Non è facile trovare lavoro in un paese che non investe in ricerca scientifica, per una persona con le mie competenze, tantomeno se ha un marito e un figlio, perchè la ricerca di lavoro è limitata alla provincia di residenza della famiglia e la famiglia dovrebbe risiedere dove almeno uno dei due genitori ha un lavoro sicuro.
Ho poi vinto una borsa di formazione per 6 mesi. Al momento della firma del contratto ho scoperto che non mi avrebbero pagato i contributi. Fra qualche mese il contratto scade e sarò di nuovo disoccupata. Mi piacerebbe avere un altro figlio ma con contratti di 6 mesi la maternità non è prevista, qualunque gravidanza che si concluda positivamente dura più di 6 mesi, oltre al fatto che senza contributi non si ha diritto a nessuna indennità. Una donna incinta poi non la assumerebbe nessuno, e un rientro dopo più di un anno di 'inoccupazione', dovendo iniziare da zero a cercare lavoro lo vedo molto difficile.
Conosco donne che si sono viste rifiutare la firma del contratto perchè erano incinte. Conosco donne che lavoravano 'da casa' per non perdere il lavoro, poche settimane dopo il parto, invece che godersi la maternità e riposarsi da una nottata in bianco. Conosco tante altre storie che sarebbe troppo lungo raccontare. E tutte di donne laureate e con un titolo di dottorato o specializzazione.
Cara signora Gelmini, a me sembra che qui la PRIVILEGIATA è solo lei.

6 commenti:

  1. Questo blog mi suona familiare... :-)
    Cara Mary Star, me la pagavi tu la babysitter che mi seguiva con mia figlia per allattarla quando avrei dovuto ricominciare il lavoro? E un'altra tata per le notti in bianco? Credo di no. Ovviamente se avessi avuto doppia baby sitter, come sicuramente al minimo avrai te, sarei potuta tornare anche io subito al lavoro.
    Mary Star, fatti un giro sul pianeta degli umani per favore...
    Ciao Cosmic Mummy, che sai stare con i piedi per terra e sognare nuove galassie!

    RispondiElimina
  2. cara Bianca, mi sa che mi hai sgamata!!! :-D
    avevo fatto tanto per restare anonima... ahahahaha

    RispondiElimina
  3. Io sono mamma, fisico e moglie di un fisico.
    Non ho goduto di maternità pagata, perché anch'io non avevo un contratto che lo prevedeva. Ora non lavoro e sono in attesa della seconda bambina.
    Mio marito per continuare a fare seriamente il fisico è dovuto migrare in Spagna, cioè è uno dei tanti cervelli in fuga.
    Qui la situazione non è perfetta, ma almeno si valutano solo i meriti ed i titoli, non le amicizie convenienti come in Italia.

    RispondiElimina
  4. si ti capisco, anche mio marito è fisico e anche lui precario. viviamo in Italia ma non nella nostra città di origine, ci troviamo bene ma siamo pronti a migrare all'estero nel momento in cui le condizioni lavorative non fossero più promettenti. in realtà il contratto che avevo quando sono rimasta incinta prevedeva la maternità, ma all'80% e pagata direttamente dall'inps. ci sono stati dei problemi e non me l'hanno pagata. ho fatto un ricorso ma ancora niente, sono passati quasi due anni! di fatto se non fossimo aiutati economicamente dalle nostre famiglie non mi sarei mai potuta sognare di avere un bambino.

    RispondiElimina
  5. Ciao CosmicMummy, la mia storia la conosci: costretta a dare le dimissioni una volta rientrata dalla maternità.
    Non con le buone, ma con le cattive maniere...
    E' uno schifo. Nessuno fa niente per sostenere le famiglie, tante parole, ma nessun fatto.
    Ci sono delle volte in cui sono convinta che lo status quo si possa cambiare, altre volte invece sono più pessimista e migrare mi sembra l'unica alternativa possibile...

    RispondiElimina
  6. cara mary star, o sei cretina, o sei stronza o sei tutte e due

    RispondiElimina

Le discussioni mi piacciono: dimmi come la pensi. I commenti anonimi però non sono accettati.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post più popolari