mercoledì 14 marzo 2012

Le plurimamme

La scuola del cucciolo, contrariamente a tutte le statistiche italiane, è frequentata da molte famiglie numerose. Sarà che il nostro quartiere è particolarmente family friendly. Così durante quell'oretta passata in giardino prima di tornare a casa, sono venuta a contatto con una realtà che sembrava ormai scomparsa, in un'Italia che scoraggia le famiglie e con il tasso di natalità più basso d'Europa. E con queste mamme di tanti figli, che io e il mio maritino chiamiamo affettuosamente "le plurimamme".
Le plurimamme le avevamo notate già prima che il cucciolo frequentasse la scuola, e ammiravamo il fatto che si portassero appresso una carovana di bambini (2 a piedi, uno nel passeggino, uno nella pancia, per esempio) in salita e senza che i loro figli si buttassero sotto una macchina o scappassero via, noi che per portarne uno solo al nido avevamo bisogno della camicia di forza. Le plurimamme non sono molto curate nel vestire, non si truccano e hanno i capelli spettinati. Portano sempre scarpe da ginnastica di quelle molto tecniche, con le molle sotto, di colori che vanno dal rosa al violetto. Le plurimamme sono simpatiche e spiritose, prendono con ironia quello che riguarda la crescita e l'educazione dei loro figli. Le plurimamme sono molto tranquille, non hanno paura se i loro figli non danno la mano una volta oltrepassato il cancello (in effetti le mani sono 2 e bastano a malapena per spingere il passeggino), se ti spaventi vedendo che i figli più grandi (quelli che camminano) vanno avanti da soli ti dicono di non preoccuparti, che tanto lo sanno che non devono scendere dal marciapiede. In effetti non ho mai visto uno dei loro figli fare un capriccio o impuntarsi. Le plurimamme ti dicono che loro stanno a casa, altrimenti come farebbero ad accompagnare ed andare a riprendere tutti quei figli, in scuole diverse e con orari diversi? In effetti è già quello un lavoro. E come dargli torto! Allo stesso tempo però se gli dici che forse il più piccolo potrebbero mandarlo al nido comunale (con tutti quei figli avrebbero molti punti e le speranze di entrare in graduatoria sono alte) per alleggerirsi un po', ti dicono che non possono pagare una retta, se pur piccola, perchè a casa loro c'è un solo stipendio. E anche in questo caso, hanno ragione. Le plurimamme fanno anche molta tenerezza, perchè danno l'impressione di dover fare davvero tutto da sole. I mariti, essendo gli unici a lavorare, non le aiutano per niente nell'accompagnare/riprendere i figli a scuola, e così ogni mattina vestono tutti i figli, compreso il neonato, e se li portano dietro in giro per le scuole. Una cosa sicuramente molto faticosa. Alcune plurimamme ti dicono che in Italia quando hai molti figli la prima cosa che ti chiedono è se sei neocatecumenale, mentre loro non sono nemmeno credenti. Altre invece non te lo dicono: forse lo sono. Le plurimamme sono sicuramente donne coraggiose, o incoscienti, dipende dai punti di vista. Non so dove voglio arrivare con questo post. Non è assolutamente una critica, ma il racconto di alcune impressioni su una realtà che fino a poco fa era per me totalmente estranea. E allora rifletto, sulla loro scelta (bellissima) di mettere al mondo tanti figli e di sacrificare tutto per loro, e se la scelta di stare a casa e rinunciare ad un altro stipendio, oltre che a qualcosa che rimanga anche dopo che i figli sono diventati grandi, sia stata davvero una libera scelta e la diretta conseguenza di aver messo al mondo tanti figli. Non so, e tutto sommato non sono nemmeno affari miei.

Risposta a Giornalettismo

Il mio post di ieri, insieme al commento che avevo lasciato in fondo all'articolo di Giornalettismo citato, ha scatenato un'accesa discussione. In pratica gli autori si sono sentiti "insultati" da me che come "ospite" non avrei dovuto insinuare che l'utilizzo di certe immagini possa veicolare un messaggio di giustificazione dello stupro. Intanto penso che dire la propria opinione e rispondere alle critiche sia costruttivo per tutti, non vedo perchè prendersela così sul personale. Poi l'impressione è che loro siano rimasti molto scocciati del post, più che dei commenti, ma nel mio blog io non sono un'ospite. E non era mia intenzione offendere nessuno. L'aggressione verbale di cui sono stata oggetto mi è sembrata un tantino sproporzionata.

Questa mattina ho scritto l'ultimo commento con cui dichiaro di ritirarmi ufficialmente dalla polemica e vorrei riportarla per completezza anche qui:

Ci tengo solo a precisare alcune cose, dopo di che censuratemi pure, che questa polemica è durata anche troppo. Non scriverò più commenti nè leggerò più i vostri articoli così saremo tutti più contenti.

Come prima cosa non era mia intenzione offendere nessuno personalmente. Solo porre l’accento sulla scelta di un’immagine che si presta a diverse interpretazioni. Se non siete d’accordo con me fatemelo notare, ma non vedo perché inveire in questo modo. Non ho mai detto che questa foto vuole “colpire le donne”, solo veicolare una certa mentalità. Mi sembra che quello che più vi ha infastidito sia il fatto che ho scritto un post in cui citavo questo articolo come esempio di un fenomeno generalizzato. E il fatto che ho usato la frase “il nome è tutto un programma”. Ma allora perché non scriverlo esplicitamente, invece che citare questa frase fino alla nausea? Non vi sembra un modo immaturo di farmi notare che ho usato un linguaggio che non vi piaceva? Certi post provocatori si scrivono proprio per sollevare un problema e avviare una discussione. Si può sbagliare nei presupposti, ma non è certo corretto rispondere inacidendosi in questo modo.

E comunque una cosa è ciò che ho scritto sul MIO blog (che comunque non calunnia nessuno ma esprime solo un parere personale), altro ciò che ho commentato “da ospite” nel vostro sito, e sinceramente vorrei proprio sapere dove sono gli insulti di cui parlate. La frase “voi in questo modo veicolate un’idea sbagliata e favorite una certa mentalità.” È forse un insulto? Se si chiedo scusa. Non ho mai neanche detto né sui commenti, né sul post, che l’immagine sia stata messa intenzionalmente per veicolare quel messaggio, sono convinta che nessuno intendeva farlo, anche se il risultato a mio parere è quello.

Riguardo alla censura, siete liberi di censurare chi vi pare. Io non capisco però perché sentirsi insultati dai miei commenti. I commenti che riportavo prima(*), e molti altri, invece si che offendono (non voi, ma le donne). E non vi fanno onore. Liberissimi comunque voi di tenerveli.

Buona giornata
 
(*) ecco i commenti a cui mi riferisco:
 
loiodice giuseppe
13 marzo 2012 alle 10:44
ha fatto bene il polizziotto ha scoparsi le negre…ma sapete se è andato anke di culo? attendo risposte… grazie a tutte le vostre madri vaiiiii peppottttttttooooooo” a commento dell'articolo sopracitato;

puttaniere
13 marzo 2012 alle 22:55
Personalmente, finchè con 100 euro posso togliermi ogni voglia, non mi farò rincretinire da nessuna ragazzotta. Chi più spende, meno spende e non è un vantaggio da poco.” a commento dell’articolo “Perché le donne rendono scemi gli uomini(anche su quest'ultimo titolo ci sarebbe qualcosa da commentare, ma mi asterrò).

martedì 13 marzo 2012

Violenza sessuale, femminicidio e giornalismo

Ormai ho il dente avvelenato contro i giornalisti incompetenti. Non mi piace come sulla stampa italiana si scrivano articoli su argomenti che non solo non si conoscono, ma nemmeno si è fatto lo sforzo di leggere la voce su Wikipedia. Non mi piace come si scopiazzi spesso alla meno peggio, senza controllare le fonti, e inorridisco quando trovo errori di ortografia, grammatica, consecutio temporum, ecc. Credo anche sia un offesa alle tante persone competenti e professionali che vorrebbero fare quel mestiere, ma sono disoccupate. Una brutta abitudine che mi fa incazzare, e di cui finalmente si inizia a parlare, è il fatto che si tenda a giustificare chi commette violenze contro le donne, in particolare chiamare "omicidi passionali" i femminicidi, e descrivere come "accecato dalla gelosia" un uomo che altro non è che un assassino.

Tempo fa invece il blog Un altro genere di comunicazione, con questo post, metteva l'accento sul fatto che molto spesso quando si parla di volenze sessuali vengano inserite immagini di donne in minigonna, giovani e belle, che sembrano - coscientemente o meno - voler veicolare un messaggio di giustificazione dello stupro. Oggi voglio segnalare questo articolo di Giornalettismo (il nome è tutto un programma) in cui si parla dell'arresto di un poliziotto della Questura di Bologna per concussione sessuale. L'uomo avrebbe costretto a rapporti sessuali due donne di cui seguiva la pratica per il rinnovo del permesso di soggiorno. Ora, il fatto è molto grave: un uomo che si approfitta del suo ruolo (istituzionale) per ricattare delle donne che hanno bisogno di rinnovare il permesso di soggiorno. A me non interessa in che modo le abbia convinte a questi rapporti sessuali, o come siano avvenuti i fatti. A me interessa che c'è un arresto per concussione sessuale, e l'immagine affiancata all'articolo è questa:


Una donna con delle belle gambe e una minigonna nera, che una mano maschile cerca "gentilmente" di alzare. Ancora la minigonna. E quel che è peggio è che la donna sembra consenziente, dal momento che con la sua mano sembra accarezzare il braccio dell'uomo. Non mi sembra l'immagine adatta per commentare una notizia del genere.

Sono d'accordo con Mary di Un altro genere di comunicazione: bisogna SEGNALARE queste immagini, ogni volta che si può commentare, scrivere che non siamo d'accordo. Non è un modo serio di fare giornalismo. Questo è arretratezza culturale a cui molti si sono abituati, ma non possiamo più accettare.


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